S Is for Stanley - Trent'anni dietro al volante per Stanley Kubrick

ITALIA - 2015
3,5/5
S Is for Stanley - Trent'anni dietro al volante per Stanley Kubrick
La storia di Emilio D'Alessandro, autista personale di Stanley Kubrick. Una amicizia che ha attraversato trent'anni di vita, costruito meticolosamente quattro capolavori della storia del cinema e unito due persone, apparentemente opposte che hanno trovato lontano da casa il proprio compagno di viaggio ideale.
  • Durata: 58'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: HD VIDEO
  • Tratto da: libro "Stanley Kubrick e Me" di Filippo Ulivieri (ed. Il Saggiatore)
  • Produzione: INTI CARBONI, FEDERICA PANICCIA, ALEX INFASCELLI PER KINETHICA, LORENZO FOSCHI, DAVIDE LUCHETTI PER LOCK AND VALENTINE
  • Distribuzione: FELTRINELLI REAL CINEMA/WANTED (2016)
  • Data uscita 30 Maggio 2016

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
In origine fu un libro (Stanley Kubrick e Me di Filippo Ulivieri), oggi è un imperdibile documentario, S is For Stanley. Firmato Alex Infascelli (premiato con il David di Donatello), che qualche anno fa incontrò la moglie di Kubrick per un'intervista e sentì parlare per la prima volta di lui, di Emilio D'Alessandro. "Ho letto la sua storia - racconta Infascelli - e mi ha talmente folgorato da voler essere io ad imprimerla a futura memoria. E' stato un viaggio bellissimo, che mi ha avvicinato alla personalità incredibile di due uomini: uno del quale credevo di sapere tutto e in realtà non sapevo niente, un altro del quale non sapevo nulla e che mi ha lasciato a bocca aperta con la sua storia".

In poco meno di un'ora, Infascelli lascia "carta bianca" a Emilio, tornato da qualche anno nella natia Cassino, per raccontare la sua incredibile storia, iniziata ai primi anni '60. Emigrato in Inghilterra per evitare la leva, sposa Janette un paio d'anni dopo e trova lavoro come autista di taxi per una piccola società. Tempo dopo, era il 1970, Londra era sommersa dalla neve, ma bisognava trasportare un enorme pacco da una parte all'altra della città: era finito sul set di Arancia meccanica e la consegna era quella del grande fallo bianco che poi viene utilizzato nel film. Senza saperlo, fu quella la prima volta che Emilio lavorò per Kubrick. Che di lì a poco lo assunse come autista personale. Ma per i successivi 30 anni Emilio fu molto di più, diventanto il suo assistente più fidato e vicino, al punto che Kubrick fece installare in casa sua una linea telefonica privata dove poteva contattarlo solo lui.

"Ancora oggi, quando squilla il telefono, penso che possa essere lui...", dice un emozionato D'Alessandro dopo aver raccontato nel film i giorni della morte di Kubrick. Il quale, dopo averlo avuto al suo fianco durante la lavorazione di capolavori immortali come Barry Lyndon, Shining e Full Metal Jacket, regala ad Emilio anche la soddisfazione di apparire per un attimo in Eyes Wide Shut (è l'edicolante da cui si ferma Tom Cruise). "Penso che dopo aver visto questo documentario non guarderemo i film di Kubrick nello stesso modo", dice ancora Infascelli. E ha ragione, perché almeno dietro ai quattro ultimi film di Kubrick si nasconde un'amicizia durata trent'anni, capace di unire due persone apparentemente opposte che hanno trovato lontano da casa un compagno di viaggio irripetibile. Che ora rivive attraverso il racconto di aneddoti bellissimi.

NOTE

- PRESENTATO ALLA X EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2015) NELLA SEZIONE 'OMAGGI'.

- DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO.

- CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2016 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO.

CRITICA

"Girato con evidenti limiti di budget - non ci sono estratti dai suoi film - il documentario di Infascelli aiuta però a conoscere meglio (...) la vita professionale di Kubrick (...)." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 30 maggio 2016)

"Se fosse un film sarebbe un buddy movie, una di quelle commedie in cui due personaggi lontani anni luce finiscono per stringere una bellissima amicizia. Invece è un documentario ed è tutto vero, ma soprattutto è un curioso ritratto in cui il pittore è uno dei protagonisti mentre l'altro è il soggetto del ritratto, visto nella luce concessa solo a chi ha conosciuto qualcuno da molto vicino, e in una prospettiva inusuale. Proprio così: 'S Is for Stanley' è un magnifico ritratto di Stanley Kubrick, l'uomo e l'artista, tracciato dal massimo esperto al mondo del regista di 'Arancia meccanica'. (...) Questo curioso personaggio, che non è un eccentrico anzi è la semplicità in persona, si chiama Emilio D'Alessandro e al suo lungo rapporto di lavoro e di affetto con il grande regista ha già dedicato un trascinante librone scritto con Filippo Ulivieri per il Saggiatore. Il bel documentario di Alex Infascelli (David 2016) completa l'opera facendo di questo italiano dal volto antico, sbarcato in Inghilterra nel 1960 in cerca di fortuna, una specie di Sganarello finito tra le mani di Pigmalione, che riscrive l'eterna dialettica servo/padrone aggiungendovi un'umanissima e imprevista nota di tenerezza e di fragilità. (...) osserva, ricorda, accumula foto, bigliettini, oggetti di scena, insomma scrive dal vero un trattato di microstoria del cinema unico nel suo genere. Oltre che divertente. E toccante, come tutte le grandi storie di amicizia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 1 giugno 2016)

"A 80 anni e passa, Emilio ricostruisce l'infaticabile lavoro e l'affettuoso rapporto con Kubrick (...). Quasi zero insert di film, ma è una scelta per esaltare l'umanità del backstage che genera capolavori." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 4 giugno 2016)
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