Si accettano miracoli

ITALIA - 2014
Si accettano miracoli
Fulvio è un tagliatore di teste senza scrupoli che lavora per una nota multinazionale. Dopo aver fatto piazza pulita dei rami secchi dell'azienda, però, anche lui viene licenziato e a causa della sua scomposta reazione viene costretto a scontare un mese di servizi sociali presso il domicilio di suo fratello Don Germano, parroco di un piccolo borgo del sud d'Italia. Manager scaltro e navigato, Fulvio, per aiutare il fratello, i bambini e tutto il paese, si inventa un "miracolo" che trasforma quel borgo dimenticato da Dio in un luogo di culto e pellegrinaggio per migliaia di devoti. L'idea sembra funzionare a meraviglia, ma quando il Vaticano invia sul posto i vescovi per le verifiche del caso, il piano di Fulvio inizia a vacillare...
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, MARCO CHIMENZ PER CATTLEYA CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 1 Gennaio 2015

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CRITICA

"La politica editoriale delle poche sigle produttive operanti in Italia è diventata incomprensibile. Questo esempio è un po' desolante. La scarna struttura è al servizio delle battute di Siani, l'estetica è da mulino bianco, il corredo sceno-costumistico da pubblicità dolcegabbana dei poveri. Pane amore e fantasia, all'epoca diabolico esempio di svendita degli ideali neorealisti, diventa campione di commedia sociale impegnata." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 8 gennaio 2015)

"Dopo 'Il Principe abusivo', Alessandro Siani torna in veste di regista oltre che di interprete con una commedia, 'Si accettano miracoli', mostrata in anteprima al «suo» pubblico di Afragola saltando la proiezione stampa. Una scelta opportuna: entusiasta e calorosa, la risposta del pubblico ha garantito uno straordinario botteghino nel weekend di sette milioni di euro; laddove il critico, avendo poco da dire (buona l'intesa con l'amabile Fabio De Luigi, sempre puntuale nei tempi comici) e qualcosa da ridire, avrebbe rovinato la festa. Quanto ai possibili motivi di cotanto successo, ci limiteremo a registrare che la favoletta propone due protagonisti dal cuore gentile seppur (nel caso di Siani) ingenuamente mariuoli, con coro di simpatici orfanelli e sottomessi (almeno in apparenza) personaggi femminili, un po' nello stile «neorealismo rosa» Anni 50. Che accade? Cialtroneria e volgarità non sono più di moda? Comunque sia, il miracolo di un film italiano che incassa si accetta ben volentieri." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 gennaio 2015)

"La seconda regia di Siani recupera la commedia all'Italia di paese giocando con 'Benvenuti al Sud' (film che fece di lui una star) senza dimenticare il trittico 'Pane, amore e...' I fratelli meno plausibili della Storia del Cinema si lanciano in gag noiosissime dove Siani sfoggia leziose bretelle di cuoio, tanti buoni sentimenti (ma Fulvio non era spregevole?) e due occhioni azzurri che ne fanno il comico più sexy del momento. Si cita Chaplin (c'è una fioraia cieca da 'Luci della città' più un gruppo di bimbi alla Monello) e se non ci fosse una gang di 'scugnizzi' scatenati, si rischierebbe il sonno profondo. Prevedibile successone di pubblico sulle orme dell'esordio 'Il principe abusivo'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 8 gennaio 2015)

"Il miracolo (cinematografico) di Natale è lui, Alessandro Siani. Secondo film da regista e nuovo boom. Ma se 'Il principe abusivo' era una commediola piuttosto sgangherata tra gli sproloqui dell'invadente protagonista, questa ha una trama che regge, le battute, senza parolacce, fanno ridere, il primattore passa la palla anche agli altri. E stavolta la storiella (...) la capiranno tutti. Non soltanto i napoletani." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 8 gennaio 2015)

"(...) nella nuova commedia di e con Alessandro Siani i punti esclamativi non mancano: l'attore è garbato, piacevole e disinvolto, dal suo canone sono escluse scurrilità e salacità a buon mercato, la new entry De Luigi fa il suo e i brillanti caratteristi - da Casino a Rizzo, da Esposito a Del Monte - arruolati senza gelosia né risparmio sono integrati nella logica del racconto e non abbandonati nei siparietti. Però ci si ferma qui e l'evoluzione del mattatore non sembra procedere di buona lena «Si accettano miracoli» si limita a svolazzare nella gabbietta della favola romantica modello neorealismo rosa e a piluccare nel repertorio della battute che a teatro gli aficionados sono abituati a percepire molto più crepitanti e coinvolgenti; ma il difetto principale sta nell'impianto che persino al pubblico occasionale distratto potrebbe apparire ripetitivo, a cominciare dalle moine dei birichini scugnizzi moltiplicatisi a dismisura dopo gli exploit di «Io speriamo che me la cavo» (peccato che a uno di essi la costumista abbia affibbiato un incongruo berrettone alla Jackie Coogan chapliniano). Sul piatto nudo e crudo dell'efficacia comica, poi, la strada è un po' troppo obbligata o si è in piena sintonia con le pause, gli ammicchi, le piacionerie napoletaniste e i cine-selfie di Siani o si resta al palo del sorriso light." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 31 dicembre 2014)
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