Spectre

USA, GRAN BRETAGNA - 2015
3,5/5
Spectre
Un misterioso messaggio riguardante il proprio passato convince James Bond a partire verso una nuova missione in Messico, per poi raggiungere Roma, dove incontra Lucia Sciarra, la splendida e intoccabile vedova di un noto criminale. Bond si infiltra in una riunione segreto e scopre l'esistenza di una sinistra organizzazione nota col nome di SPECTRE. Nel frattempo, a Londra, Max Denbigh, il nuovo capo del Centro per la Sicurezza Nazionale, indaga sulla missione di Bond e mette in dubbio il valore della sezione MI6 guidato da M. Bond di nascosto coinvolge Moneypenny e Q per aiutarlo a trovare Madeleine Swann, la figlia del suo vecchio nemico Mr. White, che potrebbe avere la soluzione per risolvere la trama di SPECTRE. Da figlia di un assassino, la ragazza riesce a comprendere Bond meglio di chiunque altro. Mentre Bond si inoltra nel cuore di SPECTRE, scopre l'esistenza di un legame raccapricciante tra se stesso e il nemico da lui inseguito.
  • Altri titoli:
    007 Spectre
  • Durata: 148'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: personaggi creati da Ian Fleming
  • Produzione: EON PRODUCTIONS, MGM, COLUMBIA PICTURES, DANJAQ, WIELKA BRYTANIA
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 5 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Pronti, partenza, via. Città del Messico, il Giorno dei Morti. Piazze piene, gente in maschera, una copre il volto di Bond. Lui e la bella messicana senza nome. La macchina di Sam Mendes  si muove sinuosa, discendendo e fluttuando a mezzo metro da terra, alle loro spalle. Un unico piano sequenza morbido, portentoso, scorsesiano, che accompagna la spia e la donna sulle scale, in ascensore e poi su, in una stanza d'albergo. Ma non c'è tempo, non ancora. Questo mondo suadente e ruffiano accelera, romba, scoppia, esplode. Va in pezzi. Bond saltella sui tetti, Bond va di mitraglia, Bond rimbalza, precipita e atterra come uno yo-yo mentre tutto intorno implode. Bond prende l'elicottero. E stop. L'inizio è entusiasmante.

I titoli di testa di più. Parte Writing's On The Wall di Sam Smith, la Bond Theme, ed è tutto un gioco di ombre, di donne e fantasmi che appaiono e scompaiono, si creano e si disfano, sulla punta dei tentatoli di una misteriosa piovra. La piovra è il nemico N° 24 da che 007 sta al cinema. La piovra è un'organizzazione terroristica chiamata S.P.E.C.T.R.E. che si muove sullo scacchiere globale provocando attentati e incassando commesse.
Stavolta c'è più di un McGuffin e meno di un sottotesto. A farla breve, è un programma di sorveglianza mondiale che Bond dovrà sventare, con tanti saluti allo scandalo NSA e all'ossessione della società panottica. Peccato che questa strizzatina d'occhio al mondo reale non sia contraccambiata. La realtà rimane al suo posto.

E il film? Un ricco giocattolone non c'è che dire. Divertente e spericolato, con il classico repertorio di fughe, flirt, humour e scazzottate felicemente eseguito. Ci sono tutti i cliché della saga e i gadget come l'orologio-bomba e le Aston Martin e il Vodka Martini. "Agitato, non mescolato", come questo film che passa dal Messico all'Italia, dall'Austria all'Africa, con frenesia ma poco cuore e cervello. Se il cupissimo e vibrante Skyfall resta il Bond più vicino a Sam Mendes, Spectre è il capolavoro del suo pilota automatico: un esercizio virtuoso e a tratti nostalgico di eccellenti stunt, coreografie esasperate e spassose distruzioni. Un giro del mondo per allegri piromani che tra scene ammiccanti, battute taglienti e  prove di sopravvivenza impossibili non incendia né scalda mai. Giudizio valido anche per la performance di Daniel Craig: l'atleta c'è, l'attore meno.

