Saw 2 - La soluzione dell'enigma

Saw II

USA - 2005
Saw 2 - La soluzione dell'enigma
Jingsaw, il terribile psicotico, è tornato per giocare un'altra partita. Quando viene scoperto un cadavere che porta impressa la sua firma, il detective Eric Matthews si mette sulle sue tracce e riesce a catturare il maniaco. Ma è solo l'inizio: otto sfortunate vittime sono state catturate e rinchiuse all'interno di una casa degli orrori e sono destinate ad uccidersi tra loro. Ed Eric, che li sta cercando, dovrà unirsi al gioco...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85), PANAVISION - DELUXE
  • Produzione: LIONS GATE FILMS INC., TWISTED PICTURES
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2006)
  • Vietato 14
  • Data uscita 5 Gennaio 2006

RECENSIONE

di Diego Giuliani
Un uomo incatenato di fronte a un monitor. Dallo schermo le sadiche istruzioni per avere salva la vita: con un bisturi deve scavarsi nella cavità dell'occhio e recuperare una chiavetta. Il timer ticchetta, ma lui non ce la fa. La morsa di ferro che gli imbriglia la testa scatta e gli frantuma il cranio. Sono le immagini shock con cui si apre Saw II, ritorno splatter de L'enigmista a un anno esatto dal suo convincente esordio. Tensioni e premesse dell'incipit si perdono però presto negli sviluppi. Il folle omicida del primo episodio è tornato a colpire con simili modalità: riunito un gruppo di ragazzi in un appartamento blindato, li soffoca gradualmente liberando del gas nervino. L'unica via di scampo è la soluzione degli enigmi a cui li sottopone. Il meccanismo, inatteso e vincente nel primo film, non regge però il confronto col precedente. Questa volta il regista Darren Lynn Bousman diluisce la caccia all'indizio in un'azione esasperata che uccide la suspense. Pur non mancando qualche buona trovata, anche la caratterizzazione dei personaggi risulta infine troppo scontata e patinata. Da menzionare, invece, l'enigmista del titolo: grazie all'interpretazione di Tobin Bell, risulta ancora più inquietante senza la maschera woodo. Per saltare sulla sedia, bisogna affidarsi a qualche scena sparsa: il forno crematorio, il salto nelle siringhe, la pistola nello spioncino…

NOTE

- L'ATTORE TIM BURD E' ACCREDITATO COME TIMOTHY BURD.

- LE RIPRESE SONO DURATE 25 GIORNI.

CRITICA

"A distanza di un anno da 'Saw - L'enigmista', esce il sequel 'Saw 2'. (...) Per rendere l'avventurosa lotta per la sopravvivenza ancora più tesa e intrigante, il regista Darren Lynn Bousman e i suoi sceneggiatori hanno incluso tra le vittime anche il giovanissimo figlio del poliziotto Eric Mason, incaricato di neutralizzare il maniaco. L'esperienza estrema nella quale sono coinvolti gli otto reclusi viene gestita con un occhio allo schema dei '10 piccoli indiani' di Agatha Christie. Splendida fotografia dalle tonalità pastose, sequenze claustrofobiche dal montaggio serrato, flash sinestetici frenetici per un thriller/horror che cerca di far coesistere il fascino delle argomentazioni filosofiche dello psicopatico e l'incubo vissuto dalle vittime." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 7 gennaio 2006)

"Si poteva sopravvivere anche senza il sequel, dove torna la situazione originaria pur con cast mutato, ma pare sia stato imposto a furor di email di appassionati. (...) Lasciate inutilmente in deposito un po' di adrenalina se vorrete partecipare alle sadiche ore disperate, riprese nella sporca fotografia di David Armstrong in un luogo di perverso, diroccato incubo monitorato da videocamere. La logica delle trappole lascia il passo alla crudezza materiale e medioevale degli eventi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2006)

"Magari sopravvalutato, l'anno scorso il primo 'Saw' trovò i suoi estimatori: piacquero l'idea d'innesco, particolarmente crudele, i colori sporchi, la claustrofobia e la cattiveria spesa senza risparmio. Con 'Saw 2 - La soluzione dell'enigma', ricadiamo nel vasto paradigma dei sequel non necessari: anzi, controproducenti. (...) Proveniente dalla pubblicità, il regista Darren Lynn Bousman cade in tutte le trappole che il soggetto gli tende, nessuna esclusa: esagerazione visiva, montaggio isterico, filtri color sozzeria a rendere più repulsive le immagini. Per approdare a un 'twist' finale, a dir poco, deludente."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 gennaio 2006).
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