Scusate se esisto!

ITALIA - 2014
2/5
Scusate se esisto!
Serena è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all'estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perché ama il suo paese. Nell'avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo... O così pare. Nel frattempo incontra Francesco. Bello e affascinante. Il compagno ideale. Se non fosse che a lui non piacciono le donne... O così pare. Tra Serena e Francesco nasce un rapporto intenso e diventano la coppia perfetta... Pronti a tutto pur di darsi una mano saranno costretti a condividere segreti e inganni perché a volte, per essere davvero se stessi, è meglio fingersi qualcun altro!
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 20 Novembre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Dopo un periodo di grandi successi professionali all'estero, l'architetto Serena Bruno decide di rientrare in Italia. Trovare lavoro non è ovviamente facile e la donna si adatta, tra altre piccole occupazioni, a fare la cameriera in un ristorante di buon livello. Qui conosce il proprietario Francesco, bello e affascinante, con il quale prova ad avviare una storia che si chiude con la scoperta che lui è omosessuale. Tuttavia Serena accetta di trasferirsi a casa sua e intanto partecipa ad un bando per la riqualificazione del quartiere Corviale. Convocata per esporre il progetto, si sente chiedere dov'è l'architetto Bruno Serena. Risponde che è in Giappone, che lei è la segretaria e poi convince Francesco ad assumere il ruolo di lui. Si tratta di un espediente che spacca il film in due.
La regia di Riccardo Milani riprende all'inizio un canovaccio molto in voga nelle commedia anni '50-'60: voce fuori campo della protagonista che racconta della propria vita dall'infanzia in un paesino dell'Abruzzo. Un seconda parte dove comincia la radiografia (o presunta tale) dell'Italia com'è oggi. Il tratto comune è la finzione, quell'obbligo deprimente di mascherarsi dietro altre identità, di perdere fiducia in se stessi e negli altri. Certo, alla fine i nodi vengono al pettine e i conti tornano. La storia si apre all'ottimismo, e la verve di una eccellente Paola Cortellesi rende credibile l'incrocio tra Serena Bruno e Bruno Serena. I cattivi e i pavidi rientrano nei ranghi, forse anche a Corviale si vivrà meglio. Resta l'impressione di un copione segnato da qualche forzatura, qualche sottolineatura che appesantisce i personaggi e da maschere li fa diventare macchiette. Difetti più di scrittura che di regia. Bova tutto fisico, coprotagonisti e comprimari all'altezza: Fantastichini, Savino, Fortuna. Ci voleva un po' più di equilibrio tra cronaca, denuncia, umorismo casareccio.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON FOCCHI SPA AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT.

- PAOLA CORTELLESI È STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO 2015 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"Colma di buone intenzioni, la commedia di Riccardo Milani scritta con la moglie e interprete Paola Cortellesi, parla della delusione dell'Italia di oggi, dove tutti fuggono e invece l'eroica architetto Serena vuol tornare, andando a sbattere contro una pochade (finge di essere un altro, convive con Raoul Bova, il gay più improbabile della storia del cinema) mentre tenta di accendere l'attenzione sull'attuale problema del lato umano della cementificazione: anche i fabbriconi hanno un'anima. Soggetto di radici solide, vere ma lo svolgimento annacqua tutto e la sceneggiatura non tappa tutti i buchi. Alla base, ma non è uno scoop, il fatto che tutti noi fingiamo sempre di essere qualcun altro, anche questo film cui vorremmo affezionarci di più, al lordo del gioco degli equivoci e di gaiezze anni 50." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 novembre 2014)

"Un film italiano su due è una commedia degli equivoci. Il che produce una certa inflazione: così 'Scusate se esisto!' moltiplica gli equivoci all'infinito. (...) Ecco il perfetto cinema-specchio dell'Italia di oggi: astuto, piacione, ottimista, superficialmente verniciato di 'sinistra'. Per convincersene basta vedere come sostiene le ragioni del femminismo e stigmatizza l'italiano machista e disonesto, senza poi accorgersi di fornire un'immagine degli omosessuali tra le più scontate e razziste." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 20 novembre 2014)

