Sotto assedio - White House Down

White House Down

USA - 2013
2/5
Sotto assedio - White House Down
L'agente John Cale ha visto sfumare il proprio sogno di entrare nello staff incaricato della protezione del Presidente USA James Sawyer. Tuttavia, non volendo deludere la sua bambina con la brutta notizia, decide di portarla in visita alla Casa Bianca. Cale e sua figlia si troveranno così nel mezzo dell'attacco di un gruppo paramilitare intenzionato a prendere il controllo della Casa Bianca e sarà compito dell'agente salvare sua figlia, il Presidente, e il paese stesso.
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS, ARRIRAW (2.8K)/(4K), D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: BRADLEY J. FISCHER, HARALD KLOSER, JAMES VANDERBILT, LARRY FRANCO, LAETA KALOGRIDIS PER CENTROPOLIS ENTERTAINMENT, IRON HORSE ENTERTAINMENT, MYTHOLOGY ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 26 Settembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
L'attacco al potere secondo Roland Emmerich: dopo averci raccontato l'arrivo degli alieni (Independence Day, 1996) e l'Apocalisse sotto varie forme (da The Day After Tomorrow a 2012), il regista più fracassone di Hollywood punta alla Casa Bianca.
Sotto assedio-White House Down vede il palazzo presidenziale preso d'assalto da un gruppo armato paramilitare: mentre i servizi segreti sono nel caos, la parte dell'eroe toccherà a John Cale (Channing Tatum), agente della polizia di Washington che, casualmente, si trova nell'edificio insieme alla figlia.
Simile nella trama al recente Olympus Has Fallen di Antoine Fuqua (anche in quel caso un solo uomo si trova a fronteggiare un attacco terroristico alla Casa Bianca), Sotto assedio-White House Down ne condivide perfino i difetti. Decisamente sotto ritmo nella prima parte, il film fatica a carburare, risultando sempre più didascalico e scontato con il passare dei minuti. Non basta nemmeno l'alto budget (150 milioni di dollari) a rendere spettacolare una pellicola che riesce a intrattenere soltanto in rare e sporadiche sequenze. In un cast di grandi nomi (da Tatum a James Woods, passando per Jamie Foxx nella parte del presidente degli Stati Uniti), il migliore è Jason Clarke pienamente a suo agio nei panni del villain di turno.

NOTE

- CHANNING TATUM FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI. CO-PRODUTTORI: VOLKER ENGEL E MARC WEIGERT.

CRITICA

"Con il tono di leggera ironia che caratterizza tutti i suoi celebri film, da 'Indipendence Day' all''Alba del giorno dopo', Roland Emmerich realizza, in 'Sotto assedio', l'ennesima versione del più terribile degli incubi americani." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 25 settembre 2013)

"Attacco al potere diretto da un annoiato Roland Emmerich. Ma il Male si annida dentro, come dimostra il documentario di Morris su Rumsfeld (...)." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 26 settembre 2013)

"Ai tempi di 'Independence Day' avevamo messo Roland Emmerich nella lista dei cattivi. Cattivo regista di pessimi film-catastrofe, dotato di greve umorismo teutonico e incline a rozze metafore sociopolitiche, ma incapace di creare veri personaggi. Diciassette anni dopo dobbiamo fare ammenda. A forza di girare kolossal che prendono a calci logica e buon gusto, il tedesco naturalizzato statunitense è diventato uno dei migliori nel campo. Vedere per credere questo 'White House Down'. Che arriva dopo 'Olympus Has Fallen' (dal soggetto molto simile) ma non si prende mai troppo sul serio e gioca con ingredienti non nuovi, dosando abilmente sorprese e cliché, invenzioni e colpi bassi. La distruzione della Casa Bianca ha infatti smesso da un pezzo di essere un tabù per il cinema (grazie peraltro allo stesso Emmerich). Ma qui regista e sceneggiatore superano se stessi. (...) Naturalmente sarà (...) lo scultoreo Channing Tatum (...) a salvare quel presidente sagomato su Obama (Jamie Foxx), un intellettuale che non è mai stato al fronte e sta firmando un trattato con l'Iran per ritirare le truppe dal Medio Oriente. Basterebbe il frenetico gioco di squadra cui daranno vita questi due personaggi ('Arma letale' docet) a rendere il film irresistibile. Ma Emmerich lavora di accumulo, spinto dalla velocità dell'azione e dal fragore degli effetti speciali. Ed ecco, mentre i grandi combattono e la bambina filma tutto col telefonino (e non solo...), mille cliché intrecciarsi e decollare. C'è tutto: lo scontro di poteri, i tunnel segreti creati da Kennedy per Marilyn, gli elicotteri rasoterra nelle strade di Washington, i caccia che si preparano a bombardare l'edificio... Puro e bieco popcorn movie. Ma alzi la mano chi guarda l'orologio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 settembre 2013)