Le scene girate a Roma non sono affatto male e nemmeno immuni dall'effetto esotico e vagamente posticcio che fanno le location di casa quando finiscono in un film hollywoodiano. La Bellucci? Appena due pose, che è il meglio che le abbiamo visto fare da molti anni a questa parte.
Christoph Waltz è ai suoi livelli di cattiveria standard, mentre l'algida e antipatica Lea Seydoux è la vera controparte del film: innocente e corrotta insieme, è più di una Bond Girl e oltre la femme fatale. Ha carisma e sensualità da vendere. E se fosse lei la Bond di domani?

NOTE

- TRA I CO-PRODUTTORI FIGURA ANCHE DANIEL CRAIG.

- GOLDEN GLOBE 2016 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("WRITING'S ON THE WALL").

- OSCAR 2016 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("WRITING'S ON THE WALL").

CRITICA

"E' sempre lui: Bond, James Bond. Anzi, lo è ancor di più. Dopo il reboot iniziato con 'Casino Royale', che gli aveva attribuito un passato e una vulnerabilità emotiva, 007 torna a fare i conti con le sue origini e col suo nemico più archetipico: la tentacolare Spectre, madre di tutte le organizzazioni criminali. Dunque, il restyling della serie cominciata quattro episodi fa si salda con gli inizi; ed è proprio questo 'flashback' l'idea centrale della sceneggiatura. In sintesi diremo che il film prosegue la storia lasciata sospesa con 'Skyfall' (...). Con un ingresso in scena dilazionato, arriva finalmente il nuovo arcinemico, ossia Franz Oberhauser, cui Christoph Waltz dà un tono 'suave' pieno di sottintesi crudeli. Si è detto che la qualità di un episodio di Bond dipende dal livello del suo 'cattivo'; e Franz, se non è al top della lista, non deluderà i fan. Oltre a lui c'è un nuovo ammazzacristiani mostruoso, del tipo che minacciava l'eroe con dentacci o cappelli blindati: qui si chiama Hinx e si concede una sequenza in treno che omaggia 'Dalla Russia con amore'. (...) Resta vero che, come scrisse Umberto Eco cinquant'anni fa, quelle di 007 sono storie a geometria variabile dove, con diverse combinazioni, si riciclano sempre gli stessi elementi: però gli elementi in questione si sono - in 24 episodi - moltiplicati a dismisura. Cosi Spectre ha il solo difetto di essere 'troppo': eccessivo per budget e durata (148' ); fin troppo gonfio di colpi di scena e di personaggi, che a un certo punto lo fanno somigliare all'altro franchise 'Mission: Impossible'. Saranno in molti, uscendo satolli, a pensare di aver speso bene i loro soldi. Altri, però, potrebbero provare nostalgia per i primi due episodi con Sean Connery che oggi, al confronto, appaiono semplici e distensivi." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 ottobre 2015)

"Tornano (...) a farsi valere personaggi come Q o Moneypenny e per il tripudio dei complottisti la vecchia, cara multinazionale del crimine Spectre, il tarantiniano Waltz prova a scalare la classifica dei migliori/peggiori nemici e si recuperano alcuni gadget futuribili (ma il nuovo prototipo Aston Martin non tocca purtroppo a lui bensì... a 009), mentre la marcata rinuncia agli effetti digitali e il ricorso alla più densa e «sporca» fotografia in 35mm trasmettono un messaggio semplice e chiaro: godersi una puntata di Bond con la credulità di un tempo è difficile, ma non impossibile riattivando il taglio e il gusto del cinema artigianale. Detto questo, non sarebbe proficuo partecipare al torneo tra adepti imperniato sulle sofistiche analisi e comparazioni, ma forse è il caso di farlo in nome e nel segno del minimo comun spettatore: rispetto a 'Skyfall', segnaliamo che il blockbuster col retrogusto d'autore segna un passo indietro perché Mendes nel costruire e decostruire la trama tentando di mitigare l'adrenalina dei continui picchi spettacolari si serve di un ingranaggio narrativo più rigido e meccanico, con la conseguenza di rendere il ritmo e la coesione dei 140 minuti di durata meno incalzanti e inventivi. Con la clausola, però, di dare sempre all'ottimo Craig quello che gli spetta con annessa preghiera di smetterla una volta per tutte di piangere sotto il santino di Connery, da noi tutti amatissimo, ma artisticamente nato e cresciuto la bazzecola di una cinquantina d'anni orsono." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 5 novembre 2015)

"Date le premesse, è chiaro che il nuovo 007 garantisce uno spettacolo di alta qualità: scene d'azione mozzafiato, suggestive ambientazioni fra Città del Messico (la sequenza iniziale nel centro della metropoli, affollato di macabre maschere durante la Festa dei Morti, è forse la più bella del film), Roma (con il cammeo Monica Bellucci), Austria e Marocco. II tutto sulle tracce di Franz Oberhaus, spietato stratega della Spectre di 'Conneriana' memoria; e anche tassello (si scoprirà) della biografia bondiana che i film interpretati da Craig stanno provvedendo a ricostruire, scavando nei meandri di una traumatica infanzia. (...) Abilmente ritoccata in spirito di continuità, la popolarissima icona del Ventesimo secolo è trasmigrata nel nuovo Millennio acquistando spessore drammatico senza perdere in smalto. E Craig, con il suo intenso sguardo azzurro, la incarna in chiave di perfetto, problematico eroe dei nostri tempi. Tuttavia, non possiamo nascondercelo, 'Spectre' non è 'Skyfall', a partire dalla canzone dei titoli di testa, 'Writing's on the Wall' di Sam Smith, non competitiva con quella di Adele. Come cattivo Christoph Waltz è frizzantino, ma penalizzato da un copione che non gli offre un granché di plausibili motivazioni; e il continuo giocare al pastiche accumulando citazioni su citazioni, gonfia inutilmente la storia soprattutto nell'ultima parte, laddove il triangolo edipico di 'Skyfall' manteneva sino all'ultimo una emozionante, tragica essenzialità. Insomma, come ha felicemente sintetizzato un critico Usa, due passi avanti e uno indietro." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 novembre 2015)

"Superba (piano)sequenza iniziale al Dia de los Muertos, collegamento tra fiction e realtà (NSA, Snowden), adrenalina intermittente: 'Spectre' non è male, ma non vale il precedente 'Skyfall', perché sia Mendes che Craig paiono annoiati e procedono per inerzia. C'è da capirli: nella seconda parte del film, il vero antagonista è la palpebra che cala. Ottima presenza scenica della Seidoux, solito villain per Waltz, il capolavoro, di astuzia, è della nostra Monica: ha poche pose, ma ha saputo vendersi mediaticamente come nessuna." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 novembre 2015)

"Piacerà e certamente non deluderà i fans di 007. Certo, per amare 'Spectre' occorre non far troppo caso alle interviste rilasciate dal regista Mendes, per il quale James sarebbe un soggetto da psicanalisi che sfoga le sue turbe nell'azione sfrenata. Balle. Oppure più semplicemente alibi di un autore che si vuole assolvere dal fatto di aver imbastito un carrozzone di puro svago. Certo, lo svago c'è. Nella foga di bissare il successo del precedente 'Skyfall' i produttori non hanno lesinato i miliardi. Che si vedono eccome. La scena del Dia de los Muertos per coreografia, tensione, imponenza è risultata (forse) senza pari. E per non lasciare mai occhi e orecchie disoccupate, il soggetto ha chiamato Bond all'azione su tutti i mezzi di trasporto adoperati nei precedenti: l'elicottero (grandioso), gli sci, il motoscafo, l'auto (naturalmente potenziata dall'eterno Q)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 novembre 2015)

"Un budget che supera i 300 milioni di dollari per rinnegare quella perfetta miscela esplosiva che aveva fatto del precedente 'Skyfall' il più bel film della saga bondiana. Qui, non solo Sam Mendes non si ripete (e si capisce perché avesse avuto dubbi nell'accettare o meno questa regia), ma compie il sacrilegio di permeare di noia una pellicola d'azione che, proprio per la sua natura (e fondi investiti), dovrebbe trasmettere, in platea, solo adrenalina. Per carità, non è tutto da buttare. Anzi, 'Spectre' merita la sufficienza piena. Però, resta l'impressione che questa conclusione della rilettura del personaggio di 007, iniziata con 'Casinò Royale', meritasse un finale più all'altezza e non di dover poggiare su certe forzature (ma anche approssimazioni) narrative poco credibili, a tutto discapito di personaggi spesso lasciati a se stessi. Un esempio su tutti è quello del cattivo, Franz Oberhauser, affidato ad un maestro del settore come Christoph Waltz, qui surclassato, in carognaggine (ed anche in intelligenza), dal comprimario Mr. Hinx (che bravo il wrestler Bautista), l'unico a dare vero filo da torcere a 007. Certo, ci sono le Bond Girl. Léa Seydoux è affascinante, intrigante e perfettamente nella parte. Quanto alla esaltata presenza di Monica Bellucci, viene lasciata sullo schermo per meno di tre minuti, con battute succinte (per non dire sillabiche) e una chiusa in guêpière. (...) Daniel Craig, al canto d'addio (ma quanto assomiglia a Putin?), svolge con la solita professionalità il suo compitino. Però, dai, Sean Connery era tutta un'altra cosa." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 5 novembre 2015)

"Corse mozzafiato, inseguimenti, corpo a corpo, storie d'amore e sesso. Tutto in un nome: James Bond. Il ventiquattresimo capitolo della saga si intitola 'Spectre' e, per la seconda volta dopo 'Skyfall', presenta alla regia il Premio Oscar Sam Mendes, saggio alchimista di mistero e adrenalina. Il cast è stellare: Daniel Craig (per la quarta volta nel ruolo di Bond) è affiancato da Christoph Waltz, Monica Bellucci, Léa Seydoux e Ralph Fiennes. Una miscela di talento e sensualità che non fa rimpiangere il passato. Non manca neppure l'istituzionale omaggio ai bolidi su quattro ruote. (...) Tra Roma, il Marocco e la Svizzera, lo 'Spectre' di Sam Mendes non lascia tregua. (...) La sequenza sull'elicottero lascia il segno. (...) un ottimo Christoph Waltz. Tra intrecci edipici e incubi da «Grande Fratello» orwelliano, Sam Mendes ci porta per mano alla quadratura del cerchio." (Carlo Antini, 'Il Tempo', 5 novembre 2015)

"È abituato a cadere dall'alto, a saltare, a sottrarsi agli agguati con rapidità e alle peripezie, James Bond. In 24 capitoli della serie, la spia al servizio di Sua Maestà ha davvero affrontato tutti i pericoli. Dare seguito a una vetta come 'Skyfall' era per il regista Sam Mendes un'operazione rischiosa quasi quanto le imprese del suo eroe e si può dire ne sia uscito bene a metà, vivo ma un po' frastornato. 'Spectre' parte in modo esaltante a Città del Messico (...). Un lungo spettacolare piano sequenza prima della sparatoria iniziale che infonde subito adrenalina e ritmo. Arrivano poi i sempre curati titoli di testa, scanditi stavolta dal brano 'Writing's on the Wall' di Sam Smith che, senza infamia e senza lode, non è all'altezza di quello di Adele culto sul film precedente. (...) È un film per certi versi proustiano (non a caso il protagonista si innamora di Madeleine Swan, interpretata da Léa Seydoux) e insieme quasi psicanalitico, senza però avere la cupezza, la profondità e la drammaticità di 'Skyfall'. Per buona parte dell'avventura si attende il confronto con il supercattivo impersonato da Christoph Waltz (...) che, non per colpa sua, è un po' una delusione, non abbastanza sorprendente rispetto ad altri suoi personaggi, sebbene la scena dello studio medico sia forse la più tesa del film. L'altro aspetto che riduce l'impatto di 'Spectre', e lo fa considerare meno riuscito del precedente e di 'Casino Royale', è la schematicità delle sue diverse parti, tutte fatte bene, prese singolarmente lodevoli, ma che nell'insieme mostrano la corda. Manca il guizzo dentro la ragnatela che lega questo capitolo agli altri tre con Craig È uno spettacolo discreto, ma il tentativo di coniugare di nuovo mainstream e autorialità non riesce del tutto. Una menzione al compositore Thomas Newman per come è riuscito a calibrare le musiche anche rielaborando il celebre motivo di Bond." (Nicola Falcinella, 'L'Eco di Bergamo', 5 novembre 2015)
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