Saw 2 - La soluzione dell'enigma

Saw II

USA - 2005
Jingsaw, il terribile psicotico, è tornato per giocare un'altra partita. Quando viene scoperto un cadavere che porta impressa la sua firma, il detective Eric Matthews si mette sulle sue tracce e riesce a catturare il maniaco. Ma è solo l'inizio: otto sfortunate vittime sono state catturate e rinchiuse all'interno di una casa degli orrori e sono destinate ad uccidersi tra loro. Ed Eric, che li sta cercando, dovrà unirsi al gioco...

CAST

NOTE

- L'ATTORE TIM BURD E' ACCREDITATO COME TIMOTHY BURD.

- LE RIPRESE SONO DURATE 25 GIORNI.

CRITICA

"A distanza di un anno da 'Saw - L'enigmista', esce il sequel 'Saw 2'. (...) Per rendere l'avventurosa lotta per la sopravvivenza ancora più tesa e intrigante, il regista Darren Lynn Bousman e i suoi sceneggiatori hanno incluso tra le vittime anche il giovanissimo figlio del poliziotto Eric Mason, incaricato di neutralizzare il maniaco. L'esperienza estrema nella quale sono coinvolti gli otto reclusi viene gestita con un occhio allo schema dei '10 piccoli indiani' di Agatha Christie. Splendida fotografia dalle tonalità pastose, sequenze claustrofobiche dal montaggio serrato, flash sinestetici frenetici per un thriller/horror che cerca di far coesistere il fascino delle argomentazioni filosofiche dello psicopatico e l'incubo vissuto dalle vittime." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 7 gennaio 2006)

"Si poteva sopravvivere anche senza il sequel, dove torna la situazione originaria pur con cast mutato, ma pare sia stato imposto a furor di email di appassionati. (...) Lasciate inutilmente in deposito un po' di adrenalina se vorrete partecipare alle sadiche ore disperate, riprese nella sporca fotografia di David Armstrong in un luogo di perverso, diroccato incubo monitorato da videocamere. La logica delle trappole lascia il passo alla crudezza materiale e medioevale degli eventi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2006)

"Magari sopravvalutato, l'anno scorso il primo 'Saw' trovò i suoi estimatori: piacquero l'idea d'innesco, particolarmente crudele, i colori sporchi, la claustrofobia e la cattiveria spesa senza risparmio. Con 'Saw 2 - La soluzione dell'enigma', ricadiamo nel vasto paradigma dei sequel non necessari: anzi, controproducenti. (...) Proveniente dalla pubblicità, il regista Darren Lynn Bousman cade in tutte le trappole che il soggetto gli tende, nessuna esclusa: esagerazione visiva, montaggio isterico, filtri color sozzeria a rendere più repulsive le immagini. Per approdare a un 'twist' finale, a dir poco, deludente."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 gennaio 2006).
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