"Non passa settimana, o quasi, che non esca una commedia italiana, che resta sì il filone più sfruttato, ma anche il più maltrattato da cineasti che, salvo rare eccezioni, hanno dimostrato ben più di un limite nel confrontarsi con questo particolare genere. Non è il caso (e passate parola con gli amici) per questo 'Scusate se esisto!', piacevolissima e, incredibile ma vero, parecchio divertente commedia, diretta da Riccardo Milani ed interpretata dalla moglie Paola Cortellesi (la migliore, quando affronta questo particolare genere), che racconta vari malvezzi italiani (e non solo), che spaziano da un mondo del lavoro ancora prettamente maschilista alla creazione di obbrobri urbani invivibili in periferie degradate. La Cortellesi (bravissima) (...) un Raoul Bova in gran forma e non solo fisica (...). Il cast di contorno, con Ennio Fantaschini e Lunetta Savino su tutti, è perfetto. E con un paio di scene cult (Bova che massaggia il piede alla Cortellesi sulle musiche di 'Ghost' e un ballo «omo» in disco di Raoul con spogliarello) davvero irresistibili. Ma, allora, certe commedie spassose le sappiamo fare anche noi italiani?" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 novembre 2014)

"Tre temi. La fuga all'estero dei cervelli. Le difficoltà per le donne in quanto tali di impiegarsi in modo conveniente. E poi Corviale, quel mostro architettonico in cui chi lo abita - sono circa 8500 inquilini - rischia di perdere la propria identità e che, fra l'altro, estendendosi, fino a un chilometro, alla periferia di Roma, avrebbe finito per privare i romani del loro tanto celebrato Ponentino. Però Riccardo Milani che ci aveva già piacevolmente intrattenuti con 'Benvenuto Presidente', tenta abilmente anche qui, con questi temi, le vie del comico ottenendo, in molti punti e con qualche personaggio, dei risultati felici. (...) equivoci e errori di persona, in una serie continua di confusioni che, per imboccare la via, comunque assicurata, del lieto fine, fa mettere le carte in tavola a tutti (...). Qua e là si fa avanti anche un po' di farsa, specie ai danni degli abruzzesi e la descrizione della grande azienda guidata da un tiranno, scivola un po' troppo nella caricatura, masi ride (o si sorride) quasi sempre. Per merito anche dei due protagonisti, Paola Cortellesi faceta o seria, sempre con graziosissime espressioni, Raoul Bova dignitoso e composto, forse solo un po' a disagio, nei panni, per lui insoliti, del ristoratore omosessuale." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 novembre 2014)

"«Nessuno è perfetto», è la famosa battuta finale di «A qualcuno piace caldo», il film di Billy Wilder del'59, là quando l'innamorato scopre che la sua compagna, finalmente conquistata è... un uomo. Qualcosa del genere succede in questo «Scusate se esisto!» di Riccardo Milani, già autore dell'allegro «Benvenuto presidente!», con Claudio Bisio (2013). (...) II film è condotto con indubbia disinvoltura, certo non con il brio che gli avrebbe saputo conferire Billy Wilder, per tornare al film citato all'inizio con Marilyn Monroe, Jack Lemmon e Tony Curtis. Tra il faceto e il serio, affronta però tre problemi importanti su cui riflettere: il maschilismo duro a morire che, soprattutto nei pubblici concorsi (o incarichi), arretra la donna al secondo posto; la questione omosessuale, oggi tanto dibattuta, che dovrebbe andare verso la normalità e con risultati positivi (...) . «Scusate se esisto!» vuole dire che tutti - donne, uomini, omosessuali, anziani impiccioni (qui c'è la zia ficcanaso di Serena, meridionale per di più), bambini - hanno lo stesso diritto di esistere. Siamo d'accordo, anche se il film, pur così validamente pensato, si perde un po' per strada cammin facendo. La Cortellesi, comunque, l'aspettiamo al prossimo film. È una delle nostre attrici più brillanti «cum grano salis»." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 25 novembre 2014)

"Piace a molti spettatori, ma secondo noi «Scusate se esisto!» è l'ennesimo esemplare di neocommedia che affardella tutte le tematiche da talk show alla ribalta, le sminuzza in una trama il più inoffensiva e anodina possibile e vi aggiunge per il buon peso personaggi predisposti a tavolino. (...) Paola Cortellesi è una brava professionista, ma a noi da l'impressione di recitare sempre sotto sforzo, mentre è assurdo che di un assai poco credibile Raoul Bova qualche recensore abbia detto meraviglie perché questa volta l'attore non fa la parte del bono & macho. I continui equivoci e quiproquo tra i due non fanno scattare scintille, né alla british né all'italiana, e il coro dei comprimari si adegua senza supplementi di personalità." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 27 novembre 2014)
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