SIRENE

MERMAIDS

USA - 1990
SIRENE
Irrequieta e brusca per natura, decisamente amante della propria libertà, la signora Flax si è trasferita nel 1963 ad East Port. E' la diciottesima volta che passa da uno Stato all'altro. Ha avuto due mariti, scomparsi nel nulla, e due figlie: Kate di nove anni (piccola campionessa di nuoto) e la quindicenne Charlotte, che avverte moltissimo la mancanza di un padre. Charlotte non solo ha una adolescenza piena di turbamenti e paure (il sesso, il peccato) ma, sebbene la madre le rammenti spesso che la lor è una famiglia ebrea, si è circondata di immagini sacre e statuine, prega intensamente, critica la vita disinvolta della madre e sembra affascinata dal convento non lontano da casa. La ragazza, che ha una vera infatuazione per Joe Peretti, bravo ragazzo, che del convento è il custode e il factotum, il giorno in cui questi le dà un bacio, è colta da un forte senso di colpa: nella sua ingenuità si crede incinta e solo una visita dal ginecologo la libererà dei propri timori. Nel paese intanto Lou Landsky si è innamorato della signora Flax: è un tipo onesto, cordiale e allegro, commerciante di scarpe, adorato dalle due ragazze e anche se la Flax gli si concede trovandolo simpatico e generoso, non ha alcuna intenzione di convolare a nozze. Alla festa di fine anno la signora Flax si presenta mascherata da sirena e al paziente corteggiatore conferma il suo no. Sfortunatamente, dato che si è fatta riaccompagnare a casa da Peretti, mentre gli dà il bacio del Buon Anno Charlotte la vede dalla finestra e ne fa un dramma, poichè si sente offesa dalla madre e tradita da Joe. Successivamente Charlotte e Kate vanno alla cascata d'acqua presso il convento: mentre la maggiore sale sulla torre e cede al ragazzo, Kate scivola e rischia di affogare. Da qui furie della madre, e altro senso di colpa per Charlotte. La signora Flax, avvezza a troncare le situazioni difficili con la fuga, vorrebbe cambiare residenza, ma questa volta Charlotte si oppone: sa che ha fatto uno sbaglio, ma vuole restare a East Port e finire gli studi, anche se ormai sarà una ragazza chiacchierata. La signora Flax acconsente allora di restare ancora un anno, mentre Joe parte (ha trovato lavoro in California) e da lui arriva talvolta una cartolina. Tutto sembra gradualmente quietarsi: Charlotte studia, Kate continua a vincere in piscina e con la mamma le cose ora vanno meglio, con una più affettuosa intesa.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: TRATTO DALL'OMONIMO ROMANZO DI PATTY DANN
  • Produzione: LAUREN LLOYD, WALLIS NICITA, PATRICK PALMER
  • Distribuzione: C.D.I. (1991) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

CRITICA

"Una commedia fine. Forse nel racconto c'è qualche punto morto e una breve svolta in cifre un po' drammatica stride abbastanza con il resto, ma i personaggi sono vividi, specie quelli delle tre donne, i dialoghi scintillano non di rado con malizia e i ritmi narrativi, anche se i fatti si infittiscono, le situazioni mutano di continuo, sono sempre agili e scorrevoli, senza quasi mai veri intoppi." (Gian Luigi Rondi, Il Tempo)

"A rendere piacevole "Sirene", oltre alla recitazione, concorre la splendida fotografia di Howard Atherton, le musiche impiegate come ironico commento delle azioni, e la duttilità del regista Benjamin. La protagonista Cher, con minigonne incredibili e abitini sexy in stile anni settanta, domina lo schermo imponendo la sua recitazione sfrontata." (Alfio Cantelli, Il Giornale)

"Richard Benjamin, sa offrire uno svago piacevole, soprattutto grazie agli interpreti: la piccante Cher, la giovane Winona Ryder e un Bob Hopkins sempre brillante e spiritoso." (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)

"E' una di quelle commedie definite un tempo "per sognare", che ha l'ambizione di ritrarre una donna non conformista e che non è priva di momenti divertenti." (Lietta Tornabuoni, La Stampa)

"Nel film diretto dall'ex attore Richard Benjamin ci sono episodi vivaci, battute spiritose e momenti di verità." (Tullio Kezich, Il Corriere della Sera)
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