Senza arte né parte

ITALIA - 2010
Senza arte né parte
Enzo, Carmine e Bandula sono operai del salentino Premiato Pastificio Tammaro. Quando il proprietario della fabbrica decide di chiudere il vecchio stabilimento per riaprirne uno nuovo, tutto meccanizzato, il gruppo di lavoratori si ritrova disoccupato e costretto a trovare un modo per mantenere se stessi e le loro famiglie. Poi, a Enzo e Carmine viene offerto un lavoro temporaneo, in nero, come custodi del magazzino che ospita una collezione di opere d'arte contemporanea. Dopo l'iniziale rifiuto per un mondo a loro sconosciuto Enzo e i suoi amici, spinti dalla disperazione e dalla voglia di riscatto, decidono di provare a rifare alcune delle opere d'arte: da quel momento partirà una truffa in grande stile...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LIONELLO CERRI PER LUMIÈRE & CO IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2011)
  • Data uscita 6 Maggio 2011

TRAILER

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA E REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON APULIA FILM COMMISSION.

- NASTRO D'ARGENTO 2011 A GIUSEPPE BATTISTON COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (PREMIATO ANCHE PER "LA PASSIONE" DI CARLO MAZZACURATI E "FIGLI DELLE STELLE" DI LUCIO PELLEGRINI). IL FILM ERA CANDIDATO AL NASTRO SPECIALE-COMMEDIA.

CRITICA

"A volte i titoli fanno la critica: la commedia dell'artista-regista Giovanni Albanese è 'Senza arte né parte'. Ancora Puglia (la Film Commission lavora bene, troppo), ancora Vendola (scoprite il product placement), ancora precarietà, e pure un migrante e un gay: al presepe mancano solo bue e asinello, al film tutto il resto. (...) Si ride poco, si solidarizza meno: non è commedia sociale, ma innocua evasione dal Brutto Paese, che combina alto (arte contemporanea) e basso (povericristi) per cadere più giù. Si salva solo il tamarro situazionista Giulio Beranek, il resto va all'asta del politically correct." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 maggio 2011)

"Il finale sarà egualmente roseo perché, dando man forte all' idea di Albanese, lo sceneggiatore Fabio Bonifacci ('Oggi sposi', 'Si può fare', 'Diverso da chi') ha costruito per lui una vera e propria commedia all'italiana in cui, all'insegna di imprese truffaldine, si fanno evolvere situazioni fra l'umorismo e l'ironia, attraversate da personaggi dagli aspetti qua e là caricaturali ma non certo privi di una simpatica e sincera umanità anche quando certi vezzi danno loro curiosi cipigli e certi passaggi psicologici li forniscono di fisionomie ora ammiccanti ora fra il balordo e l'ingenuo. Le coloriscono con modi particolarmente efficaci Giuseppe Battiston e Vincenzo Salemme, piacevolmente spalleggiati, fra i tanti, da Donatella Finocchiaro, Sonia Bergamasco, Ernesto Mahieux, Paolo Sassanelli. Tutti pronti per un motivo o per un altro, a far ridere con malizia." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 6 maggio 2011)

"Nel 1994 la drammaturga Yasmina Reza conquistò fama internazionale con la commedia 'Art' dove tre amici si scontravano davanti a una tela bianca. 'Senza arte né parte' prende avvio da analogo spunto, ma qui a indurre tre operai del Salento a occuparsi di problemi estetici è la prospettiva di fare un po' di soldi. (...) L'idea poteva essere divertente e il film non manca di simpatia, ma stenta a decollare e, nonostante la bravura degli attori, i personaggi restano inconsistenti." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 maggio 2011)
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