Small Faces - Piccole facce

Small Faces

GRAN BRETAGNA - 1996
Small Faces - Piccole facce
A Glasgow, nel 1968, Lorna McLean, rimasta vedova, cerca di far crescere come meglio può i tre figli Bobby, Alan e Lex. Quando da Londra arrivano notizie sul movimento hippie, i giovani scozzesi si adeguano. Nella città si fronteggiano due bande in una delle quali entrano i tre fratelli McLean. Il più piccolo, Lex, è il più convinto e incosciente tanto che, alla fine, provoca la morte del fratello Bobby in uno scontro con i rivali. Solo col tempo Lorna riuscirà a sopportare il dolore mentre Alan riuscirà a coronare il suo sogno di entrare nell'Istituto d'arte.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: BILLY MAC KYNNON, STEVEN MAC CLARK-HALL, GILLIES KINNON
  • Distribuzione: LUCKY RED (1997) - LUCKY RED HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997

CRITICA

"Una crudeltà immotivata lo rivelano le sequenze degli 'scontri' di sicuro effetto cinematografico di 'Small Faces'. L'organizzazione e i metodi delle bande sono descritti dal regista mentre va raccontando la storia di tre fratelli che, pur qua e là un po' sfilacciata, conferma le buone qualità cinematografiche dei fratelli McKinnon: Gillies ha già diretto l'estroso 'The Players' e Billy ha lavorato in Australia con Jane Campion. Se avranno fortuna - e tutto lascia pensare di sì - c'è la speranza che i loro film - compreso 'Small Faces' - non finiscano nel continente di cui si parlava in precedenza". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 13 giugno 1997)

"S'intuiscono indizi autobiografici nel tratto registico di Gillies McKinnon che - tanto più - lavora a stretto contatto col fratello Billy (anche sceneggiatore di Jane Campion), un po' come i Taviani o i Cohen. E il suo cinema antirealista e onirico - percorso da esplicite evocazioni d'arte, di musica e di letteratura - talvolta brillante talvolta sadico, estremo nei sentimenti ma anche pudico nel mettere in scena la violenza (non per questo diminuendone l'intensità) è molto, molto interessante. Nel cast affiatatissimo di giovani attori, e eccellente Kevin McKidd nel ruolo d'un leader schizzato, già membro psicotico della tribù di 'Trainspotting' ".(Fabio Bo, 'Il Messaggero', 30 giugno 1997)
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