Special Forces - Liberate l'ostaggio

Forces spéciales

FRANCIA - 2011
Special Forces - Liberate l'ostaggio
Un'unità di forze speciali viene inviata in Afghanistan per liberare la corrispondente di guerra Elsa Casanova, presa in ostaggio dai talebani e su cui grava il pericolo di una imminente esecuzione...
  • Altri titoli:
    Special Forces
    Forze speciali
    Corpo d'élite - Liberate l'ostaggio
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX CAMERAS, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: THIERRY MARRO, BENOÎT PONSAILLÉ, STÉPHANE RYBOJAD PER EASY COMPANY, STUDIO CANAL, IN ASSOCIAZIONE CON BANQUE POSTALE IMAGE 4, A PLUS IMAGE 2, SOFICA MANON
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2012)
  • Data uscita 11 Maggio 2012

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CRITICA

"Di fronte all'odioso guerrafondaio 'Act of Valor', questo film francese pacifista ci vendica, racconta la liberazione di una giornalista prigioniera dei talebani in Afghanistan e il lungo ritorno in magnifici panorami di neve, dove il neo regista Rybojad cerca qualcosa di assoluto entrando nella coscienza del rifiuto della guerra secondo le tappe di un racconto diretto all'happy end ma provvisto di un ottimo montaggio: non solo adrenalina. Diane Kruger non se l'è mai vista così brutta." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 maggio 2012)

"'Special Forces' potrebbe essere definito la risposta francese a 'Act of Valor', con la differenza che nel film statunitense l'elemento patriottico è enfatizzato con retorica imbarazzante; mentre, per raccontare l'eroismo degli uomini di un commando inviato in Pakistan a liberare una giornalista ostaggio dei Talebani, la pellicola europea usa toni smussati, guardando alle dinamiche dei rapporti che si creano nell'emergenza del recupero e durante l'odissea del rientro. Detto questo, se 'Act of Valor' è realizzato con grinta yankee, 'Special Forces' è un prodotto pedestre con personaggi stereotipi e scene d'azione scopiazzate. La fuga dei militari e della reporter, costretti ad attraversare deserti e valichi innevati con i guerriglieri alle calcagna, non crea alcuna tensione; e la storia d'amore fra il capitano Benoît Magimel e Diane Kruger è totalmente priva di interesse." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 11 maggio 2012)

"Piacerà a chi di settimana in settimana sta scoprendo che il cinema francese, da tantissimo tempo presente da noi, con poco più di una dozzina di film a stagione, si è costruito il miglior cinema di 'genere' del mondo. Dalla commedia ('Quasi amici') al giallo ('L'ultima missione') e ora al guerresco (occhio al regista Stephane Rybojad, esordiente di inconsueta grinta)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 maggio 2012)
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