Somebody to Love - Qualcuno da amare

Somebody to Love

USA - 1994
Somebody to Love - Qualcuno da amare
A Hollywood, Mercedes, una ragazza creola che balla con i clienti dietro compenso in un locale, il Girls, ha una relazione con un mediocre attore sposato, Harry Harrelson, e sogna di diventare attrice, ma colleziona una delusione dopo l'altra. Un giovane messicano, Ernesto, si innamora di lei: l'aspetta dopo il lavoro ed arriva a difenderla a pugni, guadagnandosi però solo l'ospitalità e la simpatia di lei, che però ha solo compassione per la sua ingenua infatuazione. Poi Ernesto trova lavoro e soldi presso Emilio, un commerciante ittico legato alla mafia, e può così invitarla in un ristorante di lusso: qui c'è Harry che, visto che la moglie è fuori, si porta a casa Mercedes dicendole che gli basterebbero 10.000 dollari per liberarsi della moglie e mettersi con lei; poi la caccia quando la consorte rientra all'improvviso. Furiosa, Mercedes allanotanandosi trova accanto ad un'automobile capovolta un vecchio produttore ubriaco, che dopo averle offerto la parte principale in un ipotetico film, muore. Intanto Ernesto che ha comprato tutti i tagliandi al Girls per ballare con lei, finalmente s'incontra con Mercedes, l'accompagna a casa, le regala il ciondolo d'oro con la Madonna che porta al collo, ed ha un rapporto d'amore con lei. Avendo Mercedes accennato ai 10.000 dollari, il mattino dopo Ernesto li chiede al boss Emilio, che promette di darglieli in cambio di un omicidio: dovrà uccidere un suo rivale in un cinema. Dopo il delitto, il boss gli dà il denaro e lo invita a non farsi rivedere mai più. Raggiunto in un bar da Mercedes, il giovane le offre i soldi che lei, dopo avergli restituito la medaglietta, rifiuta. Allontanatosi un attimo, sente due spari: e trova Ernesto in fin di vita. Prima di morire ucciso dai compari dell'assassinato, questi è riuscito a mettere i soldi nella borsa di Mercedes.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: LILA CAZES
  • Distribuzione: LUCKY RED (1994) - DELTAVIDEO

CRITICA

"Il film tenta di esaminare il sentimento della frustrazione di personaggi in cerca di spazi personali, di affermazione, di espressione esistenziale. Essi sono in realtà paralizzati da un fatalismo profondo che non lascia via di scampo e li costringe anzi ad una immobilità drammatica. Giudichi lo spettatore se e come questa difficile analisi sa porre in risalto gli aspetti più squisitamente psicologici di uomini e donne che vivono in un'America sempre più ossessionata dal successo e dal denaro. (...) In tal senso anche i ruoli cameo affidati a Quentin Tarantino, Samuel Fuller e Anthony Quinn (protagonista, con Giulietta Masina, de 'La strada') avrebbero aiutato il film e lo spettatore ad entrare nel merito delle contraddizioni di un sistema sociale come quello americano in cui chi ha... è!" (Giovanni Desio, 'Attualità Cinematografiche')

"Passione e disperazione, in questa povera e colorita vita dei bassifondi, sono espressioni credibili del sentimento, non ancora corrotte o sprecate. Che si rimprovera a Rockwell: di aver raffigurato un quadro manieristico, di esser caduto in un eccesso di retorica cinematografica (la dedica a Giulietta e Federico che chiude il film, preceduta da una festa tragicomica di saltimbanchi, non gli ha giovato), di aver rinunciato a guardare quel mondo in modo originale, divertito e magari un po' distaccato. Fa difetto l'umorismo, perché il regista stavolta si è accigliato guardando i suoi personaggi, lo ha colto di sorpresa la commozione. D'accordo, 'Somebody to love' non è il film che ci aspettavamo, troppa pietà Mr. Rockwell, poca leggerezza. Però c'è trasporto in molte scene, come nel ballo dell'inabile Ernesto con la sua sculettante taxi-dancer: e Rosie Perez è bravissima, la colonna sonora azzeccata, l'intrusione di Samuel Fuller divertente, il cameo di Anthony Quinn fieramente démodé." (Cristina Jandelli, 'Vivilcinema')

"Alla fine verrebbe da chiedersi: ma quanti anni ha questo Rockwell? 38 come dice la carta d'identità, o 138, come viene da immaginare dopo aver visto il suo ultimo film? L'unica botta di giovanilismo è la comparsata di Quentin Tarantino (il regista di 'Le iene' e 'Pulp Fiction') nella parte del barista espansivo e chiacchierone, ma per il resto sembra di essere finiti dentro un film del pleistocene. (...) Tutt'intorno, improbabili saltimbanco che fanno molto Fellini (citato nella dedica finale), vecchi gangster un po' stupidi e un po' crudeli e il canuto Samuel Fuller che invece di godersi la pensione spiega senza convinzione che la vita è azione ed emozione (do you remember Godard in Pierrol le fou?). Appunto: dov'è l'emozione? Dov'è la novità? Tutti fanno quello che ti aspetti, compresa l'esibizione in mutande di Harvey Keitel, e tra un ammiccamento e una leziosità, respiri un'aria di già visto che stordisce. Fasullo." (Paolo Mereghetti, 'Sette', 29 Settembre 1994)
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