SETTE CRIMINALI E UN BASSOTTO

ONCE UPON A CRIME

ITALIA, USA - 1991
A Montecarlo, l'abile ispettore di polizia Bonnard inizia le indagini per scoprire il colpevole dell'assassinio di Madame Van Dougen. Egli ha sette indiziati: Phoebe, una piacevole giovane squattrinata e Julian Peters, un attore disoccupato, giunti in città con il treno per restituire dietro lauto compenso il bassotto Napoleone alla ricca Madame Van Dougen: i coniugi Neil e Marilyn Schwary che sono venuti in possesso di una valigia contenente il cadavere sezionato della donna assassinata; un irriducibile giocatore d'azzardo, il pingue Augie Morosco il quale, un tempo interessato ad acquistare il bassotto per ingraziarsi sua moglie Elena, sostiene di essere stato nel momento del delitto in compagnia di costei che, invece, esasperata dal continuo cedere del marito al vizio del gioco, si trovava con il play boy Alfonso de la Pena, amante di Madame Van Dougen. Dopo numerosi equivoci Bonnard scopre che i camerieri di Madame Van Dougen hanno ucciso la donna per impadronirsi dei suoi averi che spettano a chi ha in custodia Napoleone, cioè ad Alfonso de la Pena.

CAST

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: MARTHA DE LAURENTIIS.

CRITICA

"Remake del film Crimen diretto da Mario Camerini nel 1960, questa edizione farsesca americana di un classica commedia "giallonera" all'italiana risente di una mano registica particolarmente scolastica. Tutto è ben fotografato; la scenografia è ricchissima: gli interpreti sono anche di levatura, ma la sceneggiatura, i dialoghi e soprattutto il ritmo delle sequenze hanno qualcosa di inceppato ed inautentico che alla lunga finisce per annoiare. Non mancano battute e situazioni grossolane, e certo un cadavere a pezzi in valigia non costituirebbe di per sè motivo d'allegria, se non fosse uno dei più classici espedienti del grandguignol, anche qui usato in maniera farsesca, così come tutto il tono della pellicola è chiaramente centrato sull'humour nero." (Segnalazioni Cinematografiche, VOL.115, 1991).
"Una commedia meno brillante di quanto si annunciava e nemmeno il solito standard professionale americano riesce a mascherare approssimazioni narrative e incapacità di amalgamare la parodia del giallo e la comicità sentimentale." (Alberto Castellano, Il Mattino, 14/04/92).
"Remake di 'Crimen' di Camerini modesto e discutibile, tanto che, alla fine, ci si domanda il perché di tanto spreco di attori del Vecchio e Nuovo continente per una pellicola 'internazionale' in odor di patacca, a metà strada tra 'La pantera rosa' e 'Operazione San Gennaro'. Non esaltanti e un po' annoiate le prove degli interpreti." (Fabio Bo, Il messaggero 8/04/92).
"Spiace incontrare nel gruppo Ornella Muti, relegata ingiustamente quasi al rango di comparsa". (Gian Luigi Rondi, Il tempo 4/04/92).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy