Sofia

QATAR, MAROCCO, FRANCIA - 2018
2,5/5
Sofia
Sofia, vent'anni, vive a Casablanca con i suoi genitori. Durante un pranzo di famiglia, ha violenti crampi allo stomaco. Sua cugina Lena, studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: Sofia sta per partorire. Nessuno sapeva della sua gravidanza. Con discrezione, usando come scusa la necessità di recarsi in farmacia, Lena prende l'iniziativa di portare Sofia all'ospedale, dove partorisce. Ma ci sono solo 24 ore per risolvere un grosso problema: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge. Inizia così la ricerca del padre...
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2:39), DCP
  • Produzione: OLIVIER DELBOSC PER CURIOSA FILMS. COPRODUTTORE VERSUS PRODUCTION
  • Distribuzione: CINECLUB INTERNAZIONALE DISTRIBUZIONE (2019)
  • Data uscita 14 Marzo 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Sofia è una giovane marocchina di Casablanca. Rimasta incinta, partorisce in segreto con l’aiuto della cugina, ma i genitori vengono ben presto a conoscenza del fatto che rischia di minare seriamente l’onore della famiglia, anche a causa della severità della legge marocchina che punisce con il carcere i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.

Omar, un ragazzo proveniente da un quartiere povero, sembra essere il padre del bambino, ma il matrimonio riparatore che si prospetta contribuisce a svelare convenienze reciproche e verità meschine.

Il nume tutelare è Asghar Farhadi, ma l’opera prima della regista Meryem Benm’Barek è ancora ben lontana dal raggiungere l’equilibrio del maestro iraniano, perfettamente sospeso tra rigore della messa in scena e aderenza ai meccanismi narrativi in grado di far scattare l’identificazione tra personaggio e spettatore.

Sofia, nell’attenzione quasi chirurgica alla disposizione degli attori nelle inquadrature fisse e nell’adottare l’ormai sdoganata camera a mano nei momenti di maggiore intensità emotiva, soffre di un andamento schematico, da film a tesi, che soffoca l’emozione e si accontenta di lievi sberleffi, appena accennati, al mondo delle istituzioni e dell’ipocrisia perbenista che tanto vorrebbe criticare.

Premio per la sceneggiatura in Un certain regard a Cannes 2018.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI CHRISTINE DE JEKEL E SAÏD HAMICH.

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON CINÉMAGE 12, CON IL CONTRIBUTO DI CANAL+, CINÉ E CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE CON IL SUPPORTO DI LA FONDATION GAN POUR LE CINÉMA, DOHA FILM INSTITUTE, INVER TAX SHELTER ET TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE.

- PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018), NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.

CRITICA

"Potrebbe sembrare un film come tanti. L'ennesima analisi formalmente composta e non priva di un certo vittimismo che fotografa la condizione femminile nel Marocco di oggi (...). Ma solo in apparenza Sofia, film di esordio della regista marocchina di formazione europea Meryem Benm' Barek, premiato lo scorso anno al Festival di Cannes per la migliore sceneggiatura nella sezione Un Certain Regard, si colloca sotto l etichetta del «gender equality» e di un certo cinema di denuncia sociale. In realtà Meryen Benm' Barek scava parecchio a fondo e con sguardo lucido e spietato, sia all' interno degli equilibri familiari che nella società magrebina di cui mette in luce contraddizioni e conflitti irrisolti: il difficile rapporto con la sessualità nonostante gli sforzi per una modernizzazione del Paese, gli interessi economici che prevalgono su qualsiasi principio etico, il rigido sistema di classi che ancora sopravvive, l'ipocrisia, la finzione, come unica possibile soluzione «pubblica» alle onte del privato.(...) In una società divisa in cui nessuno vince e tutti perdono, attraverso un uso inaspettato del cliché e grazie a un twist brillante che capovolge le prospettive piegando il racconto a una declinazione del tutto inaspettata, Sofia stupisce giocando sulle apparenze, smantella i preconcetti comuni sui ruoli di vittima e carnefice e mette in luce le dinamiche di uno scontro sociale e di sessi tutt' altro che pacificato."(Il Manifesto, 14 marzo 2019)

"(...) Il soggetto fa subito pensare a un nuovo film sull'oppressione della donna nella società patriarcale. Però l'ottica di Meryem Benm' Barek, premiata a Cannes per la sceneggiatura, è più complessa. Il suo sguardo si sposta presto sulle ingiustizie e la dittatura delle apparenze nella società marocchina, universo gerarchico dove una vittima (Sofia) può diventare complice e generare altre vittime (Omar)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 14 marzo 2019)

"Una scritta informa che la legge marocchina punisce i colpevoli di relazioni extraconiugali (...). Ma con la sua opera prima, la regista Meryem Benm' Barek va oltre il discorso sulla repressa condizione femminile nel Marocco odierno, configurando una storia - si tratta di trovare su due piedi un marito - che dai quartieri alti conduce nei rioni poveri; e denuncia l'ipocrisia di una società classista disposta a qualsiasi compromesso in nome del profitto. Grande fan del cinema di Farhadi, la Benm' Barek è lontana dall'emularne la sottigliezza drammaturgica e la maturazione di Sofia da vittima predestinata a donna determinata risulta troppo brusca; eppure questo film ellittico ai limiti dell'esangue ci consente come pochi altri uno sguardo dall'interno su un mondo ambiguamente in bilico fra tradizione e modernità." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 14 marzo 2019)

"(...) la regia non ha mai la meglio sulla sceneggiatura, peraltro ben incarnata dalle interpreti: il prognatismo di Maha Alemi custodisce Sofia, così come la Perles saprà rivelare le fragilità di Lena. Il punto cruciale è uno stallo vista mare: le donne di famiglia si confrontano, segreti e bugie affiorano, le parole non sono mai di troppo, viceversa, le posizioni delle attrici sono troppo rigide, studiate e teatralizzate. Nulla di grave, Sofia fa di necessità virtù, di semplicità valore: è un' opera prima che ha molto da dire, e qualcosa da mostrare." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 marzo 2019)
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