Sibyl - Labirinti di donna

Sibyl

BELGIO, FRANCIA - 2019
1,5/5
Sibyl - Labirinti di donna
La psicoterapeuta Sibyl, ha deciso di tornare a dedicarsi alla sua prima passione: la scrittura. Per questo ha interrotto le sedute coi suoi pazienti; ma quando Margot, una giovane attrice in difficoltà le chiede aiuto, Sibyl, affascinata dalla storia della ragazza, decide di prenderla in cura e di registrarne le sedute. L'occasione di utilizzare le tormentate vicende di Margot per il suo romanzo, infatti, è troppo allettante. Tuttavia, mentre Sibyl resta sempre più coinvolta nella vita tumultuosa della paziente, quasi fino all'ossessione, il turbine del suo passato torna a riaffacciarsi...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Produzione: DAVID THION, PHILIPPE MARTIN PER LES FILMS PELLÉAS, IN COPRODUZIONE CON FRANCE 2 CINÉMA, LES FILMS DE PIERRE, PAGE 114, AUVERGNE-RHÔNE-ALPES CINÉMA, SCOPE PICTURES
  • Distribuzione: VALMYN
  • Vietato 14

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Sibyl (Virginie Efira) è una psicoterapeuta, ex alcolista. Decide di abbandonare molti pazienti per tornare a una sua vecchia passione, la scrittura.

Ma non può esimersi dall’accogliere il grido disperato di Margot (Adèle Exarchopoulos), giovane attrice incinta di un suo collega (Gaspard Ulliel) con il quale deve iniziare a girare un nuovo film, diretto dalla compagna di lui (Sandra Hüller). Da quel momento, Sibyl mette su carta le confessioni di questa ragazza e, contemporaneamente, rivengono a galla i fantasmi del suo passato.

Cinema e psicanalisi, metacinema e deliri, Sibyl di Justine Triet tenta la strada del mélange – non particolarmente innovativo a dire il vero – con questa storiella dove dramma e commedia si fondono sfociando in farsa grottesca.

A lungo andare stucchevole e verboso, il film chiede molto, troppo alla sua protagonista (Virginie Efira, che la regista dirige nuovamente dopo In Bed with Victoria e che presto ritroveremo – alla Mostra di Venezia? – nel nuovo film di Paul Verhoeven, Benedetta), restituise un’Adèle Exarchopoulos costantemente in lacrime e non riesce mai davvero a creare una sorta di empatia con lo spettatore.

E se l’assunto, alla fine, è quello dell’adesione troppo simbiotica tra terapeuta e paziente (come anche l’affiche del film suggerisce), beh siamo davvero alla canna del gas.

La sortita a Stromboli, poi, dove Sibyl è costretta a raggiungere Margot sul set del film che sta girando, è la vera  pietra tombale di tutta l’operazione. E non c’è nessun Giorno come un altro di Nino Ferrer che può risollevarne le sorti.

Tra isterie crescenti e scambio dei ruoli, la farsa finisce per compiersi fiaccamente. Con scelte e snodi a dir poco risibili.

NOTE

- IN CONCORSO AL 72. FESTIVAL DI CANNES (2019).

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI LE PACTE; IN ASSOCIAZIONE CON MK2 FILMS; CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL +, CINÉ+, FRANCE TÉLÉVISIONS, LA RÉGION AUVERGNE-RHÔNE-ALPES, CNC; CON IL SOSTEGNO DELLA RÉGION ÎLE-DE-FRANCE IN PARTENARIATO CON IL CNC, IN ASSOCIAZIONE CON CINÉMAGE 13, COFINOVA 15, CINÉVENTURE 4; CON IL SOSTEGNO DEL TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE VIA SCOPE INVEST.

- USCITA PREVISTA 19 NOVEMBRE (2020) SOSPESA PER CHIUSURE CINEMA CAUSA COVID.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy