SOTTO IL CIELO DI PARIGI

LE CIEL DE PARIS

FRANCIA - 1991
SOTTO IL CIELO DI PARIGI
Due giovani popolani, Marc e Suzanne, avendo trovato lavoro a Parigi, si trasferiscono dal sud della Francia, alloggiando in un misero appartamento, che dividono amichevolmente, senza problemi sentimentali. Anzi Suzanne confida all'amica Clothilde le proprie incertezze e ritrosìe nel confronti dei legami matrimoniali. Nei momenti liberi Marc e Suzanne frequentano insieme una piscina: qui Suzanne rischia di annegare per un improvviso malore e viene tratta in salvo da Lucien, che ha problemi d'intesa con i familiari, i quali ne disapprovano il temperamento chiuso e la vita troppo metodica. Suzanne tratta subito il giovane con disinvolta cordialità, e lo invita ad alloggiare nel precario locale che già divide con Marc. Suzanne non appare per nulla disturbata da quell'insolito menage a tre, rimanendo ugualmente amica dell'uno e dell'altro. Marc invece, a causa della propria imbarazzante diversità, prova un misto di attrazione e di gelosia per il nuovo venuto. Quando Suzanne sembra non essere indifferente a un timido corteggiatore che mira al matrimonio e non smette di seguirla, la gelosia di Marc si acuisce. Suzanne tenta anche di farlo uscire dall'omosessualità, prendendo l'iniziativa di un concitato rapporto eterosessuale non riuscito. L'improbabile amicizia a quattro rischia di volgere in tragedia.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: SARA FILMS - CANAL PLUS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRI STAR FILMS ITALIA

CRITICA

Il cielo di Parigi rende il compito anche più difficile perchè ha il pregio di proporre un triangolo in modo insolito e il difetto di lasciarti con una sensazione di inconcluso. (Alessandra Levantesi, La Stampa) Con simile materia tra le mani, bisogna riconoscere a Michel Bena di averla trattata con sensibilità, misura e sincera adesione. (Leonardo Autera, Il Corriere della Sera) Il tentativo di affrontare il tema penoso dell'omosessualità non è nuovo nel cinema e non si ignora l'atteggiamento di maggior tolleranza dei confronti dell'omosessuale, comune a non pochi giovani delle nuove generazioni. Ma la vicenda è mal raccontata, col tono pseudo psicologico del principiante, fra superficiale e asettico. L'incredibile tolleranza di Suzanne e la sua faciloneria nel dividere la convivenza e il letto con il primo venuto, e di passare con altrettanta superficialità da un letto all'altro, delinea anzi tutto un modello oca di donna: altra cosa è la comprensione e l'accettazione del diverso, le attenzioni e le premure nei suoi confronti, il rispetto per la sua sofferenza, e altra cosa alternarsi come fa Suzanne dall'una all'altra esperienza con assoluta incoscienza. Ritenere poi di guarire l'omosessualità costringendo all'eterosessualità equivale a ignorare completamente il problema. Tutto mal posto in questo film incespicante, tutto all'insegna del vuoto, dello sterile e del completamente arido e senza speranza con l'aggravante di uno schema narrativo improbabile. (Segnalazioni. Cinematografiche)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy