SELVAGGI

ITALIA - 1995
Il quarantenne milanese Bebo specializzato in chirurgia plastica è in vacanza a Cuba, sul panfilo della cliente Daniela Bellotti, ma scoprire la fidanzata tra le braccia di un altro lo convince che è meglio andare a Saint Moritz. Salito su un aereo da turismo con un gruppo di "vacanzieri" italiani che rientrano dalle ferie, precipita su un'isola: il professore di geografia Luigi fa salire il gruppo su una collina e si accorge che è disabitata. Passata alla meglio la prima notte scoprono che il pilota si è dileguato col canotto di salvataggio. Mentre gli uomini tentano con risultati disastrosi di andare a caccia, una fotografa fiorentina, Carlina e le sue modelle Cindy e Linda tornano con banane e ananassi. Essendo Natale, Jimmy animatore turistico, prepara la tombola, mentre le modelle fanno la doccia sotto la cascata respingendo le avance di Bebo, Jimmy e Felice, un disoccupato pugliese. Un pitone che atterrisce Mario, impiegato statale romano e la moglie Cinzia, casalinga frustrata, convince tutti a costruirsi dei rudimentali bungalow. Una lite per gli alloggi tra Bebo e Mario fa si che questi si ritiri in "periferia". " ormai Capodanno, e Mario pesca un bel pesce che, dando scarsa prova di "comunismo", rifiuta di dividere con gli altri, che organizzano, con un walkman e gli altoparlanti dell'aereo, un impianto stereo per ballare. Cinzia, desiderosa di evasione, lascia il marito per unirsi alle danze, mentre Marissa, la sorella zitella del professore che concupisce Jimmy, è costretta ad allontanarsi cedendo all'invadente e sfacciata Carolina. Grazie a degli spinelli artigianali Bebo riesce ad interessare finalmente le modelle e si apparta con una di esse mentre Felice tenta invano di sedurre l'altra, che dorme. Dopo il 7 gennaio tentano di ricostruire una zattera con la quale riapprodano nella stessa isola. Per fortuna Bebo scorge, attraccato, il panfilo di Daniela Bellotti e lo ruba, portando via i compagni dall'isola.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995

CRITICA

"Poiché lo sguardo degli autori resta affettuoso, di Selvaggi si può osservare che viaggia sul doppio binario della satira e del qualunquismo assolutorio. Ma è un discorso che vale per buona parte della commedia italiana, sempre a rischio di appiattirsi sulla volgarità e la cialtroneria dei propri personaggi. C'è da dire che la corale sceneggiatura è orchestrata con abile fluidità." (La Stampa, Alessandra Levantesi, 23/12/95)
"Film moderato e morigerato dei fratelli Vanzina che schivano le volgarità grossolane e aspirano al film corale (con attori prevalentemente di discendenza tv), che manifestano il loro inacidito pessimismo e rasentano il disincantato. Bentornata al cinema alla grande Cinzia Leone." (Il Messaggero, Fabio Bo, 24/12/95)
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