Sea's Woman - La donna del mare

ITALIA - 1984
Sea's Woman - La donna del mare
Ellida è una donna non più giovane ma ancora piacente, moglie di un medico, Alfred, vedovo con due figlie grandi, che da sola si reca in vacanza a Venezia per riprendersi da un grave esaurimento dovuto alla morte di un figlioletto. Nella stupenda città lagunare la donna ripensa all'amore intenso provato per un giovane marinaio, Larry, braccato da una banda di malviventi per l'uccisione di un uomo e per traffico di droga. La donna ricorda la passione che travolse entrambi e il giuramento reciproco di eterno amore in riva al mare muto testimone. Sposato Alfred, Ellida si illude di volergli bene, ma si accorge dell'antipatia delle figliastre verso di lei e cade in uno stato di prostrazione senza uscita. Il marito la cura con premura ma lei è convinta che l'uomo, le figlie e tutti gli amici la odino e desiderino la sua morte. A Venezia Ellida si riprende e ritorna a casa piena di nuove energie; il marito le vuole sempre bene e le figlie si stanno costruendo una propria vita. Ma ecco che riappare Larry, che la vuole tutta per sé. Ellida capisce finalmente che la sua vita e il suo posto sono accanto ad Alfred, suo marito che l'ama veramente, mentre Larry viene brutalmente ucciso a tradimento da uno dei suoi vecchi nemici.
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Tratto da: liberamente ispirato al dramma di Ibsen
  • Produzione: IL MEZZOGIORNO NUOVO D'ITALIA
  • Distribuzione: CASUAL FILM

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO TURISMO E SPETTACOLO.

CRITICA

"Il regista si è ispirato al dramma di Ibesen, ma di quell'atmosfera e di quello spirito introspettivo non c'è assolutamente nulla: solo la circostanza di Alfred vedovo con due figlie, il giuramento solenne tra il marinaio e la donne e la scelta finale della protagonista sono elementi in comune con l'opera sopracitata. Il resto è inconsistente e noioso; gli attori sono inespressivi, i dialoghi sono di una banalità senza scampo, la musica è fuori luogo, i costumi sciatti. La vicenda è poco credibile, piena di ingenuità e scontata; ha un modo di procedere fumettistico e il riferimento al dramma di Ibsen è a dir poco pretenzioso. La scena dell'amplesso che potrebbe suscitare perplessità sul piano morale è invece talmente esasperata e ridicola che fa solo sorridere. Il paesaggio veneziano pur col suo fascino non ha niente a che vedere con i suggestivi fiordi norvegesi di Ibsen nel loro simbolismo ammaliatore." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 98, 1985)
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