Spencer

GRAN BRETAGNA, GERMANIA, CILE - 2021
4/5
Spencer
Inizio anni Novanta. Il matrimonio fra la Principessa Diana e il Principe Carlo è in crisi da tempo. Malgrado le voci di presunti flirt e di un imminente divorzio, si cerca di preservare la pace in vista delle festività natalizie, tradizionalmente trascorse dai reali nella proprietà di Sandringham. Sono giorni in cui si mangia, si beve, si spara e si va a caccia. Diana conosce le regole del gioco. Ma quest'anno non sarà come gli altri.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: 35MM, D-CINEMA
  • Produzione: JUAN DE DIOS LARRAÍN, JONAS DORNBACH, PAUL WEBSTER, PABLO LARRAÍN, JANINE JACKOWSKI, MAREN ADE PER KOMPLIZEN FILM, FABULA E SHOEBOX FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON FILMNATION ENTERTAINMENT
  • Data uscita 24 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

“Non esisterà più un’altra Camelot”, rivelava disperata Jacqueline Kennedy in Jackie. Dopo la morte del marito, si concludeva un ciclo che in molti credevano non potesse mai giungere al capolinea. Pablo Larraín si interroga sulla Storia, come aveva anche fatto in Neruda. La realtà diventa qualcosa di inafferrabile, le linee temporali si fanno relative, come i luoghi abitati dai suoi protagonisti. Tutto cambia, è mobile, circolare.

Spencer, presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2021, riflette sull’andare del tempo. Tra presente e passato non c’è differenza, dice la sua Lady Diana, una Kristen Stewart dolente, ispirata. A Larraìn non interessa la veridicità, l’accuratezza storica. Il suo obiettivo è cogliere il sentimento, annullando lo scorrere dei decenni, facendo dialogare le epoche. Per questo Diana, chiamata pochissime volte per nome, comunica con Anna Bolena. Le due “regine” si sentono unite nel destino che le attende. Incombe l’inevitabile, da cui però la vicenda si tiene a distanza.

La morte è un fattore interiore, non fisico. L’unica via di fuga è sublimare la sofferenza, come avviene durante il ballo di Diana per i corridoi del palazzo. Bisogna evadere dalla cronaca, dall’attualità, fare l’operazione opposta rispetto a Jackie, in cui si aprivano le porte ai giornalisti. Ed è proprio qui che Larraìn ci fornisce la sua chiave di lettura, quella di una favola ispirata a una tragedia vera. Può la narrazione spingersi oltre, immaginare, rielaborare? Spencer ne dà la prova.

 

La principessa in crisi d’identità è la vittima, rinchiusa in un castello dove non può neanche aprire le tende. Il suo cavaliere la tradisce, è circondata da nemici, nessuno sembra proteggerla: luci e ombre della famiglia reale più famosa al mondo. Ma qui siamo molto lontani da The Crown, che nella quarta stagione aveva messo Diana al centro del dramma. Larraìn non si sofferma sulla Diana delle immagini, ma sulla sua anima. Per questo Spencer diventa un film di fantasmi, di presenze/assenze.

Bellissima la sequenza in cui lei torna nella casa in cui è cresciuta, avvolta nella nebbia. In quel momento sembra astrarsi, abbandonando un universo terreno per farsi puro spirito. Il talento del cineasta cileno è di destrutturare le apparenze, cercando un’altra dimensione. Il continuo cambio di vestiti di Diana segna un percorso di inadeguatezza, di oppressione costante. Qui il sopruso attraversa la mente, è come se assistessimo a una guerra. Non a caso l’unico confronto diretto col consorte avviene ai due lati opposti di un tavolo da biliardo. È una sfida, nessuno dei due si muove, è la macchina da presa che si avvicina e si allontana da loro, in una sinfonia che trova nel disincanto il suo tratto particolare.   

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 78. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2021).

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2022 PER MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO (KRISTEN STEWART).

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2022 PER MIGLIORE ATTRICE (KRISTEN STEWART).

- IN ITALIA L'USCITA NELLE SALE ERA PROGRAMMATA PER IL 20 GENNAIO MA LA 01 DISTRIBUTION L'HA POSTICIPATA Al 24 MARZO 2022.

CRITICA

"Un horror, un thriller psicologico, una favola nera su una principessa prigioniera di un castello che nel giro di tre giorni è costretta a prendere una decisione fatale: togliersi la vita o fuggire. (...)il tono della storia e la natura dei protagonisti è tutt'altro che amabile.Più feroci che nella serie tv, i reali raccontati da Larraín sono annoiati, crudeli, anaffettivi: gente che organizza il cenone di Natale come se si trattasse di un' operazione militare, e che pesa gli ospiti prima e dopo il pasto per calcolare il gradimento della cucina. Nei panni di Diana, raccontata nei tre giorni di prigionia nel castello di Sandrigham nel Norfolk, dove nel 1991 trascorre l' ultimo Natale come consorte ufficiale di Carlo, c' è l' americana Kristen Stewart (...) Morta nel 1997 a Parigi in un incidente automobilistico (ma il film si ferma qualche anno prima), Diana è, per Larraín, «un personaggio unico e senza eredi(...)»." (Ilaria Ravarino, 'Il Messaggero', 20 marzo 2022)

