Santa Clause è nei guai

The Santa Clause 3: The Escape Clause

USA - 2006
Santa Clause è nei guai
Scott Calvin è alle prese con la sua nuova famiglia dopo essersi trasferito definitivamente al Polo Nord, ma quando Jack Frost minaccia di sabotare il Natale, Scott, anche a rischio di rivelare la sua vera identità come Santa Clause, chiama a raccolta amici e parenti per fermare il malvagio pupazzo di neve...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY, FAMILY
  • Produzione: SANTA FROST PRODUCTIONS INC., WALT DISNEY PICTURES, BOXING CAT FILMS, OUTLAW PRODUCTIONS
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
  • Data uscita 24 Novembre 2006

RECENSIONE

di Boris Sollazzo

La trilogia di Santa Clause ha fatto la fortuna dei registi John Pasquin e del più bravo Michael Lembeck, grazie alla straordinaria verve del comico tv Tim Allen. Nel 1995 scoprimmo che il vecchio di rosso vestito esiste, può morire e che per diventarlo si poteva essere anche Scott Calvin (Tim Allen), americano superficialotto e potenzialmente cattivello. Nel 2002 che clonarlo era pericoloso, che quando prende moglie non si sceglie una Befana, ma Elizabeth Mitchell, e che odia le regole, soprattutto le divisioni tra buoni e cattivi. Il barbuto, quindi, è sostanzialmente un anarchico imbranato e adorabile che, in questo Santa Clause è nei guai, scopre com’è difficile conciliare famiglia – sta per nascere baby Clause -, lavoro e rivali ambiziosi come Jack Frost (Martin Short), divinità minore e invidiosa che vuole fare del Polo Nord NataleLand, un parco tematico succhiasoldi. Grandi scenografie, trucchi, costumi e una regia umile regalano la magia del Natale, qui non solo una sdolcinata metafora. La saga, ormai decennale, non tradisce. Il cast è delizioso: Alan Arkin, nonno eroinomane in Little Miss Sunshine, qui è un suocero burbero che si scioglie di fronte a Madre Natura, la splendida Aisha Tyler. Dal coniglio pasquale all’omino dei sogni, da Judge Reinhold, Kevin Pollak fino alla piccola Liliana Mumy, tutti fanno il loro, regalandoci un dolcetto tenero e sfizioso e non il solito panettone.

CRITICA

"Prima la presentazione ('Santa Clause'), poi il mistero ('Che fine ha fatto Santa Clause?') e ora la catastrofe: 'Santa Clause è nei guai' di Michael Lembeck. A otto anni dal primo e a quattro dal secondo ecco che arriva il terzo episodio della saga per famiglie che vede un uomo qualunque indossare i panni di Babbo Natale nel Polo Nord tra renne volanti e folletti tuttofare (...) Tim Allen è ancora un Babbo Natale simpaticamente attento all'efficienza produttiva della sua fabrichetta di regali. Simbolo del capitalismo dal volto umano alleato dell'imminente consumismo natalizio. Eppure sorpresa: lo scostumato 'Borat' ha massacrato 'Santa Clause è nei guai' al box office. Il pubblico americano, oggi, preferisce il carbone." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 novembre 2006)
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