SCOPPIATI

JADED

USA - 1989
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Distribuzione: BIM - EMPIRE VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (GLI ORI)
  • Vietato 14

NOTE

- OJA KODAR, COMPAGNA DI ORSON WELLES, HA REALIZZATO JADED PER FINANZIARE IL RESTAURO DEI FILM LASCIATI INCOMPIUTI DA LUI.

- FILM DISPONIBILE IN LINGUA ORIGINALE SOTTOTITOLATO

CRITICA

"Stravagante opera prima di Oja Kodar, jugoslava bella e intelligente, scultrice e ultima compagna e collaboratrice di Orson Welles, fin da quando (1962) lo conobbe sul set del 'Processo'. Tuttavia il film, da lei anche scritto, interpretato e prodotto assieme al bravo operatore Gary Graver, non è riconducibile al mondo poetico e allo stile del venerato Maestro. Oja dice di aver voluto fare un film di cassetta tanto da ricavarne abbastanza per portare a termine qualcuno dei progetti incompiuti di Welles. Ha così puntato sulla formula 'sesso e violenza', che funziona ancora. Ma ciò non significa che si tratti di un prodotto dozzinale. Con buona dose di scaltrezza, miscelando Bukowski con l'iperrealismo di Morrissey, e aggiungendo di suo un accorto 'sense of humour', la regista intarsia in una sorta di mosaico un microcosmo degradato e carnale, popolato di esistenze miserabili e vuote, con il chiodo fisso del sesso, spesso consumato in maniera aberrante. (...) Seppure sordido e crudele in molte situazioni, ma col correttivo dell'ironia, ottimamente fotografato in luci glauche dallo stesso operatore degli ultimi film di Welles, recitato con aderenza da attori professionisti e no, 'Jaded' si fa guardare con sufficiente simpatia." (Leonardo Autera, 'Il Corriere della Sera', 21 Giugno 1990)

" Il 'Mercante di Venezia' interpretato da Welles nel 1969 e mai uscito interrompe 'Jaded'; la Kodar dichiara d'aver diretto questo film 'nell'ingenua speranza di riuscire a fare i soldi per finire 'The Other Side of the Wind'', lasciato incompiuto da Welles. Forse una simile speranza è davvero ingenua, ma il film sgangherato e sessualmente oltranzista rivela una capacità di violenza, una vocazione per la decadenza, un gusto dell'immagine grezza, aspra: e non è affatto noioso." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 23 Giugno 1990)

"Con una materia da trash-movie e il passo freddo, per giustapposizioni, del racconto minimalista, la Kodar, che si è riservata la parte lasciva e matronale della cantante lirica, ha messo insieme un teatrino di esangui marionette insieme alle quali non si va da nessuna parte, ma nemmeno si entra dentro la loro corrente di scoppiati. Così il film pro Wells è un tentativo, fallito, di coniugare Paul Morrissey a Woody Allen, come invece in alcuni film, e secondo un orientamento affatto personale, è riuscito Pedro Almodovar. Ora, l'operina della Kodar è innocua, e lei ci regala anche un frammento mai visto del 'Mercante di Venezia' con un imponente e barbuto Wells in tunica, ma la domanda è: davvero è il caso che metta le mani sul patrimonio del genio di 'Citizen Kane'?" (Silvio Danese, 'Il Giorno', 5 Luglio 1990)
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