Sangue di sbirro

ITALIA 1976
Joe Caputo, rude poliziotto di New York, è stato ucciso e tra l'opinione pubblica si è sparsa la voce che si sia trattato di un regolamento di conti da parte di Mallory, boss di una organizzazione mafiosa. Il figlio della vittima, Daniel Caputo, ex sergente della polizia e reduce dal conseguimento della laurea in legge, giunge in città con l'evidente intenzione di far luce sulla morte del padre e di vendicarla. Mentre Mallory invia inutilmente un manipolo d'uomini all'aeroporto per ucciderlo, il tenente Sharp e il capitano Jeffrey lo diffidano dall'usare armi e dal restare sul terreno dell'omicidio. Dan non li ascolta e non dà retta neppure ai consigli di Susan, la donna che lo ha atteso pazientemente per tanti anni. Sventata tutta una serie di attentati, fuggito miracolosamente a una trappola nella quale è caduto insieme a Susan, Daniel trova appoggio nell'ambiguo gangster Duke. Individuato in Jeffrey l'assassino e in Mallory il mandante, Daniel stermina la banda e consegna le prove a Sharp. Il posto vacante, però, ora spetta a Duke...
SCHEDA FILM

Regia: Alfonso Brescia

Attori: Jack Palance - Duke, Luigi Montefiori - Dan Caputo, Jut Grams, Aldo Cecconi, Giorgio Sciolette, Renato Montalbano, Nicole Barthelmy, Roberto Giraudo, Jenny Tamburi, Ugo Bologna

Soggetto: Aldo Crudo, Alfonso Brescia

Sceneggiatura: Aldo Crudo, Alfonso Brescia

Fotografia: Silvio Fraschetti

Musiche: Alessandro Alessandroni

Montaggio: Carlo Broglio

Scenografia: Mimmo Scavia

Costumi: Elena De Cupis

Altri titoli:

For a Silver Dollar

Policeman's Blood

Bloody Avenger

Knell, the Bloody Avenger

Durata: 95

Colore: C

Genere: POLIZIESCO

Specifiche tecniche: 35 MM, TECHNISCOPE, TECNOSPES, EASTMANCOLOR

Produzione: HILDA FILM

Distribuzione: CIA - AVO FILM

CRITICA
"Film di ricalco, dove tutti i motivi ricorrenti del genere malavita americana sono citati, il lavoro spreca mezzi abbastanza vistosi e notevoli capacità tecniche per un esteriore quanto banale spettacolo: inseguimenti, colluttazioni, battaglie feroci, uccisioni spietate, locali notturni... L'azione del protagonista è sorretta più dalla brama di vendetta che dal desiderio di giustizia. Quella del regista è esclusivamente la ricerca di cassetta poiché il dramma delle persone, l'imperversare della violenza, la spirale del crimine non solo non lo toccano interiormente, ma ne fanno il gioco offrendogli l'occasione per guazzare nel peggio. (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)