Snatch - Lo strappo

Snatch

GRAN BRETAGNA - 2000
Durante il suo viaggio a New York per consegnare un gigantesco diamente al boss mafioso Avi, il ladro e corriere di preziosi Frank "Quattrodita" passa per Londra per piazzare pietre più piccole presso il cugino del suo capo Doug "La Zucca". Fa una puntata su un incontro di boxe illegale e si trova in un bel pasticcio... Tranelli, doppi giochi, imboscate, si susseguono in un clima un po' drammatico e molto farsesco.

TRAMA LUNGA
Frankie, corriere della mala, viene spedito a New York con il compito di consegnare un diamante di 86 carati ad Avi, famoso e temuto boss mafioso. Nel viaggio, Frankie fa tappa a Londra e qui si fa convincere da Boris Lametta, malavitoso russo, a scommettere su un incontro di boxe illegale. Si tratta in realtà di una trappola per distrarlo e rubargli il prezioso. Intanto due pivellini con ambizioni, il Turco e Tommy, cercano di diventare importanti mettendo in piedi un match truccato con Testarossa, boss locale che alleva maiali ai quali spesso dà in pasto chi cerca di fregarlo. Sul ring lo zingaro Mickey vince l'incontro, viene corteggiato subito dai due 'giovani' ma nell'incontro successivo non mantiene gli impegni e li mette nei guai: Testarossa vorrebbe eliminarli ma poi li lascia cercando invece di assoldare Mickey. Nel frattempo a New York Avi, stufo di aspettare e convinto di essere stato beffato, prende l'aereo e arriva a Londra per vendicarsi. Tutti rincorrono tutti fino alla generale resa dei conti al suono dei mitra. Alla fine il Turco e Tommy ritrovano il gioiello preso dal

CAST

CRITICA

"Questo nuovo thriller urbano è firmato da Ritchie, attuale compagno di Madonna e regista di 'Lock & Stock - Pazzi scatenati', noir poco visto in Italia, ma molto amato altrove. La scena resta un underground londinese fatto di furti di diamanti, traffici d'armi, gangster inglesi, russi e americani, corse di cani e naturalmente incontri di boxe in clandestinità". ('Carnet', settembre 2000)

"Di 'Snatch' si potrebbe dire che la trama non va rivelata. Ma qui la trama si riduce a un continuo inseguimento fra personaggi appena accennati. Peggio: accennati da una voce fuori campo, obbrobrio dei cineasti brocchi, incapaci di raccontare. Il ritmo convulso impedisce poi di pensare a quanto siano sconclusionati gli episodi dove si intersecano figure & figuri, naturalmente di ogni possibile gruppo etnico e religioso". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 15 marzo 2001)

"Tutte queste storie insieme, con i loro scontri e le proposte del loro seguito di personaggi tutti sopra le righe, se le è scritte Guy Ritchie rivelandosi un buon sceneggiatore. Imponendosi però soprattutto come regista perché il film - il suo modo di coinvolgere, le sue occasioni perfino di divertire - è tutto nell'abilità con cui i suoi momenti anche più crudi si lasciano sfiorare dai sarcasmi grazie a una antologia di caratteri che tanto più tendono all'efferato e tanto più si vestono di note beffarde: con una immediatezza, degli accenti, dei colori che sembrerebbero perfino citare i disegni animati e la loro irrealtà fatta furbescamente scaturire dal reale. Mentre il linguaggio si affida, con vitalità, ad immagini sempre intenzionalmente convulse e spesso distorte: ad accentuare il gusto della favola nera". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 marzo 2001)

"Abile sì ma un po' irritante nella sua follia accuratamente programmata, 'Snatch' ha - in ogni caso - centrato il bersaglio cui Ritchie mirava col suo secondo film: costato un milione e mezzo di dollari, ne ha già incassati cento. Con ogni probabilità, la presenza delle star attirerà il pubblico anche dalle nostre parti; ma è chiaro che le qualità migliori del bravo Benicio e del bel Brad non vengono fuori in un universo di 'characters' appena abbozzati, tratteggiati con un tic e il cui spessore non supera quello dei personaggi di un cartone animato. Nella parte di sfigati trucidi e abietti, tutti gli invitati alla festa sembrano comunque divertirsi un mondo. Forse perfino troppo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 marzo 2001)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy