Skyline

USA - 2010
Los Angeles. Jarrod ed Elaine decidono di andare a trovare il loro amici Terry e Candice ma una volta giunti in città scopriranno delle strane luci che si affacciano dal cielo e che attirano le persone verso una fiamma, come falene. In realtà, si tratta di una forza extraterrestre che minaccia di inghiottire l'intero genere umano.

CAST

CRITICA

"Piacerà a quanti spesso rimproverano al fanta cinema attuale di avere molti mezzi, ma poche idee (quelle belle vennero quasi tutte negli anni 50). 'Skyline' è una piacevole novità, una produzione indipendente, di inconsueta intelligenza e molta suspense. Dagli anni 50 comunque è stata mutuata l'idea base, quella degli "aliens" cattivi per definizione (cosa non difficile con quei polli della Nasa)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 gennaio 2011)

"Film girato a basso costo (e si vede) nell'edificio dove abita uno dei registi, con pathos che va di pari passo con la bravura degli attori, cioè pari a zero." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 14 gennaio 2011)

"Autori di spot commerciali e di video musicali, creatori attraverso la loro società Hydralux o supervisori degli effetti speciali di molti film (...), i fratelli Colin e Greg Strause sono passati alla regia nel 2007 con 'Aliens vs. Predator 2' e con 'Skyline' firmano il secondo lungometraggio, un thriller fantascientifico, realizzato in tempi rapidi e con un budget ridotto (...). Fra omaggi e rimandi a 'Independence Day', 'La guerra dei mondi', 'Cloverfield' e 'District 9', i fratelli Strause raffigurano, articolandola in alcune giornate, la terribile avventura di Jarrod, Elaine, Terry e Candice (personaggi peraltro modestamente delineati), tralasciando di concentrarsi sull'intreccio, non curandosi cioè di giustificare quanto accade, di fornire informazioni sul contesto, sui feroci extraterrestri, sulla loro decisione di sterminare il genere umano (lo strano, 'aperto', epilogo lascia prevedere un seguito). Il film pertanto si risolve in una successione, spesso ingarbugliata, di sequenze, di scene d'azione (alcune con immagini evocative e drammatiche, altre, poche, percorse da sostenuta tensione), 'una sequela, come è stato osservato, di esplosioni e fughe disperate, senza nulla concedere alla progressione del racconto'." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 14 gennaio 2011)
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