Star Trek - Il futuro ha inizio

Star Trek

USA - 2009
4/5
Star Trek - Il futuro ha inizio
"Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di nuove civiltà, e di giungere arditamente dove nessun uomo è mai giunto prima d'ora". Il giovane capitano Kirk ed il suo equipaggio stanno per affrontare le loro prime missioni a bordo dell'astronave Enterprise...
  • Altri titoli:
    Star Trek - Il futuro ha inizio
    Star Trek Zero
    Star Trek: The Future Begins
    Star Trek: The IMAX Experience
    Star Trek XI
  • Durata: 127'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi creati da Gene Roddenberry
  • Produzione: J.J. ABRAMS, DAMON LINDELOF E DAVID WITZ PER BAD ROBOT, LEVEL 1 ENTERTAINMENT, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL - BLU RAY: PARAMOUNT HOME ENTERTAINMENT
  • Data uscita 8 Maggio 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Quasi mezzo secolo dopo la messa in onda del primo episodio televisivo, l'astronave Enterprise torna a volare sugli schermi cinematografici di tutto il mondo con, sulla plancia di comando, un nuovo equipaggio, diretto da J.J. Abrams.
Il creatore di Lost e Alias riprende la storia di Star Trek e la trasforma, facendone un film non solo per fans, anzi. Confermando il paradosso secondo cui non c'è maniera migliore di essere fedeli ad un soggetto cinematografico se non tradendolo, Abrams reinventa i personaggi del Capitano Kirk e del vulcaniano Spock, raccontando il turbolento inizio della loro amicizia, durante il viaggio inaugurale di quell'astronave entrata nell'immaginario collettivo, come il simbolo di una fantascienza ottimista e piena di speranza. E' così che l'emergenza spaziale determinata da un misterioso quanto letale attacco al pianeta Vulcano diventa il pretesto per sovvertire l'universo trekkiano così come lo abbiamo conosciuto in cinque serie televisive e dieci lungometraggi prima di questo.
Commovente il cameo dello Spock originale Leonard Nimoy per un passaggio di testimone, narrativo ed ideale, ad una nuova generazione di attori, ma anche di spettatori affascinati dalla qualità del lavoro di Abrams.

NOTE

- PREQUEL DEL PRIMO VIAGGIO SPAZIALE DELL'ENTERPRISE. I PERSONAGGI CHE ABBIAMO CONOSCIUTO NELLA FAMOSA SERIE TV (1966) SONO ANCORA MOLTO GIOVANI.

- OSCAR 2010 PER IL MIGLIOR MAKE-UP (BARNEY BURMAN, MINDY HALL E JOEL HARLOW). IL FILM AVEVA OTTENUTO ALTRE TRE NOMINATION: MONTAGGIO SONORO (MARK STOECKINGER E ALAN RANKIN) , MISSAGGIO SONORO (ANNA BEHLMER, ANDY NELSON E PETER J. DEVLIN) E EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"Rispetto ai 10 capitoli serializzati, il film è di buon impatto avventuroso e dialogico, ha il gusto del tempo come flusso di coscienza fantastica (Bergson dello spazio?) e si diverte nel ricalco del mito ma con facoltà pure di ironia. Merito di J.J. Abrams (Mission impossibile 3, Lost) che per fortuna non è un «trekker» doc e vede la materia col gusto della recita forse d'addio ma ricca di ottimi effetti speciali." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 maggio 2009)

"Il regista è il talentuoso J.J. Abrams, creatore di serial tv di culto come 'Lost' e 'Alias'. La storia ha invece contagiato per decenni l'immaginario di milioni di spettatori che per 43 anni hanno seguito le avventure dell'U.S.S. Enterprise, leggendaria astronave protagonista di tutti i viaggi interstellari di Star Trek. Ora la saga di fantascienza ritorna in un film che racconta le origini del mito, il primo incontro tra l'irruento James Kirk e il razionale vulcaniano Spok e la prima battaglia per difendere la Federazione minacciata dai Romulani. Il risultato è una divertente avventura appetibile anche per chi la serie tv non l'ha mai amata." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 8 maggio 2009)

"Effetto collaterale dei film sui supereroi è che i cascami della più sparagnina fantascienza tv di una volta paiono, in confronto, opere interessanti. (...) I personaggi dell'angusta, interminabile serie di quarant'anni fa sono aggiornati quel tanto che basta. Scompaiono le staticità da programma radiofonico finito per sbaglio in video e appaiono effetti speciali, sempre i soliti, perché lo spettatore giovanissimo trovi qualcosa di familiare dei vecchio 'Star Trek', che era una sitcom in pigiama astronautico per tutti e orecchie da dobermann per alcuni, si conserva parte delle verbosità. Accademie militari e astronavi da guerra sono teatro di duelli ironici e pungenti, quando va bene, prima di quelli 'aviatorii', che andrebbero però ascoltati nella versione originale, per cogliere le sfumature delle pronunce allusive non di Paesi, ma di pianeti diversi. Spock giovane è ora interpretato da Zachary Quinto, Spock vecchio ancora da Leonard Nimoy e tocca a lui perpetuare quel minimo di autoironia che era il più interessante marchio di fabbrica del prodotto tv." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 8 maggio 2009)

"Con buona pace degli ultras trekkiani, che non gli perdonano di nutrire per l'antica saga solo rispetto, ci voleva J.J. Abrams, babbo di 'Lost' e regista di 'Mission: Impossible III', per portare in trekking entusiasta nello spazio anche i non affezionati al vulcanico carattere di Kirk e al vulcaniano Spock. (...) Abrams taglia rami e tempi morti in stile 'Star Wars': inseguimenti, precipizi e mostri per la gioia di occhi immedesimati. Cast volutamente senza stelle abbaglianti: chi viene dai teen movie, chi da 'Heroes', chi da 'Alpha Dog'. Più lo strepitoso Simon Pegg (Scotty). Chiaro l'intento di rifondare la serie dopo troppi film stentati: la U.S.S. Enterprise va alla prima missione in un prequel dal gran ritmo: effetti speciali senza affetti speciali (niente amorazzi molesti a bordo)." (Alessio Guzzano, 'City', 15 maggio 2009)

"Il film diretto in modo brillante è visivamente stupefacente, nonostante la voluta monotonia di personaggi, battute, situazioni, citazioni dagli 'Star Trek' precedenti. Le scenografie sono molto riuscite: si naviga tra il mondo di '2001: Odissea nello spazio' di Kubrick e l'estetica di Modrian." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 21 maggio 2009)
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