Sfida senza regole - Righteous Kill

Righteous Kill

USA - 2008
Sfida senza regole - Righteous Kill
Due poliziotti del dipartimento di New York, prossimi alla pensione, sono chiamati ad indagare su un omicidio che sembra essere collegato a un caso già risolto molti anni prima. L'evidente somiglianza tra i due casi, li mette di fronte ad un tragico dilemma: e se la persona che hanno messo in prigione non fosse il vero colpevole?
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: MILLENNIUM FILMS, NU IMAGE FILMS, EMMETT/FURLA FILMS, INVENTURE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 26 Settembre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Detective di lungo corso al Dipartimento di polizia di New York, Turk e Rooster sono sulle tracce di un serial killer deciso a ripulire le strade della città, uccidendo la feccia e lasciando ogni volta una poesia in rima baciata per motivarne la dipartita.
Per la prima volta "veramente" insieme in un film (in Heat erano assieme in due sole sequenze, nemmeno girate contemporaneamente), Robert De Niro e Al Pacino cannibalizzano come previsto l'intero racconto, strutturato alla bell'e meglio sullo script senza infamia né lode di Russell Gewirtz (Inside Man) e imbastito col solito, innocuo tocco del mestierante Jon Avnet: onnipresenti scena dopo scena, quasi a voler rimarcare la portata dell'evento, i due mostri sacri del firmamento hollywoodiano gigioneggiano quanto basta per condurre in porto la barchetta, tra già visti delittuosi e battute di grana grossa, imbolsiti (De Niro in tuta felpata color grigio topo all'inseguimento in surplace è duro da digerire…) oltre quanto richiesto dai rispettivi ruoli.
Che Avnet cerca con furbizia di sovrapporre, mescolare, magari per ricordarci che Al e Bob rappresentano due facce della stessa medaglia… Proprio per questo, difficile da osservare contemporaneamente da entrambi i lati.

CRITICA

"Se la vogliamo mettere in termini di sfida, come nel titolo italiano del film di Michael Mann: beh, il vincitore è Pacino. Alla faccia delle rughe che lo segnano, l'attore interpreta il detective Rooster con ottima immedesimazione, conferendogli una vivacità ambigua, volta a volta rassicurante oppure allarmante. Invece Bob è piuttosto svogliato e non s'impegna nel duello, contentandosi di sfruttare il carisma acquisito nel ruolo del poliziotto stanco, disilluso: carattere che esprime soprattutto (come da diverso tempo a questa parte) piegando in basso gli angoli della bocca. Le cose gli vanno peggio nelle scene d'azione; dove la pesantezza del corpo (con ogni probabilità doppiato da una controfigura) ne fa un inseguitore assai improbabile. Così, il confronto ravvicinato tra le due star generazionali, atteso per anni, ti lascia con l'appetito intatto; colpa anche
di una storia che tende a ripetersi, più che a cercare sviluppi, e di una regia puramente di servizio, ma senza grandi interpretazioni da servire." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 settembre 2008)

"Comunque, di 'Sfida senza regole' i legalitari non potranno eccepire e i forcaioli usciranno contenti. Usciranno scontenti gli spettatori che non vedono un film poliziesco per tifare, né per vedere i segni del tempo sui volti dei divi di ieri."(Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 26 settembre 2008)

"Purtroppo il regista Jon Avnet ha la testa altrove. Quello che lo appassiona è raccontare le cose in modo frenetico, secondo quel taglio di montaggio da spot televisivo che sta confondendo le esigenze e i tempi della pubblicità con quelli del cinema. A chi si è formato al gusto dei classici di John Ford, ma apprezza anche la svolta modernista alla Spielberg, il nevrotico stil nuovo non può piacere: è un ridurre tutto a tocchetti, a lampi, a botti. (...) Per non deporre le armi, attori come De Niro e Pacino accettano film tutt'altro che all'altezza delle loro cose migliori. Se la cavano indulgendo agli stereotipi, ai manierisrni; e transitano da una situazione all'altra senza incidere affatto. Però sul finale noblesse oblige: i due vecchi leoni tirano fuori le unghie e a sorpresa riescono a trasmettere un inatteso brivido di verità. Insomma non si è divi per niente. E sono proprio gli ultimi dieci minuti che ci lasciano con il rimpianto che interpreti di questo calibro abbiano deposto le ambizioni e smorzato le pretese su sceneggiature e registi. Se avessero avuto il coraggio di programmarsi da artisti e non da mercenari, sarebbero ancora ha i grandi. Come ha fatto l'impeccabile Paul Newman dosando le apparizioni e alternando la recitazione con la regia, il cinema con il teatro, bene attento a non lasciare di sé un'impressione poco felice e soprattutto a non deludere il pubblico." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 26 settembre 2008)

"I due hanno interpretato insieme il thriller 'Heat - La sfida', di Michael Mann. Uno era lo sbirro, l'altro il delinquente: avevano una sola scena insieme, per il resto del film si passavano il testimone. Stavolta sono due poliziotti e 'Sfida senza' regole è infinitamente inferiore alla somma dei loro talenti, ma la cosa è secondaria: per farsi davvero approvare dovrebbero organizzare un tour mondiale di conferenze, in cui Al parla e Bob fa le smorfìe. Successo garantito." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 26 settembre 2008)
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