Sogni e delitti

Cassandra's Dream

USA, GRAN BRETAGNA - 2007
Sogni e delitti
Ian e Terry sono due fratelli londinesi che tentano in modo diverso di migliorare la loro precaria situazione finanziaria e di dare una svolta alla loro esistenza. Terry fa il meccanico ma ha un forte vizio per il gioco d'azzardo e le scommesse. Ian, invece, aiuta il padre a gestire il ristorante di famiglia ma sogna di mollare tutto per realizzare per un ambizioso progetto alberghiero in California. Una sera, Terry perde un'enorme somma di denaro al tavolo da gioco e, disperato, chiede aiuto al fratello. Ian, che nel frattempo si è perdutamente innamorato di Angela, una giovane aspirante attrice appena arrivata a Londra in cerca di successo, tenta di aiutarlo come può, cedendogli sia i pochi risparmi che ha messo da parte che sottraendo denaro dalle casse del ristorante, ma tutto ciò non è sufficiente. In occasione del compleanno della madre dei due ragazzi, però, arriva in città il facoltoso zio Howard, che già più volte ha sostenuto finanziariamente la famiglia. I due fratelli sperano in un suo intervento per risollevare le loro sorti e lo zio acconsente ad aiutarli, tuttavia, in cambio chiede loro un favore tanto gravoso che cambierà per sempre l'esistenza dei due ragazzi.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANAFLEX, 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: IBERVILLE PRODUCTIONS LIMITED, WOLVERINE PRODUCTIONS LIMITED
  • Distribuzione: FILMAURO (2008)
  • Data uscita 1 Febbraio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
L'uno scorazza ragazze per la campagna ai limiti di Londra, accogliendole su fuoriserie vintage non sue, ma illegalmente prestategli dall'altro, il fratello che, ovvio, fa il carrozziere, ma a tempo perso. Perché del primo non si capisce esattamente il mestiere se non quello di cercarlo tentando di sistemarsi nella vita, magari con operazioni dalla dubbia liceità, se non almeno dal dubbio risultato finanziario; il secondo è proprio con le finanze che ha un pessimo rapporto, perché come primo impiego ha di sicuro il gioco la cui febbre lo porta con sistematicità alla perdita e ad affrontare situazioni piuttosto pericolose. Entrambi vivono, per l'appunto, a Londra, hanno una famiglia nella norma, ma con quel tocco di stile british che propriamente gradevole non è; dicono di avere, e lo scopriremo davvero, uno zio ricchissimo immerso negli affari della sanità, anzi nel malaffare del giro delle cliniche. Hanno tutti un sogno nella vita, questi personaggi di un inaspettato Allen: soldi. Ma se il sogno è sotto l'influsso di Cassandra, i guai sono alle porte, nascosti chissà in quale cavallo di Troia. Potrebbe essere una desideratissima barca a vela, sulla quale l'epilogo, infatti, avverrà. Ma tutto, in questo drammatico, concentratissimo, film di natura e contesto anglosassoni del maestro newyorkese - il terzo ed ultimo della trilogia londinese, città da lui poco amata per viverci, ma apprezzata per girarci film - è una profezia inascoltata sulla pericolosa alchimia tra desiderio e realtà, tra come realizzare il primo e in che modo la coscienza spesso risponde, nella seconda, con inaspettati rimorsi. Alchimia riflessa in modo sorprendente nella recitazione dei due fratelli, così diversi da essere davvero credibili, oltre che bravissimi: Colin Farrell è il giocatore assai meno cinico di quello che potremmo immaginarci, visetto da delinquente, ma cuore da ragazzino pentito mentre Ewan McGregor ha un profilo rasserenante e anima da vero sicario. Nel mezzo, si capisce, troviamo un accordo delinquenziale, denaro sporco, un omicidio, pillole e liquori, poca felicità, pochissimi sorrisi, qualche tipica, attesa fulminante battuta e, ancora una volta, una Londra malevola e per nulla rassicurante. Mentre il delitto, quando non si ascolta Cassandra, si paga, eccome!

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007) NELLA SEZIONE 'VECCHI MAESTRI'.

CRITICA

Dalle note di regia: "Realizzare 'Cassandra's Dream' è stato per me un grande piacere. Innanzitutto, perchè ho avuto l'opportunità di lavorare con tre grandi attori per cui ho sempre nutrito un'immensa ammirazione ma che non avevo mai conosciuto prima di persona. E poi perchè ho trovato due giovani donne a me del tutto sconosciute che si sono rivelate davvero straordinarie. Questo è stato il mio secondo film realizzato con Vilmos Zsigmond, l'incisivo direttore della fotografia che garantisce ottimi risultati a qualunque regista, e il mio terzo film consecutivo girato a Londra, una città con una meteorologia perfetta per il mio modo di fare cinema e per il mio temperamento. Sono sempre stato interessato tanto al lato tragico quanto a quello comico della vita e, detto questo, non dovrei dire altro."

