Soap Opera

ITALIA - 2013
Il single Francesco ha una vita sessuale piuttosto vivace ma è ancora innamorato della sua ex Anna. Anna scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo. Paolo aspetta a sua volta un figlio da Elena e nel frattempo viene anche assalito da dubbi in merito alla propria sessualità. Francesca è una bellissima ragazza che ha appena perso il fidanzato, morto per suicidio. Alice è la star di una nota soap opera che ha una sfrenata passione per gli uomini in divisa. Gianni e Mario sono due fratelli che a causa di un incidente - che ha costretto uno dei due sulla sedia a rotelle - vivono in simbiosi. Tutti loro, dopo l'arrivo del Maresciallo dei Carabinieri Gaetano Cavallo, vivranno una notte piena di colpi di scena in cui gli odi, gli amori e gli equivoci si intrecceranno nello stesso palazzo durante la notte di Capodanno, cambiando per sempre le vite di ciascuno dei protagonisti.

CAST

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON: CRÉDIT AGRICOLE VITA, BLACK ROCK SRL, VALMORA ACQUA MINERALE; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO. FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- FILM DI APERTURA ALLA IX EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2014, SEZIONE 'GALA'), HA OTTENUTO IL PREMIO LA CHIOMA DI BERENICE AL MIGLIOR TRUCCATORE E AL MIGLIOR ACCONCIATORE.

CRITICA

"Interamente realizzato in ambienti artificiali e dal pronunciato gusto fantastico/fiabesco, colorato come il mondo di Amélie e sopra le righe come 'La buca' di Daniele Ciprì, è certamente delizioso e pieno di garbo. Ma nulla di più." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 17 ottobre 2014)

"Volevate il Festival schizofrenico? Eccolo. Alla prima giornata il povero Roma Film Fest, tirato e mazzolato da tutte le parti, schiera uno dopo l'altro due film che trasformano uno sport nazionale come il cerchiobottismo in un esercizio di gesuitico rigore. (...) 'Soap Opera' di Alessandro Genovesi, carrellata di trovate da sit-com che dopo una mezz'ora piacevole perde completamente la bussola ed evapora come una tisana lasciata bollire troppo a lungo (non si invochino i pregiudizi contro le commedie, questa al massimo è una farsa a puntate)." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2014)

"A tenere banco è il gesto (raro) di inaugurare il Festival del cinema di Roma con una commedia, affidata ad attori da cassetta, cercando di forzare i pregiudizi. II titolo del film, 'Soap Opera' (...) è quanto di più dissonante in una rassegna di cinema. II risultato? Applausi e qualche fischio alla proiezione per la stampa. (...) Una commedia a suo modo «autoriale», con punte di mélo e noir, ambientata in un universo inventato in cui non si capisce dove siamo, in un'epoca non precisata (ma è la vigilia di Natale)." (Valerio Cappelli, 'Il Corriere della Sera', 17 ottobre 2014)

"(...) la commedia (...), interpretata da uno stuolo di attori che hanno animato il red carpet di apertura, punta al grande pubblico e, probabilmente, raggiungerà l'obiettivo." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 17 ottobre 2014)

"Perché 'Soap Opera'? Perché tenta di riproporne la logica, le soluzioni e forse gli stessi climi da favola cui tendono, suppergiù alla stessa maniera, quelle trasmissioni televisive che così si intitolano. Con gli stessi risultati? È certo che Alessandro Genovesi vi aspirasse dopo i larghi consensi ottenuti in platea dai suoi due film precedenti, 'La peggiore settimana della mia vita' e 'II peggior Natale della mia vita'. Non potrei però dire se raggiungerà fino in fondo i suoi scopi. La commedia è gentile, in qualche passaggio anche divertente ma qua e là è un po' facile e stenta a trovare vere occasioni di comicità. Avrebbero forse dovuto fornirle in vari momenti i giochini burleschi di Ale e Franz ma contro ogni aspettativa sono spesso piuttosto scialbi. Chi spicca invece in mezzo a tutti è il 'maresciallo' Diego Abatantuono, abilmente estraneo al rischio della caricatura e anzi con una così amabile leggerezza di tocco, anche in chiave ironica, che mi ha ricordato proprio il nostro caro Vittorio De Sica, sempre maresciallo, nei vari 'Pane amore'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 ottobre 2014)

"Piacerà a chi ha un debole per i film di Genovesi ('La peggior settimana' della mia vita). Che non è quell'erede dei grandi della commedia all'italiana che speravamo, ma le gag, gli effetti comici «di situazione» li sa orchestrare come pochi nel nostro cinema commerciale." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 ottobre 2014)

"A Genovesi va riconosciuto il merito di aver cercato di riscrivere gli stilemi della commedia natalizia all'italiana, ma con una sceneggiatura a dir poco zoppicante." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 23 ottobre 2014)
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