SHAFT E I MERCANTI DI SCHIAVI

SHAFT IN AFRICA

USA - 1973
L'investigatore negro John Shaft, di nazionalità americana accetta, per 25.000 dollari, di indagare su un losco traffico di manodopera avviata dall'Africa in Francia, e ivi angariata e sfruttata da un misterioso "mercante di schiavi" e dalla sua organizzazione. A dargli l'incarico è un emiro della Costa d'Avorio, il cui figlio, che voleva smascherare la gang, è stato barbaramente ucciso. Recatosi in Etiopia, dopo essere scampato a un attentato contro di lui, compiuto all'aeroporto di Orly (è stato Wassa, braccio destro dell'emiro, a informare l'organizzazione schiavista del compito affidato all'investitore) Shaft, superati con la forza altri ostacoli, riesce a imbarcarsi sulla nave che trasporta in Francia un carico di africani in cercfa di lavoro. Sulla nave viaggia anche la dissoluta Jazar, amica del capo della gang che, dopo essersi concessa a Shaft, lo aiuta a salvarsi da un duplice attentato alla sua vita. Morti Wassa e la stessa Jazar, colpita da un proiettile diretto contro l'investigatore, John arriva, finalmente in Francia, dove riesce a scoprire il capo dell'organizzazione schiavista, che viene ucciso dalle sue stesse vittime.

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