Si salvi chi può - La vita

Sauve qui peut (la vie)

SVIZZERA - 1980
Si salvi chi può - La vita
La Vita di Paul - un regista televisivo - è divisa tra l'amante Denise e la moglie, che si è separata da lui ed ha con sé la giovanissima figlia Cécile. Ma Denise, decisa a coltivare la propria vocazione di scrittrice, vuole ritirarsi nella calma della campagna e Paul, anche se persuaso che tale scelta è per la sua amica la migliore, fa il possibile per contrastarla. Salutata finalmente Denise, Paul si reca alla stazione, dove incontra moglie e figlia. L'uomo propone che gli incontri mensili, fin qui sbrigativi e poco affettuosi, si svolgano invece settimanalmente e sua moglie promette di pensarci su. Ma subito dopo, mentre Paul si allontana, un'automobile lo investe ed egli muore sul colpo. Madre e figlia si allontanano rapidamente, del tutto indifferenti all'accaduto. Nella vicenda si inserisce occasionalmente quella di Isabelle, una giovane prostituta di lusso, disposta a qualsiasi esperienza pur di procurarsi il denaro necessario all'acquisto di un alloggio in cui rifugiarsi. Lei è la sola che continuerà la sua vita come prima.
  • Altri titoli:
    Every Man for Himself
    Rette sich, wer kann
    Slow Motion
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA, EASTMANCOLOR
  • Produzione: SONIMAGE, SARA FILMS, MK 2 PRODUCTIONS, SAGA PRODUCTION, CDIC, ZOETROPE STUDIOS
  • Distribuzione: MASTER MEDIA (1984) - GENERAL VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI
  • Vietato 18

CRITICA

"In questo film il senso dell'amarezza appare più scoperto e a tratti doloroso, malgrado lo squallore morale e il cinismo abituali. E' un film impietoso e desolato, dove di valori positivi, a dir la verità, non si vede la traccia. Va da sé che il taglio asciutto e brusco, quei lampi e quegli strappi che sono tipicamente godardiani, il gioco degli incastri improvvisi, quelle aperture paesistiche ed il frequente ricorso al 'ralenti' o addirittura al fotgramma fisso per scomporre il movimento delle immagini, va da sé, dicevamo, che tutto ciò fa cinema ed è del migliore Godard. Formalmente il lavoro ha molti pregi, nitore di fotografia e connotati stilistici notevoli." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 100, 1986)
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