Sleepless - Il giustiziere

Sleepless

USA - 2016
3/5
Sleepless - Il giustiziere
Vincent Downs, tenente sotto copertura della polizia di Las Vegas, si ritrova accidentalmente coinvolto nella sparizione di una partita di droga che attira contro di lui l'ira di due boss criminali. Uno di questi, Stan Rubino, fa rapire il figlio quattordicenne di Vincent, promettendo di liberarlo solo dopo la restituzione della cocaina. Vincent inizierà così una corsa contro il tempo per salvarlo.
  • Altri titoli:
    Sleepless Night
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: OPEN ROAD FILMS, RIVERSTONE PICTURES, VERTIGO ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES (2017)
  • Data uscita 2 Febbraio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente

Vincent Downs è un agente sotto copertura della polizia di Las Vegas che, accidentalmente, si ritrova coinvolto nel furto di un carico di droga destinato ai cocalero di Las Vegas, Stan Rubino (Dermot Mulroney) e Rob Novak (Scoot McNairy). Rubino ordina così il rapimento del figlio di Downs, di soli quattordici anni, promettendo al poliziotto di liberarlo solo dopo avergli restituito la cocaina.

Adattamento del thriller francese Nuit Blanche diretto da Frédéric Jardin, la produzione statunitense non si distanzia molto, se non per location e cast, dall’originale, almeno per lo script (di Andrea Berloff). Jamie Foxx si ritrova catapultato in un action poliziesco che rimanda alla mente il supermachismo di Seagal, Schwarzenegger, Willis, Norris e chi più ne ha più ne metta. L’adrenalina sale sin dai primi minuti, tra inseguimenti, rapine e l’ambigua figura di Vincent Downs, che ci viene presentato nei panni di criminale sanguinario per poi rivelarsi un onesto poliziotto in preda a una crisi per via della sua relazione ormai finita e di un figlio diviso tra lui e la sua ex. Diretto da Baran Bo Odar, regista di Who Am I e attualmente impegnato nella serie TV targata Netflix Dark, Sleepless si muove su campi già battuti, proponendo una trama abbastanza usuale, pretesto per lasciar spazio il più possibile all’action pura. Coadiuvato da un cast di rilievo, tra cui David Harbour, Michelle Monaghan, Tip “T.I.” Harris e Gabrielle Union (già al fianco di Foxx nella commedia romantica Breakin ‘All the Rules), il nuovo Django conduce lo spettatore, in soli 90’, in una Las Vegas vista dai signori della droga, presentandoci omicidi, caos, tradimenti, corruzione, il tutto…in una sola notte. Punti vincenti del film rimangono certamente le coreografie, dirette da Jeff Imada, e la fotografia di Mihai Malaimare. In un crescendo di tensione, ci viene concesso, tra un inseguimento, una sparatoria e una scazzottata, di conoscere più approfonditamente ciascun personaggio, fattore che agevola una brusca sterzata sul finale presentando un’inversione di ruoli tra chi si credeva il malvagio e chi il buono. Non manca la prevedibilità, così come non vengono meno gli stereotipi del sottogenere e le ingenuità al fine di favorire l’evolversi di una trama tanto rocambolesca da dover necessariamente ricorrere all’elemento fatalistico. Molto divertenti i personaggi, in particolar modo i super cattivi, e il girato merita un plauso  soprattutto per la scelta stilistica di alternare inquadrature fisse e campi lunghi a primi piani e camera mobile, seguendo il ritmo serrato del plot.  Pur non presentando nulla di nuovo, Baran Bo Odar ci consegna un ottimo biglietto da visita: divertente, violento al punto giusto e adrenalinico. Per una serata all’insegna del cinema macho, con birra e sandwich, Sleepless è il film che fa per voi!

NOTE

- REMAKE DEL FILM "NUIT BLANCHE" (2011) DI FRÉDÉRIC JARDIN.

CRITICA

"«Sleepless - Il giustiziere» è un poco trascinante thriller diretto dal cineasta svizzero Baran bo Odar con uno sguardo a«Heat - La sfida» e un altro a «Ransom - Il riscatto». (...) Purtroppo il confronto inevitabile non tanto con l'artigianale serie B dei tempi d'oro hollywoodiani, quanto con l'abbondante e frequentatissima sequela di serie tv d'impianto poliziesco, rendono il film alquanto debole, anche se la cadenza della corsa contro il tempo a cui è costretto il povero papà non è esente da momenti spasmodici e contrattempi di sufficiente suspense. Peccato per l'impressione finale d'inverosimiglianza, comunque, che non si giova delle tante inquadrature e sfumature coloristiche ispirate all'archivio del maxi genere; mentre l'investigatrice degli Affari Interni che sospetta ingiustamente dell'eroe, interpretata dalla Monaghan, fa rimpiangere il personaggio ben più denso interpretato dalla stessa interessante attrice nella straordinaria prima stagione di «True Detective»." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 febbraio 2017)

"Remake del belga/francese 'Nuit blanche' e girato dal regista svizzero Baran Ob Odar con l'occhio agli stilizzati thriller di Michael Mann, 'Sleepless' è un film che a dispetto di un attore protagonista di prima fila come Jamie Foxx ha tutta l'aria di essere un noir di seconda serie. (...) a dispetto delle scene d'azione, il poliziesco gira stancamente su un copione prevedibile che certo non giova agli interpreti." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 2 febbraio 2017)

"Curioso caso di mediocre derivazione hollywoodiana di storia e personaggi da un noir d'azione francese (...) discretamente riuscito proprio per quanto cimentava l'atmosfera delinquenziale parigina con il 'parental action movie' americano. (...) Dai conflitti familiari ai conflitti professionali c'è la lista della spesa delle scene già viste tra film e telefilm anni 80/90. Al timone del pasticcio un cineasta svizzero che, abilitato di recente a Netflix, impugna le convenzioni del cinema di genere cercando ossessivamente di ridurle alle banalità del cinema di genere. Si spara, s'insulta, si vendica e ci si annoia un po'." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 2 febbraio 2017)

"(...) grande Michelle Monaghan (...) solido Jamie Foxx (...). 'Sleepless' (...) è un poliziesco trucido, già visto ma con il suo perché grazie a Foxx, Monaghan e una trama incessante. C'è anche un divertente ricollocamento della storia a Las Vegas (...) più qualche caratterista che lascia il segno come McNairy (il gangster psicopatico) o David Harbour (un collega della Monaghan). Questo regista svizzero classe 1978 non è un talento da sottovalutare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 febbraio 2017)

"Spiacerà a chi inizia ad avere la reazione di rigetto nei confronti di certi gialli d'azione, magari fatti con bravura e vigore, ma tutti uguali, tutti desolatamente prevedibili. Nel caso specifico, poi la sensazione di 'déjà vu' è rafforzata dal fatto che la storia è presa pari pari da un noir di Pascal Jardin." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 febbraio 2017)

"Remake de 'Nuit Blanche', questo insulso thriller si fa notare solo per banalità, mediocrità, prevedibilità. Il titolo originale deve essere ironico, perché qua dormirete della grossa." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 2 febbraio 2017)
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