Salò o le 120 giornate di Sodoma

ITALIA, FRANCIA - 1975
Salò o le 120 giornate di Sodoma
I fatti si svolgono in due località, nella Salò dove Mussolini fece la sua ultima tappa (1944-45) e a Marzabotto dove i nazisti uccisero gli abitanti di un intero paese. Il filo conduttore è quello di De Sade: quattro "signori", fascisti di quel tempo, ma particolarmente colti, capaci di leggere Nietzsche e di citare Baudelaire, organizzano prima dei rastrellamenti e rapimenti di ragazzini e ragazzine e poi, coadiuvati da giovani militari fascisti, organizzano in una villa appartata tremende feste e infine uccidono tutti. Questi "signori" riducono a cose delle vittime umili. E ciò in una specie di "sacra rappresentazione". La vicenda si svolge nello spazio di tre giorni durante i quali le tre "narratrici" ingaggiate raccontano storie intonate alle caratteristiche dei tre diversi giorni: "cerchio delle passioni", "cerchio della merda", "cerchio del sangue".
  • Altri titoli:
    Salò, or the 120 Days of Sodom
    Die 120 Tage von Sodom
    Salo ou les 120 journées de Sodome
    Saló o los 120 días de Sodoma
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLITICO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo "Le 120 giornate di Sodoma" di Donatien Alphonse François De Sade
  • Produzione: ALBERTO GRIMALDI, P.E.A. (ROMA) - PRODUCTIONS ARTISTES ASSOCIES (PARIGI)
  • Distribuzione: PEA (1976); IL CINEMA RITROVATO-CINETECA DI BOLOGNA (2015) - RICORDI VIDEO, VIVIVIDEO, PANARECORD, L'UNITA' VIDEO
  • Riedizione 2015
  • Vietato 18
  • Data uscita 2 Novembre 2015

NOTE

- VOCI: LAURA BETTI PER HÉLÈNE SURGÈRE, MARCO BELLOCCHIO PER ALDO VALLETTI, GIORGIO CAPRONI PER GIORGIO CATALDI.

- PASOLINI FU ASSASSINATO PRIMA CHE IL FILM USCISSE NELLE SALE.

- L'USCITA NELLE SALE ERA PREVISTA DEL 22 NOVEMBRE 1975 MA IL FILM SUBI' UN SEQUESTRO PREVENTIVO. USCI' A MILANO L'11 GENNAIO 1976 MA FU SEQUESTRATO E IL 30 DELLO STESSO MESE FU CONDANNATO PER OSCENITA' E TUTTE LE COPIE FURONO SEQUESTRATE, A FEBBRAIO 1977 FU DISSEQUESTRATO MA CON L'OBBLIGO DI ALCUNI TAGLI.

- IL PRODUTTORE ALBERTO GRIMALDI FU PROCESSATO E POI ASSOLTO PER "CORRUZIONE DI MINORI E ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO".

- NEL 2015 TORNA IN SALA LA VERSIONE REATAURATA PROMOSSA DALLA CINETECA DI BOLOGNA E DA CSC-CINETECA NAZIONALE, IN COLLABORAZIONE CON ALBERTO GRIMALDI.

CRITICA

"Con molte intuizioni narrative, quali il rapporto fra la squisitezza triviale dei racconti e la matta bestialità dell'azioni, le pitture "degenerate" di cui i mostri si circondano, l'uso di sfatte bellezze per le parti di ruffiane di lusso, la musica che accompagna le orge, il silenzio sulle torture finali (...). Salò è un film privo di gioia erotica, e per paradosso anche privo di volgarità, ma dove la luce dell'intelligenza di Pasolini è appannata da un'ideologia della sconfitta (...)." (Giovanni Grazzini, "Corriere della Sera, 16 novembre 1975)

"Quaranta anni senza Pasolini: le celebrazioni si sprecano, l'omaggio sfratta spesso la comprensione. Meglio tornare alla lettera di PPP, al suo ultimo film 'Salò': scomodo, devastante, rifuggente qualsiasi classificazione, come il suo autore. (...) Dal libro di De Sade all'Italia repubblichina, PPP condensa in una villa a Marzabotto la violenza grafica del potere e le sue giovani vittime, destinate a tre gironi (...) di inferno terrestre. Disse lo stesso Pasolini, "è un film contro qualsiasi forma di potere e precisamente contro quella che io chiamo l'anarchia del potere". Non perdetelo, 'Salò', fatevi questo doloroso regalo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 29 ottobre 2015)
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