"Piccolo e magrissimo, la solita espressione triste dietro le lenti spesse. Si rivela un successo annunciato 'Cassandra's Dream', il nuovo film del 71enne regista americano presentato in prima mondiale a Venezia. 'Cassandra's Dream' è anche l'ultimo frutto dell'ispirazione drammatica del genio della commedia. Dove sono finiti l'umorismo fulminante, le proverbiali battute, la corrosiva satira di costume che hanno costruito il mito di Woody Allen? (...) Con 'Cassandra's Dream' siamo invece dalle parti di 'Match Point': stessi cieli uggiosi dell'Inghilterra invernale, stessa storia cupissima di un delitto senza castigo e dell'ineluttabilità del destino, nessuna battuta caustica ma un'ironia appena percettibile. Anche se questo nuovo film - magnificamente scritto, ben interpretato, capace di coniugare dramma e leggerezza - non possiede la forza "dostoevskiana" del precedente." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 3 settembre 2007)

"Sull'abbrivio trionfale di 'Match Point', il settantunenne Woody Allen ha preso gusto al noir esistenzialistico e agli sfondi londinesi. Tuttavia a 'Cassandra's Dream' fanno difetto l'acutezza psicologica, il sarcasmo morale e la classe narrativa del modello: non si tratta certo di un film da scartare, ma stavolta i valori si limitano ad emergere dalla bravura degli attori, dalla scioltezza del ritmo e dalla cupa fotografia firmata Vilmos Zsigmond. Dietro al titolo, che si riferisce all'omerica profetessa di sventure, prende forma, infatti, una replica d'autore sui temi della colpa, del rimorso e del castigo a metà strada fra il teatro greco classico e la simbolistica poesia di Dostoevskji. Ewan McGregor e Colin Farrell sono pressoché perfetti nell'incarnarsi in Ian e Terry, fratelli di basso ceto che tentano, ciascuno a suo modo, di conquistarsi un posto al sole nella sporca società contemporanea: (...) Il film sta tutto nel duetto tra Ian e Terry, dapprima annichiliti, poi tormentati e infine decisi, si fa per dire, a compiere un passo fatale da cui non c'è ritorno: il groviglio di eventi dai risvolti imprevisti e sfortunati s'insinua nei gesti e negli sguardi, nel rimpallo dei dialoghi e nei riflessi spenti di un cielo come macerato dalla goffa meschinità dei personaggi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 settembre 2007)

"Il film è serio: i dialoghi, di tanto in tanto, virano sul paradossale e sull'ironico, ma la comicità abita altrove, Farrell e Mc Gregor sono stupendi e sembrano davvero fratelli, ma l'asso è Tom Wilkinson che disegna zio Howard come un diavolo-travet, un perfetto gentleman inglese con il mitra nella 24 ore. 'Cassandra's Dream' è un felice saluto di Woody Allen a Londra: il prossimo film, girato a Barcellona, sarà magari più solare." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 settembre 2007)

"Il film, comunque, ristagna molto, come ritmo e dialoghi, (...) Colin Farrell e Ewan McGregor non hanno aiutato eccessivamente la riuscita del film. Il primo è imbambolato fin troppo nel personaggio alla Bukowski, felice solo quando beve o scommette al cinodromo. Il secondo ha una sua truffaldina brillantezza, ma sempre tirata a lucido, senza nessuna ombra. Che, in un noir, è fondamentale." (Luca Mastrantonio, 'Il Riformista', 3 settembre 2007)

"In 'Cassandra's Dream' (il titolo che evoca sventure è il nome di un cavallo da corsa) di Woody Allen non recita lui, non si ride: il bel film girato a Londra sulla mancanza di coscienza, irresponsabilità, atonia morale attuale, è drammatico quanto 'Match Point' o 'Crimini e misfatti'. (...) Molto bello. Il dramma unito alla goffaggine ridicola dei protagonisti dà risultati sorprendenti. La bravura del direttore della fotografia Vilmos Zsigmond dà molto fascino ad alcuni luoghi (la pista delle corse dei cani, il porticciolo delle barche). I meccanismi perfetti di Woody Allen regalano al film profondità etica e insieme levità narrativa." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 3 settembre 2007)

"Non ci sono battute fulminanti, è il flusso visuale a far drammaturgia, e anche l'umorismo è indiretto. Ma Vilos Zsigmand tratta Londra e le sue ambiguità tonali come raramente ci è capitato di ammirare, da vero flaneur kafkiano dell'est Europa. Certo, non c'è mai Woody Allen in campo, forse rappresentato solo da un suo doppio, un attore della troupe teatrale che, quando scopre un duetto amoroso noioso tra la collega, protagonista della piece semi-porno, e il suo nuovo boy friend che si dà arie da gran riccone, ma è solo un conte Max, esclama, ed è la sua unica battuta: 'sono proprio fatti l'uno per l'altro, hanno il dovere di fare figli'. Woody Allen non ama molto i suoi personaggi, questa volta, ma il trio di attori sì, e loro riescono a rendere credibile, e quasi eccitante 'Cassandra's dream', un giallo più psicologico che antropologico, dove non conta chi è l'assassino, perché sono due e lo sappiamo subita senza scervellarci (il set è una Londra periferica)." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 4 settembre 2007)
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