Severance - Tagli al personale

Severance

GRAN BRETAGNA - 2005
Severance - Tagli al personale
Un gruppo di dipendenti addetti alle vendite in Europa della Palisade, una multinazionale che fabbrica armi, vengono invitati dall'azienda a trascorrere un weekend tra le montagne ungheresi per favorire lo spirito di
corpo. Nel corso del soggiorno, il gruppo viene decimato da misteriosi omicidi. Sembra che, insieme ai consueti inconvenienti di viaggio, piccoli o grandi, incomba su loro un killer in cerca di vendetta...
  • Altri titoli:
    P45
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO, HORROR
  • Produzione: DAN FILMS, QWERTY FILMS, ISLE OF MAN FILM, N1 EUROPEAN FILM PRODUKTIONS, UK FILM COUNCIL
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Vietato 14
  • Data uscita 21 Settembre 2007

RECENSIONE

di Boris Sollazzo

Il catalogo di Locarno 2006 lo definì un film che “può urtare la sensibilità di alcuni spettatori”. Cinefili snob e moralisti bacchettoni, certo, non ameranno molto la coproduzione britannico-magiara Severance, storia di sei giovani rampanti, dipendenti della fantomatica multinazionale delle armi Palisade Defense. Christopher Smith (Creep) dirige, con divertita abilità, un viaggio-premio in cui i protagonisti devono sfidarsi a paintball, simulazione di guerra con fucili a vernice, per cementare lo spirito del loro gruppo di lavoro. Con le metafore dovutamente rozze del genere si mettono alla berlina i dogmi dell’aziendalismo esasperato, figlio di un capitalismo ormai più religione che sistema economico. Fieri delle loro armi, senza sensi di colpa, i ragazzi affrontano un gruppo di assassini fanatici che loro stessi hanno armato. Geniale, come il “buono” che, per sterminare i cattivi (?), abbatterà un volo di linea, da americano patriottico che fa passare la libertà per la canna di un fucile. Film no global e politicamente scorretto, con l’ingenuità ed efficacia politica di Hostel, una comicità splatter che nei dialoghi assomiglia a Scary Movie e nelle immagini ai Monty Python del Sacro Graal si muore, ma dalle risate, si pensa un po’ e si esorcizza il terrore. Anzi, il terrorismo. Ottimi i due protagonisti: il vizioso Danny Dyer e la bella, bionda e (finalmente al cinema) intelligente Laura Harris.

NOTE

- PRESENTATO IN 'PIAZZA GRANDE' A LOCARNO 2006.

CRITICA

"Un occhio a 'Hostel', un occhio alla serie tv 'The Office' (oppure pensate a Fantozzi), un braccio al Kubrick di 'Dottor Stranamore', una gamba agli slasher anni '80 alla 'Venerdì 13' e la testa al presente storico con lo stato di guerra permanente in cui viviamo. 'Severance - Tagli al personale' di Cristopher Smith: lo smembramento è servito. Nell'eccellente pellicola scritta e diretta dal sempre più bravo regista del precedente
'Creep' (uno degli horror più disturbanti degli ultimi anni), assistiamo a una gita nei boschi dell'Ungheria da parte di un gruppo di impiegati di una ditta inglese che vende armi. (...) Finale sulle note di 'We'll meet again' dalla chiusa del Dottor Stranamore. Acuto, cattivissimo, esilarante. Notizia per i fan della ghigliottina: la morte non è istantanea. La testa mozzata funziona ancora qualche secondo. Giusto il tempo di accorgersi che non c'è più speranza." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 settembre 2007)

"Un film horror. Però inglese. Sangue e sadismi in abbondanza, perciò, ma anche una spruzzatina di sarcasmo. Per spaventare pur, in qualche momento, divertendo. (...) Il regista Christopher Smith, già noto nel campo del cinema horror, rielaborando un testo scritto per lui da uno sceneggiatore esordiente, James Moran, ha puntato ovviamente sui terrori e i colpi di scena che, ad ogni svolta, costellano l'azione, ma ha anche cercato di sottolineare fisionomie e difetti dei singoli personaggi, prendendo spesso lo spunto per sottolineature in cui, sia pure nel nero, riesce a farsi strada l'umorismo britannico: con guizzi e strappi quasi sempre di buon effetto." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 settembre 2007)

"Coproduzione anglo-ungherese, 'Severance' è uno strano oggetto cinematografico, che comincia come una favola, poi prende il sentiero dell'horror grottesco e contiene anche un'allegoria sulla nostra società, in chiave di 'legge del contrappasso'. La formula ricorda la serie 'Hostel', con l'Europa centrale trasformata in teatro della minaccia, il matrimonio tra comicità splatter e gore del più truculento, l'intonazione politicamente scorretta. Non è difficile scorgere dietro le convenzioni del genere 'survival' una metafora estrema sui dogmi del capitalismo aggressivo-fideistico e dell'aziendalismo imperanti. A tratti un po' rozzo e sgangherato, è vero, ma energico e con qualche gag da non perdere." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 settembre 2007)

"Non fidarsi dell' Est dopo 'Hostel'. (...) Tra effettacci sadici un poco corretti con humour, il film si dipana nei modi del convenzionale spavento d'inconscio, ma la traiettoria è molto annunciata: mine, lanciafiamme, funghi allucinogeni, mitraglie e sadismi che l'autore di Creep, Christopher Smith, regola senza andar per il sottile ma con un cast affiatato di attori caratterizzati. Nel titolo si cita 'Deliverance', il tranquillo week end di paura qui completo di ex criminali di guerra ed orrori dell' Est." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 settembre 2007)

"Sulla scia della truculenta serie 'Hostel', il regista Christopher Smith ribadisce la metaforica centralità dell'Est europeo come neoscenario horror. In 'Severance' una gita aziendale in un bosco ungherese sconfina in una battaglia tra i sette ignavi colleghi e i subumani clienti decisi a massacrarli. Non c'è troppo da meravigliarsi, perché la ditta Palisade Defence è non a caso una vile e spregiudicata produttrice di quelle armi micidiali che turbano il quieto vivere (?) post-guerra fredda... La fiaba nera è allestita alla meno peggio e la ringhiosa intonazione grottesca mostra la corda; tuttavia non si può negare al luna park di lanciafiamme e sadismi quel gusto per il macabro che reclamano gli spettatori adolescenti" (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 settembre 2007)
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