SANGUE SUL SAGRATO

ITALIA - 1951
Durante la guerra Rita ha perduto i genitori ed ogni suo avere: ora si reca a Bettona, per domandare asilo al parroco, don Vincenzo. Strada facendo incontra un autocarro pieno di merci con due giovani borsari neri, che le danno un passaggio. Ma l'autocarro col suo carico eccita le brame d'alcuni malviventi, che se n'impadroniscono, dopo aver ucciso uno dei giovani. Rita si rifugia con l'altro, Bruno, in un casolare: durante la notte Bruno se ne va per riprendere i suoi traffici. Giunta a Bettone, Rita, accolta paternamente da don Vincenzo, trova lavoro nel negozio della madre di Bruno. Dopo qualche tempo, Bruno, misero e deluso, ritorna a Bettona: la sua simpatia per Rita si trasforma in un amore ardente, che viene ricambiato. Quando Rita gli annuncia la sua prossima maternità, Bruno, non trovando lavoro, commette una rapina, che gli frutta una forte somma. La madre di lui, intuita la verità, lo scongiura di restituire il mal tolto: Avutane un rifiuto; avverte don Vincenzo, al quale Rita fa ampia confessione del suoi rapporti con Bruno. Questi, temendo la denuncia del parroco, l'uccide. Don Vincenzo, prima di spirare, tenta di salvare l'uccisore, che ribellatosi ai carabinieri, viene da questi abbattuto.

CAST

CRITICA

"Tratto da un artificioso soggetto di Franco Angelini (...) il film narra la storia di un delitto (...). Se tale vicenda viene condotta con intenzioni retoriche e con mano pesante è la descrizione del paesaggio: dell'Umbria gli autori hanno colto soltanto gli aspetti esteriori, machiettistici, senza interpretare con sincerità i sentimenti delle popolazioni del luogo".(Vice, "Cinema", n. 61, 1951).
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