SATYRICON

ITALIA - 1968
Due giovani amici, Encolpio e Ascilto, avvezzi a vivere alle spalle del prossimo si recano da Roma a Baia, alla villa di Anneo Mela, zio del primo. Durante il viaggio, per sottrarsi a un posto di blocco, finiscono in una grotta in cui la corrotta Trifena celebra riti in onore del dio Priapo. Dopo aver faticosamente cercato di rimediare al loro sacrilegio, all'arrivo del marito di Trifena, fuggono e raggiungono Baia. Ritenendolo complice in una congiura contro di lui, Nerone ha costretto Anneo a uccidersi assieme a sua moglie, per cui Encolpio si trova improvvisamente padrone della villa e di tutti i beni dello zio. Ancora in cerca dei congiurati, però, sopraggiungono i soldati di Nerone e i due amici fuggono, portando con sé il giovanetto Gitone, già appartenente ad Anneo. A Baia si accodano al poeta Eumolpo, che li conduce a una sontuosa cena in casa di Trimalcione, ex-liberto, volgare e ignorante che si diverte a sbalordire i suoi ospiti con l'ostentazione della propria ricchezza. Separatosi bruscamente da Ascilto a motivo di Gitone, conteso da entrambi, Encolpio viene chiamato dalla smaniosa Circe ma, pagando le conseguenze dell'offesa recata a Priapo, non riesce a soddisfarne le voglie amorose. Infine, mentre Ascilto, caduto nelle mani delle guardie, viene crocifisso, Encolpio si sottrae alla cattura imbarcandosi con Eumolpo e Gitone sulla nave del marito di Trifena. Durante una terribile tempesta, però, la nave fa naufragio e Encolpio è l'unico a sopravvivere.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE, TECHNICOLOR
  • Tratto da: LIBRO OMONIMO DI PETRONIO ARBITRO
  • Produzione: ALFREDO BINI PER ARCO FILM, CINERIZ, DISTRIBUTORI ASSOCIATI
  • Distribuzione: CINERIZ - DOMOVIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- SECONDO ALCUNE FONTI L DURATA DEL FILM E' DI 110'.

CRITICA

"Ambizioso e deludente viaggio del mediocre Gianluigi Polidoro nella Roma notoriamente sporcacciona di Petronio Arbitro, sulle tracce di Fellini. Le dissolutezze del libro sono solo un pretesto per inutili volgarità, offensive per la vista, l'udito e l'intelligenza di chi guarda. Rutto per rutto, meglio quello ruspante di Alvaro Vitali". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 15 gennaio 2003)
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