"(...) Astratto nella messa in scena, affidato alla convincente interpretazione di Kristen Stewart, il film non è la ricostruzione delle ore che precedettero una scelta sofferta e necessaria, ma il racconto del viaggio interiore di una donna destinata a diventare un' icona, simbolo di una monarchia in crisi e di un intero Paese. Le immagini rarefatte e grafiche sottolineano la solitudine di Diana, il suo isolamento, il disperato bisogno d' amore, il potere deflagrante di ogni suo gesto." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 24 marzo 2022)

"(...) C' è spazio per memorie, ma la sovrapposizione dei piani spazio temporali è tra le banalità del male elisabettiano durante un Natale a finestre blindate dal velluto che blocca i teleobiettivi dei paparazzi.Sceneggiata da Steven Knight, la fiaba gotica horror paga il pegno di una regia anaffettiva e della frigida espressione di Kristen Stewart che porta in dono il fascino pop discreto della borghesia. Come in 'Jackie' e in 'Neruda', Larraín non commercia gossip ma indaga i dolori inespressi e i riti oppressivi del potere, invitando Lady D. a sdoppiarsi in un defilé di abiti da Mrs. Maisel e funesti presagi presto esauditi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 marzo 2022)

"'Spencer'è una piccola perla. Poliedrico, pieno di sfumature, scava in profondità nell'animo umano, si confronta con la Storia per rielaborarla, come era già successo nei bellissimi 'Neruda' e 'Jackie', e conferma ancora una volta il grande talento di Larraín. Presentato in concorso all'ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia. La sublime Kristen Stewart è candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista." (Gian Luca Pisacane, 'Famiglia Cristiana', 24 marzo 2022)

"Nonostante il film sia interamente concentrato sul personaggio da cui prende il nome, non si tratta di un film biografico.(...) Solo in un certo senso, Larraín fa tutto il contrario. Abbandona la storia per dare al suo dramma l' unità di tempo e di luogo propria della tragedia.(...) Il tono e il ritmo è dato da una musica di Jonny Greenwood che entra ed esce di scena con un piano solo, con un violino stridente o con l' orchestra, conferendo al film un colore lisergico che l'immagine accentua alternando campi lunghi ad inquadrature a spalla. L' impressione è che Diana sia caduta nella tana del coniglio, ritrovandosi in un wonderland che somiglia più all' Overlook Hotel di Kubrick che al castello della regina di cuori di Disney. Intorno a lei si agita un mondo meccanico, freddo, militare che non è nuovo al cinema di Larreín.(...)I suoi unici rapporti umani sono con i figli, con l' assistente che si occupa del suo guardaroba e, in maniera più contorta, con altri membri della servitù. D'altro lato, tutto questo mondo sembra in qualche modo esistere solo per lei. Come in ogni sogno, nessun personaggio ha una sua realtà propria, tutti sono delle estensioni dell' io di chi sogna. (...)" (Eugenio Renzi, 'Il Manifesto', 24 marzo 2022)

"(...)il regista cileno si focalizza su un unico episodio della vita della protagonista, Diana principessa di Galles, per metterne in immagini l' infelicità. Una sintesi grandiosa e onirica, introdotta dalla frase "una fiaba da una tragedia autentica". Nel suo mix di realtà e fiction, il film trova unità in una messa in scena quanto mai accurata e atmosferica: dalla ricreazione del guardaroba di Diana, che ha un ruolo centrale nel rituale, a opera della costumista Jacqueline Durran, alla fotografia dalle luci soffuse (evocanti il Barry Lyndon di Kubrick), alle musiche del polistrumentista Jonny Greenwood dei Radiohead. Costantemente sotto gli sguardi degli altri personaggi, con un effetto di doppia identificazione dello spettatore (che la osserva assieme a quelli ma parteggia per la principessa triste) Kristen Stewart offre un' interpretazione di gran classe."(Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 24 marzo 2022)

"(...)Il problema è che il copione gioca il personaggio su un' univoca nota di fragilità ed estenuata isteria che sconfina in paranoia, pedinando Diana mentre vaga nella campagna o si aggira inguainata in magnifici abiti nella lussuosa dimora reale di Sandringham, sempre più soffocata da oppressivi controlli e dall'indifferenza del marito. Per questo ruolo di vittima sacrificale, Kristen Stewart è candidata all'Oscar (...) ma a noi l' interpretazione è apparsa affettata e monocorde, in sintonia con un film di algida eleganza che senz'altro regala preziosi momenti di cinema (...)." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 24 marzo 2022)

"Con sapienza drammaturgica (script di Steven Knight), con Kristen Stewart superstar (...) e con referenti cinefili (Hitchcock e altro) Pablo Larraín prende la parte (giusta) per il tutto: i tre giorni del Natale 1993, prima della separazione, a Sandringham, dove la Stewart incarna, in fisionomia, ritmo, stoffe, respiro e abbandoni, una Diana ribelle e disperata, compulsiva e soggiogata dalle Leggi del Regno.Per una volta, però, pur esasperando un po' il ritratto (il parallelo onirico con Bolena), permette di illuminare la perversione monarchica: la cancellazione dell' identità per un presunto supremo mandato simbolico, che distrugge invece di rappresentare(...)." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 25 marzo 2022)
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