Sonetàula

ITALIA, FRANCIA, BELGIO - 2007
Sonetàula
Pochi anni prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, il dodicenne Sonetàula vive a Orgiadas, in provincia di Nuoro, nell'entroterra brullo della Sardegna arcaica, dove muri in pietra e una coperta per dormire è quanto gli offre la vita di pastore. Suo padre è stato mandato al confino ad Ustica ingiustamente accusato di omicidio, e il ragazzo è affidato alle cure del nonno Cicerone e dello zio Giobatta. Schivo e diffidente, Sonetàula trascorre le sue giornate a pascolare le pecore sulle spianate riarse e spazzate dal vento finché, all'età di 18 anni, un drammatico avvenimento cambia per sempre la sua vita e, datosi alla macchia, si congiunge ad una banda criminale. Nel frattempo la guerra è finita, e gli abitanti dei remoti villaggi della Sardegna iniziano a conoscere i primi benefici dell'era moderna, come ad esempio la corrente elettrica. Tra loro ci sono anche Maddalena e Giuseppino che non esitano ad accettare i cambiamenti che sta subendo la loro terra.
  • Durata: 157'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM 35 (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Giuseppe Fiori (ed. Einaudi)
  • Produzione: ANDREA OCCHIPINTI E GIANLUCA ARCOPINTO PER LUCKY RED, HAUT ET COURT, ARTEMIS S.A.
  • Distribuzione: LUCKY RED (2008)
  • Data uscita 7 Marzo 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"Un fratello vuole bene senza disperazione. E io sono disperato". In una stanza buia, illuminata solo da una piccola lampada ad olio, Zuanne Malune - detto Sonetàula - dichiara il suo amore a Maddalena, ragazza cresciuta in casa con lui ora promessa ad un altro. E quando, anni più tardi, ferito alla gamba, scende nuovamente dai monti per andarla a trovare dopo le complicazioni del parto, le offre la possibilità di aggiudicarsi i 2 milioni sulla sua taglia facendosi consegnare ai carabinieri. Lei rifiuterà, ma loro lo troveranno ugualmente. E' una gran bella pagina di cinema italiano l'opera seconda di Salvatore Mereu, che porta sullo schermo il romanzo di Giuseppe Fiori, Sonetàula, ambientato negli splendori e nelle asperità della Sardegna degli anni '40. Libertà di messinscena, ruvidità e genuinità regalata dagli ambienti e dai volti di attori non professionisti (tra cui il Giuseppe Cuccu di Banditi a Orgosolo) per un racconto che evita di scendere a compromessi (in primis con lo spettatore: durata impegnativa, film recitato interamente in sardo con i sottotitoli, nessuna musica a contrappuntare la narrazione), preferendo alla "spettacolarità" delle immagini la sostanza delle stesse, con picchi emozionali dati anche da momenti difficilmente dimenticabili, come l'incontro nei boschi tra Sonetàula - chiamato così "perché ogni colpo dato a lui faceva sonù e tàula, rumore di legna, come ad essere dentro una bara", educato dal nonno all'osservanza di un codice primitivo, cresciuto nell'attesa di poter vendicare il torto subito dall'amato padre - e il piccolo Angelino, figlio di un compagno bandito morto qualche anno prima. Girato cronologicamente e sostenuto da ben quattro direttori della fotografia, il film di Mereu - del quale è già pronta una versione televisiva, doppiata e con un montaggio più consono alle esigenze  dei telespettatori - dimostra quanto, ancora oggi, sia possibile concepire un cinema sincero anche in Italia, lontano dalle logiche meramente industriali e dagli isterismi pseudoautoriali di chi non sa più cosa raccontare. 

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC E IL SUPPORTO DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA.

- IN CONCORSO AL 58MO FESTIVAL DI BERLINO (2008) NELLA SEZIONE 'PANORAMA SPECIAL'.

- ANDREA OCCHIPINTI E GIANLUCA ARCOPINTO SONO CANDIDATI AL DAVID DI DONATELLO 2008 COME MIGLIORI PRODUTTORI.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2008 PER IL MIGLIOR SONORO IN PRESA DIRETTA.

CRITICA

"'Sonetaula', attesa opera seconda di Mereu dopo il premiato esordio 'Ballo a tre passi' del 2003, nasce dall'adattamento dell'omonimo romanzo di Giuseppe Fiori e si impone con tutti i suoi 157' di assoluta bellezza visiva e auditiva essendo interamente in lingua sarda. Sceneggiata dallo stesso regista, che ha voluto protagonista un quindicenne esordiente non attore, la pellicola rivela già dalle prime sequenze l'eredità desetiana e olmiana di cui si è nutrito il cineasta originario di Dorgali, nel nuorese." (Anna Maria Pasetti, 'Il Riformista', 13 febbraio 2008)

"Mereu rievoca la drammatica parabola di un ragazzo condannato da un incolmabile senso di privazione e dalla forza delle tradizioni, ma tratteggia anche un riuscito affresco della Sardegna di quell'epoca facendo parlare i personaggi del film solo in stretto dialetto logudorese." (Gherardo Ugolini, 'L'Unità', 13 febbraio 2008)

"Un'impresa cinematografica coraggiosa: fin troppo. Coprodotto da Raifiction, il film è inusitatamente lungo, parlato in un dialetto stretto e sottotitolato in italiano. Quasi una sfida per i gusti di un pubblico sempre più abituato a pellicole di pronta digestione." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 marzo 2008)

"Mereu ha sentito l'urgenza di farne un film ma il prepotente ritratto ha nella prima parte il contrappeso di una forza didascalica e documentaria che rallenta il passo narrativo con molte lungaggini, anche visive, molte ripetizioni, troppi silenzi; fino a ritrovare l'azione, il ritmo del racconto nell'ultima parte. Il cast è ovviamente funzionale e i volti giovani, sfrontati e non professionisti di Francesco Falchetto e Serafino Spiaggia contribuiscono alla verità non solo etnografica di un film che sarà comunque un manifesto di alcuni comandamenti visti in 'Made in Sardinia'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 marzo 2008)

"Sempre sui volti dei personaggi, la cinepresa è chiave d'interpretazione del loro universo interiore. 'Sonetaula' esce sottotitolato in italiano al cinema e doppiato in televisione. Da non perdere." (Salvatore Trapani, 'Il giornale', 7 marzo 2008)
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