Sotto il sole di Roma

ITALIA - 1947
Sotto il sole di Roma
Ciro ha diciassette anni ed è figlio di una guardia notturna. Mentre sua madre sgobba tutto il giorno per casa, lui vive nell'ozio e va in giro con un gruppo di ragazzi di strada poco raccomandabili. Per le scale del palazzo incontra spesso Iris, una brava ragazza che lo osserva da sempre e lo ama in segreto, ma quando lei tenta di avvicinarlo, Ciro la respinge rudemente. Intanto gli eventi precipitano, Roma viene occupata dai tedeschi che fanno retate di giovani. I genitori costringono Ciro a restare chiuso in casa, ma gli amici lo convincono ad uscire con loro in cerca di provviste da rivendere alla borsa nera. Durante l'uscita, però, incappano nei tedeschi che arrestano Ciro e uno degli altri, Geppetto. I due prigionieri vengono rinchiusi in una latrina, da cui vengono liberati da un bombardamento. Tornato a Roma, Ciro viene a sapere che sua madre è morta di crepacuore credendo che lui fosse stato ucciso dai tedeschi. Quando gli americani entrano a Roma, portano con loro un'ondata d'allegria: anche Ciro e i suoi amici vi partecipano e vanno a ballare. Nel dancing, Ciro viene avvicinato da Fosca, la moglie del proprietario della sala da ballo e cede alle sue proposte, ma si stanca presto della relazione e, dopo averla lasciata, tenta inutilmente di ricattarla. Iris, che lo ama veramente e vuole proteggerlo, prima fa in modo che Fosca non lo denunci, poi, quando viene a sapere che Ciro sta per tentare una rapina allo scopo di trovare i soldi per iniziare una nuova vita, lo ferma. Intanto i suoi amici hanno tentato il furto e hanno ucciso il padre di Ciro. Soltanto davanti al cadavere di suo padre Ciro capirà quali sono i doveri di un vero uomo.
  • Durata: 104'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: SANDRO GHENZI PER UNIVERSALCINE
  • Distribuzione: FINCINE (1948) - SWAN VIDEO, VIDEOGRAM, MFD HOME VIDEO, AVO FILM, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE (CINECITTA')

NOTE

- PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER IL MIGLIOR FILM ITALIANO AL FESTIVAL DI VENEZIA (1948).

- NASTRO D'ARGENTO 1948 SPECIALE PER LE ELEVATE QUALITA' ARTISTICHE.

CRITICA

"Nel raccontare la storia di un gruppo di ragazzi popolani, il film offre un quadro efficace della vita popolare a Roma durante la guerra. Gli attori, che sono autentici figli del popolo, rivelano di avere delle attitudini artistiche non comuni." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 24, 1948)
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