Spring Breakers - Una vacanza da sballo

Spring Breakers

USA - 2012
4/5
Spring Breakers - Una vacanza da sballo
Quattro affascinanti studentesse di college, prima rapinano un fast-food per finanziarsi le vacanze di primavera al mare e poi si trovano nei guai con la giustizia per detenzione di droga. In loro aiuto interverrà Alien, un criminale dal cuore tenero, che le prenderà sotto la sua protezione facendo vivere loro una indimenticabile vacanza...
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: MUSE PRODUCTION, HERO ENTERTAINMENT, RABBITBANDINI PRODUCTION, RADAR PICTURES, MJZ, O'SALVATION, ICONOCLAST
  • Distribuzione: BIM (2013) - DVD: BIM/01 DISTRIBUTION HOME VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 7 Marzo 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Spring break forever. E' il mantra, non è l'unico: c'è il clangore dell'arma che si ricarica, a cozzare con quel forever. Vacanza di primavera, vacanza dal quotidiano per inseguire il sogno americano, stile Lamborghini decapottabile. Spring Breakers di Harmony Korine non vincerà il Leone d'Oro, ma ha già vinto. Il regista di Gummo e Kids porta al Lido le ragazze del Disney Club, Vanessa Hudgens, Selena Gomez e Ashley Benson, e le scopre ninfette in bikini, passamontagna rosa shock e infradito, tutte alcool, droga e fottuto edonismo a mano armata.
Sono le Charlie's Angels 2.0, le  Vixen del Terzo Millennio, e la loro vendetta prende per i fondelli l'American Dream: chi vive il sogno americano, accumulando tanta robba, a lot of stuff come il verghiano Mazzarò è destinato a soccombere, ma alle spalle ha già un sostituto. Anzi, due sostitute, in fuga per la (im)possibile vittoria. Film coloratissimo, ultrapop e nichilista per congruenza all'oggetto, film che esibisce corpi, baci saffici, seni al vento, ma dove non si consuma nulla, nemmeno il sesso, perché tutto è già stato consumato.
Quattro college girls si scoprono al sole della Florida girls gone wild, passando dal via: un furto in fast food per pagarsi la vacanza. Due sono davvero cattive (Ashley Benson e Vanessa Hudgens), una pragmatica (Rachel Korine), l'altra devota (Selena Gomez): finiscono dentro per un party andato a male in motel, e chi paga la cauzione le imprigiona in un incubo a piede libero. No future. La cauzione la paga James Franco, gangsta e rapper, bianco ma wannabe nero, che con un gangsta nero per davvero ha un problema. Rimarranno in tre, e poi in due, dopo una sparatoria approcciata in motoscafo stile Miami Vice: tutto è flou, iperstilizzato e ipermortifero.
Ma sono morti di plastica, perché di plastica è la vita. Spring break forever: la pausa è questo film che è uno stroboscopico fermo-immagine, dove anche i flash-forward sono immoti; la primavera non c'è, sostituita dall'autunno, dal declino non dell'impero, non del sogno, ma del reality americano; il per sempre è perché nulla può cambiare davvero, tutto è uguale. Si rischia di ridere quando le ninfette parlano di party selvaggi, droga e stupidità globale quali esperienze spirituali, ma è la spiritualità pervertita, il massimo dell'immanenza che si risolve nel suo opposto.
Operazione consapevolmente esplicita, con Britney Spears suonata e canticchiata al pianoforte da Franco e le sue padroncine, le sue dominatrici teenager: Britney è un classico nel paese degli instant-(s)cult. L'America che (dis)utilizza Scarface per la Cura Ludovico Van: James lo vede sempre, sempre. Senza capirne un solo fotogramma, presumibilmente. Poco importa, anzi, così sia.
Il film spacca, perché devastato e  devastante è il paese, ovvero il reality Mtv-style dell'America, cui Korine aderisce parossisticamente, ineluttabilmente. Addio Topolino, Vanessa & Co. sono le Pussy Riot, prima delle Pussy Riot. E solo di nome: rivolta di plastica, dentro e fuori il film, perché Korine non può spogliarle, non deve. Spring break forever. Spring break forever. Spring break forever.

NOTE

- MENZIONE SPECIALE DEL FUTURE FILM FESTIVAL DIGITAL AWARD ALLA 69. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2012).

CRITICA

"Per capire fino in fondo un film come 'Spring Breakers' bisognerebbe essere americani. Ma i film si possono solo sentire, vivere sulla pelle, anche se quello che accade sullo schermo ci appare del tutto assurdo, incomprensibile, se non addirittura ripugnante, come vedere una massa informe di teenagers in costume sballarsi fino all'inverosimile, flirtando con qualsiasi tipo di droga, simulando sesso orgiastico, consumando vagonate di hip hop in uno stato di trance permanente. Queste sono le '«spring breakers»' americane, ovvero le vacanze studentesche di metà anno, solo molto alla lontana avvicinabili alle gite all'estero degli studenti europei nel periodo primaverile. Il break di questi studenti americani è totale, una sorta di party selvaggio, consumato in alberghi da quattro soldi della costa californiana, laddove lo sballo è perenne, senza neanche più il break. Cosa c'entra questo momento di vita americana adolescenziale con l'ultimo film di Harmony Korine? Molto, perché si tratta del più lisergico e mimetico affondo, cinematografico in questa dimensione alterata, firmata dal più acido degli indipendenti americani. (...) Ormai quarantenne, maturo e per questo ancor più spinto verso la scoperta e sperimentazione, si è tuffato nel cuore tumultuoso del casino adolescenziale, proponendo un film quasi anti-narrativo che segue le avventure di quattro teen in costume, pronte a tutto pur di sballarsi, con un James Franco sorprendente, ancora una volta." (Dario Zonta, 'L'Unità', 7 marzo 2013)

"Dal regista vate del 'white trash' (la miseria bianca d'America) e autodefinito 'soldato del cinema' arriva nelle sale il film che ha stregato il concorso della Mostra di Venezia 2012: spiazzante, immaginifico e impossibile da limitare in un genere se non il miglior 'pop' sulle pulsioni estreme dell'Occidente contemporaneo. Un cinema di rottura sui linguaggi convenzionali, un affondo artistico sulla vita e la morte. Capolavoro." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 7 marzo 2013)

"Piacerà probabilmente allo stesso pubblico che ha imprevedibilmente applaudito la pellicola di Harmony Korine a Venezia. In effetti 'Spring Breakers' che a raccontarlo pare uno di quei vecchi film da drive in degli anni 50, è pieno di belle cose. Dall'esibizione delle quattro scosciatissime, alle acrobazie fotografiche, dai colpi di scena che vanno sempre a segno. Un'insalatona spettacolare che magari qualcuno prenderà come ritratto della lurida America d'inizio secolo. Non esageriamo. Accontentiamoci del divertimento." (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 marzo 2013)

"Prevedibile nelle sue infantili provocazioni, racconta le vacanze pasquali di quattro ragazze americane tra alcol, droga e bagordi." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 7 marzo 2013)
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