"L'esorcismo è così urgente, da farlo ripetere a distanza di pochi mesi. A Hollywood, evidentemente, gli sceneggiatori e i produttori temono (o magari sognano) l'attacco finale terroristico alla Casa Bianca: si spiega solo così l'uscita di 'Sotto assedio - White House Down' quando non si è ancora spenta l'eco (in verità poco gloriosa) di 'Attacco al potere - Olympus Has Fallen'. Il tema della nuova sortita del dotato quanto grossolano Emmerich è, infatti, pressoché fotocopiato sul precedente diretto dal meno pretenzioso Fuqua. (...) L' autoironia sparsa tra il panico dilagante, gli assalti, le sparatorie, le fughe attraverso i passaggi segreti riesce qua e là a mitigare il pesantissimo effetto del già visto e previsto: Foxx scimmiotta, in pratica, i tratti più tipici di Obama, mentre la ragazzina, lungi dal disperarsi per il padre alle prese con le sorti del mondo, s'improvvisa giornalista e trasmette su YouTube la diretta degli avvenimenti. Il catastrofismo è un genere sempreverde, perché dovrebbe trasferire sullo schermo le nostre paure e i nostri disagi più evidenti. Il regista di 'Independence Day', a suo tempo insignito del titolo di Mister miliardo di dollari, dirige attori in palla e sa il fatto suo quando deve scatenare il caos guerrigliero, ma non possiede la forza né la classe sufficienti per sorreggere sino al pessimo finale l'annesso compitino progressista e pacifista: ragione per cui 'Sotto assedio' corre spesso a perdifiato e scarica adrenalina a più non posso, ma poi gira tristemente su stesso come un blockbuster non firmato." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 26 settembre 2013)

"Tutto e chiaro dai primissimi minuti. (...) 'White House Down' gioca a carte scoperte. Nel giro di dieci minuti capirete tutto, e le successive due ore della vostra vita saranno deprimenti o entusiasmanti a seconda della vostra reazione. (...) Emmerich è molto semplicemente il più abile e fracassone fra tutti i confezionatori di giocattoli cinematografici in circolazione, al suo confronto Spielberg è un pensoso intellettuale della diaspora ebraica. Pretendere verosimiglianza e credibilità da un suo film è come chiedere ai Soliti Idioti di diventare poeti stilnovisti. Un film di Emmerich si misura da: 1) quanti edifici o, preferibilmente, agglomerati urbani vengono distrutti; 2) quanti morti e feriti ci sono in ogni sequenza; 3) quante tronfie battute patriottiche pronunciano i personaggi, per altro senza mai prendersi sul serio. E qui la migliore è quella di Foxx, presidente/marine, che abbatte a calci un terrorista al grido di «giù le mani dalle mie Jordan!» Il product placement (le Jordan sono scarpe da ginnastica) si sposa con l'orgoglio afroamericano (Michael Jordan è un ex campione di basket nero), e a quel punto Hollywood ha vinto. Di fronte a 'White House Down', chi scrive ha scelto l'opzione-popcorn e si è fragorosamente divertito. Il film è la storia più improbabile e prevedibile mai vista al cinema, ma proprio qui sta la sua forza. Il film è la storia più improbabile e prevedibile mai vista al cinema, ma proprio qui sta la sua forza. Sembra costruito (e forse lo è) su una scrittura automatica, come se lo spettatore lo teleguidasse mentre lo vede: ciò che pensate possa accadere, immancabilmente accade. Una sorta di versione filmica della legge di Murphy, che regala indicibili soddisfazioni alla parte più ludica e animalesca del cervello (...). E se la seconda metà del film è puro tripudio yankee politicamente corretto, la prima semina morte e distruzione minando alla base le colonne portanti del Mito Americano, fino a domandarsi qual è il vero Emmerich: il distruttore o il pacificatore? Forse per questo il pubblico Usa l'ha preso storto ('solo' 73 milioni di dollari di incasso rispetto ai 150 di budget): un tedesco che rade al suolo la Casa Bianca? Ma chi credi di essere, Hitler?" (Alberto Crespi, 'L'Unità', 26 settembre 2013)

