Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata

ITALIA - 2010
L'ispettore Vincenzo Malerba è chiamato a condurre le indagini di una serie di omicidi avvenuti dietro le quinte del patinato mondo della moda milanese tra intrighi di sesso, cocaina e sangue. Alexandra, splendida top model legata da anni alla griffe del couturier Federico Marinoni, viene travolta da un ignoto pirata della strada mentre sta andando a festeggiare a casa di amici la fine di una sfilata che l'ha vista trionfare in passerella. L'ispettore Malerba non è convinto della tesi investigativa che verte sull'incidente e pensa che dietro la morte della donna vi sia un intento omicida. Nel frattempo, lo stilista Marinoni invia la sua assistente alla ricerca di una sostituta per Alexandra e la scelta cade su Britt, una ragazza svedese. L'arrivo della nuova modella, di cui Marinoni si dimostra immediatamente entusiasta, susciterà le inevitabili gelosie delle colleghe, soprattutto di Cris, la migliore amica di Alexandra, che sperava in cuor suo di prenderne il posto. Quando anche Cris viene uccisa, Malerba vede confermati i suoi sospetti . L'ispettore concentrerà le sue indagini nell'entourage della casa di moda cercando di smascherare il presunto colpevole e allo stesso tempo, con il sopraggiungere di altre morti sospette, di proteggere Britt, a sua volta nel mirino del killer...

CAST

NOTE

- SEQUEL DEL FILM "SOTTO IL VESTITO NIENTE" (1985) DEGLI STESSI VANZINA.

CRITICA

"I fratelli Vanzina non tradiscono la vocazione a un cinema popolare schietto e scorrevole. Ritornando sui passi di uno dei loro hit d'epoca, congegnano con 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata' un thriller contemporaneo di accettabile verosimiglianza, discreto ritmo e ottima gamma d'interpretazioni. A spese della prima modella che ci lascia le penne e dello stilista che l'aveva eletta a musa ispiratrice, la trama può svilupparsi, infatti, svariando sui vari caratteri (radiosa Vanessa Hassler e intonato, come al solito, il giornalista Ernesto Mahieux) che non sono di puro contorno in quanto potrebbero rivelarsi tutti possibili colpevoli: a guidare la caccia è per il buon peso l'ispettore Francesco Montanari, lanciato dal 'Romanzo criminale' versione tv e giustamente avviato a diventare un capofila generazionale. Si può dire che siamo di fronte a un cinema medio che, al confronto di ciò che passa il convento nostrano, è destinato a salire di slancio di categoria." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 marzo 2011)

"Davvero inguardabile infine 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata' di Carlo Vanzina che torna a fotografare il marcio mondo della moda. Stilisti gay, modelle drogate, poliziotti siculi, giornalisti perversi sono i poveri ingredienti di un thriller assurdo che colleziona una dopo l'altra scene di atroce banalità." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 25 marzo 2011)

"Niente è citato a caso, il nome Larsson, il lago di Como, la via Silicone e ricompare dal passato il rantolo del maniaco al telefono. Operazione vintage, anche divertente, girata furbetta ma anacronistica. Il cast? Sfila." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 25 marzo 2011)

"I Vanzina tornano sul luogo del delitto, la mediocrità inerte del primo film. Il commissario è siciliano perché Montalbano è una sicurezza. Campo e controcampo, l'abc del cinema, l'intreccio e i dialoghi sono spenti. L'inchiesta procede come nei poliziotteschi degli anni '70 in un ambiente omologato a un'idea di realtà impropria, se non inesistente. Non fatevi scappare le case: dal grande stilista al poliziotto, sono identiche, appiattite a un'eleganza irreale, conforme ai personaggi. Continua la serie del 'film italiano di un altro pianeta', come 'Nessuno mi può giudicare' o 'Manuale d'amore 3'. I Vanzina vogliono scuotere l'Italia, dicono. A noi ci addormentano." (Silvio Danese, 'Giorno, Carlino, Nazione', 25 marzo 2011)

"Spiacerà agli estimatori dei Vanzina che ancora non si sono convinti che il thriller non è e non sarà mai nelle corde dei fratellacci. Qui sono pure recidivi. Hanno voluto a tutti i costi rifare un giallo di quasi 30 anni fa (che qualche critico fuori di testa in seguito volle collocare trai cult)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 25 marzo 2011)

"Il primo era un omaggio a 'Omicidio a luci rosse' di Brian De Palma con fotografia caldissima, modelle discinte, cadaveri impagliati, musiche spavalde di Pino Donaggio, Milano da bere, guanti neri di pelle e forbicioni. Dopo ventisei anni i Vanzina tornano al cinema di genere con 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata', ma il delirio febbrile è diventato pacatezza signorile molto mélo. Carlo ed Enrico ambientano sì un giallo nella moda milanese ma ne stemperano, a partire dalla fotografia più invernale e musica più classica, morbosità ed eccessi. (...) L'omaggio del 2011? Lo splendido doc 'Valentino - L'ultimo imperatore'. Lo stilista nella sua intimità familiare è vulnerabile e affascinante. Poca spietatezza, molta pietas. Sotto il vestito: gente che soffre come noi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 marzo 2011)

"Alla fine il Libanese è passato dalla parte dei buoni, ha smesso di parlare in romanesco, ha imparato il siciliano, e ha iniziato, con tenacia arguta, a dare la caccia ai cattivi. Dalla banda della Magliana al commissariato milanese che indaga sulla morte (poco) accidentale di una magnifica top-model. Nel nuovo thriller dei fratelli Vanzina 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata', Francesco Montanari, tra i protagonisti del 'Romanzo criminale' di Sky, è l'ispettore Malerba, una faccia da fiction che regge le sorti di un film. Evento inedito. Ma è solo il primo. L'altro riguarda la scena in cui Malerba rifiuta le avances di Vanessa Hessler, 'tengo famiglia', spiega, perciò niente invito a cena con polpette. Insomma, dal giallo alla fantascienza." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 25 marzo 2011)

"A metà degli anni Ottanta i fratelli Vanzina raccontarono a modo loro e con successo di botteghino la Milano socialista e da bere con un thriller dal titolo ormai famoso: 'Sotto il vestito niente'. I Vanzina sono intrinsecamente autori anni Ottanta, diciamo pre-tangentopoli, nel senso che quel mondo lo capivano e gli si confaceva, avendolo raccontato anche con punte illuminate. II nuovo mondo italiano non sono sempre riusciti a decifrarlo, e questo sequel o nuovo episodio del 'vestito' non dice nulla di più di oggi, se non una strana nostalgia di ieri. Ancora un thriller, quindi, un film di genere, che immagina una investigazione nel mondo della moda a Milano, con tanto di ispettore siciliano e modelle bionde e patinate. Solo la risposta del pubblico ci dirà se è finito il tempo di questi strani remake e sequel all'italiana..." ('L'Unità', 25 marzo 2011 )
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