Sadie

CANADA, ITALIA - 2016
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Sadie
Durante il tour promozionale del suo libro in Italia, la scrittrice in erba Sadie Glass incontra il suo ex amante
Alex, che la convince a seguirlo assieme a un'enigmatica ragazza di nome Francesca in una villa immersa
nella campagna piemontese. Qui Sadie dovrà affrontare i demoni del suo passato, restando coinvolta in un
surreale gioco di omicidi e tradimenti.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, FANTASY
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: NEIL DUNN, CRAIG GOODWILL, MIKE MACARI PER ATLANTIC SCREEN PRODUCTIONS, IN ASSOCIAZIONE CON ETV FILMS, FARGO FILMS, 9.99 FILMS

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Una scrittrice americana di ciarpame erotico, Sadie (Analeigh Tipton, scoperta in Crazy Stupid Love), durante un tour promozionale in Italia viene convinta da un suo ex a trascorrere alcuni giorni in compagnia di un’altra donna (Marta Gastini) in una lussuosa e appartata villa: tra violenza e sesso, droga e allucinazioni, desideri e sogni, Sadie dovrà fare i conti con se stessa, la sua vita e la sua, ehm, arte.

Sadie è l’opera seconda di Craig Goodwill, in anteprima mondiale al 34° Torino Film Fest: il perché di questo ius primae noctis sotto la Mole è presto detto, il film è mediocre e, ancor prima, la Film Commission Torino Piemonte l’ha sostenuto, fornendo una teoria di suggestive location, dal Castello Ducale d’Agliè al Museo Pietro Micca, dalla Reggia di Venaria Reale a Palazzo Madama e Palazzo di Città.

Nel cast Jakob Cedergren, Jan Bijvoet e Valentin Merlet, si tratta di un thriller erotico, con scene lesbiche d’ordinanza, calici pieni di rosso e pasticche, vestaglie e piedi nudi, tettine e ardori, che beneficia delle carine fattezze della Tipton, che brava non è, e di un po’ di pruderie esoterica à la Eyes Wide Shut, s’intende, dei poverissimi.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

- PRESENTATO AL 34. TORINO FILM FESTIVAL (2016) NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE/FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE'.

CRITICA

"'Sadie' è insinuante, un pochino vorrei essere 'Eyes Wide Shut'. Si capisce ad ogni inquadratura che Goodwill ha studiato Kubrick e Lynch fino allo sfinimento, ma la storia ha un suo perché (...) . La Tipton e la Gastini sono in parte (...)." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 22 novembre 2016)
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