Safe House - Nessuno è al sicuro

Safe House

USA - 2012
3/5
Safe House - Nessuno è al sicuro
Tobin Frost era uno dei migliori agenti operativi della CIA finché ha deciso di cambiare fronte, dilapidando fondi e vendendo i servizi segreti militari a chiunque per denaro. Nascosto in Sudafrica, Tobin è a conoscenza di alcuni segreti che interessano i suoi ex colleghi. L'irruzione di alcuni mercenari nella Safe House di Città del Capo, dove Frost è stato catturato e rinchiuso, costringerà lui e il suo agente custode Matt Weston ad allearsi per la salvezza. Uniti nella fuga, insieme i due dovranno trovare il modo di sopravvivere abbastanza da riuscire a scoprire chi li vuole morti...
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: INTREPID PICTURES, MOONLIGHTING FILMS, RELATIVITY MEDIA, STUBER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY - DVD, BLU-RAY E DIGITAL COPY: UNIVERSAL PICTURES H.E.
  • Data uscita 2 Marzo 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani
Senza essere un lungometraggio memorabile, il primo action-thriller americano di Daniel Espinosa si presenta comunque come un prodotto di consumo che ha una sua fisionomia precisa. Evitando effetti speciali parossistici e regalandoci invece i cari, vecchi inseguimenti d'auto e le sparatorie di un tempo, Safe House evita inutili spettacolarità e si concentra sull'adrenalina dei corpo a corpo, sfruttando al meglio un'ambientazione fino ad oggi poco utilizzata come il Sudafrica.
Il regista rimane incollato ai suoi attori, sfruttando la fisicità di un funzionale Ryan Reynolds e il carisma del solito, istrionico Denzel Washington. L'alchimia tra i due riesce a sistemare in qualche punto una sceneggiatura non troppo ricca d'inventiva ma comunque efficace. Il merito maggiore del film sta nella sua coerenza estetica piuttosto accentuata, che non ha paura di rielaborare riferimenti cinematografici abbastanza precisi come il cinema di William Friedkin e, in maniera più sottile, quello di Sam Peckinpah. Ne è venuto fuori un prodotto sviluppato con intelligenza e un paio di intuizioni registiche di sicuro effetto. Il cinema americano sa come sempre valorizzare il più classico prodotto medio.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE DENZEL WASHINGTON.

CRITICA

"Dato lo spunto, la spy-story diretta con grinta dallo svedese Daniel Espinoza si traduce in una serie di sparatorie e scene d'azione efficacemente riprese fra Cape Town e Johannesburg dall'Oliver Wood di 'Bourne Identity' ma tanta adrenalina e l'indiscusso carisma di Washington riescono a sopperire solo in parte all'inerzia della sceneggiatura." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 2 marzo 2012)

"Chissà che ci aspettavamo. La sceneggiatura di 'Safe House' era già celebre in Usa prima di diventare un film. Entrata nell'ormai sempre meno famigerata lista nera di copioni considerati dagli studios ottimi ma difficilmente realizzabili, è diventata nelle mani svedesi del giovane acquisto hollywoodiano Daniel Espinosa un thriller di grana grossa dal montaggio ipercinetico. (...) Washington è un mostro: non sai mai se dopo un sorriso ucciderà qualcuno o si metterà a piangere. Basta quell'irresistibile camminata dinoccolata per farci voler sapere tutto di un personaggio cosi tormentato da decidere di lasciare l'intelligence americana all'indomani dell'11 settembre 2001. Perché? Il resto, purtroppo, non è dello stesso livello a partire da un Ryan Reynolds troppo inferiore per duettare con il divino Denzel." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 marzo 2012)

"Piacerà a quelli che chiedevano per Denzel Washington un altro ruolo di mascalzone alla 'Training Day'. E a quanti aspettavano al varco (cioè al suo primo film hollywoodiano) il talentuoso svedese Daniel Espinosa. Un esame passato a pieni voti. Il grande cinema d'azione ha acquistato un manovratore di tutto rispetto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 marzo 2012)

"(...) al quartier generale di Langley, i pezzi grossi Sam Shepard, Vera Famiga e Brendan Gleeson si affannano dietro alle fughe di notizie, nella speranza che nessuno degli spettatori abbia mai visto un film della serie di 'Bourne'. Soprattutto negli inseguimenti si capisce che il regista Daniel Espinosa ha studiato alla scuola di Matt Damon, aggiungendo di suo un po' di violenza gratuita: una scena in cui viene mostrato il waterboarding è il modo del film di mostrare le sue credenziali di stringente attualità. Denzel affronta la tortura con la sua solita noncuranza da gran fico, che tuttavia qualcuno comincerà a trovare esasperante. 'Safe House' sembra fatto apposta per essere dimenticato nel momento esatto in cui lo si sta vedendo." ('Internazionale', 2 marzo 2012)
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