"Breaking news! La Casa Bianca a ferro & fuoco. Allarme terrorismo islamico? Macché, stavolta è fuoco amico, cioè il peggio che gli Stati Uniti possano affrontare. Specie se a guidarli c'è I'african-american Jamie Foxx versione Obama primo mandato, cioè ancora al top della fiducia populi. A capeggiare l'assedio della W.H. è il capo pensionando dei Servizi Segreti James Woods (supremo cattivo) deciso a vendicare il figliolo soldato vittima in Medioriente. Con lui ex 'fedelissimi' alla bandiera a stelle&strisce, tutti delusi dal Presidente che vogliono far fuori. A latere compare l'Eroe del Sogno Americano ex gigione, il muscolare Channing Tatum, consapevole di avere la chance per riabilitarsi davanti alla figlioletta secchiona. Finisce bene, anzi meglio, ed Emmerich si gode persino il lusso di autocitarsi per 'Independence Day'. Perché finché c'è lui Hollywood terrà salda la sua retorica, formato Disaster Kolossal." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 agosto 2013)

"Piacerà ai fans del cinema d'azione certamente. Che da Roland Emmerich ('Independence Day') non sono stati quasi mai delusi. E soprattutto a quelli della serie '24' che per un quinquennio ha spopolato al di là ma anche al di qua dell'oceano. Gli ingredienti sono gli stessi. Inseguimenti, mitragliate botte da orbi. Un eroe solitario che tutti sono propensi a sconfessare e a tradire. E cattivi sporchi e feroce senza sfumature. Tanto, tanto patriottismo. Dopo la morte di Bin Laden le bandiere a stelle e strisce sono tornate a sventolare su Hollywood." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 settembre 2013)

"Riuscirà il nostro eroe a salvare il mondo? La risposta è prevedibile, lo svolgimento meno. Rispetto al quasi analogo 'Attacco al potere', qui, grazie alla regia di Emmerich, ci si prende meno sul serio con qualche bacchettata politica di più." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 settembre 2013)

"Cattivi da fumetto Ranxerox, motivazioni di vendetta im lausibili, inefficienza dei servizi di sicurezza e dell'esercito al servizio di una sceneggiatura imbecille. Altro discorso se lo vediamo come un videogame." (Silvio Danese, ''Nazione - Carlino - Giorno, 27 settembre 2013)

"Aveva già distrutto la Casa Bianca in 'Independence Day', dove ad attaccare erano gli extraterrestri. Questa volta i cattivi sono spietati paramilitari, ma la sostanza non cambia. 'Sotto assedio - White House Down' di Roland Emmerich ci mostra ancora una volta un'America sotto scacco, salvata però dal coraggio di un eroe per caso, detective della polizia appena bocciato al colloquio per entrare nel servizio di sicurezza del Presidente. (...) Quasi interamente ambientato nella residenza presidenziale, il film conduce a destinazione lo spettatore tra colpi di scena e grandi momenti d'azione, ma sconta l'essere arrivato dopo film molto simili come 'Attacco al potere' e 'G.I. Joe - La vendetta'." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 27 settembre 2013)
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