Segreti e bugie

Secrets & Lies

GRAN BRETAGNA, FRANCIA - 1996
Segreti e bugie
Alla periferia di Londra vivono due fratelli, Cynthia e Maurice, che non si vedono da parecchio tempo. Cynthia ha con sé la figlia Roxanne e non ha simpatia per Monica, moglie di Maurice. Finalmente questi, che fa il fotografo, rompe gli indugi, va a trovare la sorella e la invita a casa sua per festeggiare tutti insieme il ventunesimo compleanno di Roxanne. Nel frattempo Cynthia viene contattata da Hortense, una ragazza di colore che lavora come ottica e si qualifica come figlia di Cynthia, data in adozione subito dopo la nascita. Le due donne si incontrano e, dopo i primi attimi di smarrimento, cominciano ad uscire insieme ed a ricreare le condizioni per costruire un rapporto affettuoso. Cynthia, felice per questo affetto ritrovato, chiede al fratello di poter portare una persona alla festa di compleanno, facendola passare per collega di lavoro. Arriva il giorno stabilito, e tutti si ritrovano a casa di Maurice e Monica. Dietro l'apparente allegria, in tutti serpeggia molto nervosismo che ad un certo punto inevitabilmente viene fuori. Cynthia rivela che Hortense è sua figlia e, subito dopo, altre rivelazioni seguono tra i parenti presenti intorno al tavolo. Finalmente dalle tante bugie si passa alla verità, e Cynthia può tornare a casa propria, circondata da due figlie che cominciano a conoscersi e a stare insieme.
  • Altri titoli:
    Secrets et mensonges
    Lügen & Geheimnisse
    Secretos y mentiras
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85), PANORAMICO - METROCOLOR
  • Produzione: THIN MAN FILMS, CIBY 2000, CHANNEL FOUR FILMS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - MONDADORI VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

- NASTRO D'ARGENTO A MIKE LEIGH COME REGISTA DEL MIGLIOR FILM STRANIERO E AD AURORA CANCIAN (VOCE DI BRENDA BLETHYN) PER IL MIGLIORE DOPPIAGGIO FEMMINILE.

- PALMA D'ORO, PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE (BRENDA BLETHYN) E PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA AL FESTIVAL DI CANNES 1996.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1997 PER MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA ORGINALE, ATTRICE PROTAGONISTA (BRENDA BLETHYN) E NON PROTAGONISTA (MARIANNE JEAN-BAPTISTE).

CRITICA

"Se dovessi fare qualche marginalissimo appunto a questo film incantevole, me ne vengono in mente due. Il primo riguarda l'eccesso di esuberanza che ha spinto il regista ad allargarsi al di là delle due ore, in un accumulo di notazioni non tutte necessarie. L'altro appunto riguarda l'uso eccessivo di una musica neanche tanto bella: quando è di scena la realtà, la colonna sonora disturba." ('Corriere della Sera', Tullio Kezich, 10/12/96)

"Lo spettatore sa bene che trattasi di pura & dura verità, eppure finiscono col mancargli l'eroismo del narratore, un centro di tensione poetica, una comunicazione di significati, il taglio in profondità della rappresentazione. L'analitica parabola finisce, così, per assomigliare ai servizi fotografici del ciccione protagonista: freddi dati di cronaca, tetri segnali sociologici, muti identikit da consegnare alla pietà dei posteri." ('Il Mattino', Valerio Caprara, 8/12/96)
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