Ruth & Alex - L'amore cerca casa

5 Flights Up

USA - 2014
2,5/5
Ruth & Alex - L'amore cerca casa
A causa dell'avanzare dell'età, Ruth, un'insegnante in pensione, e Alex, un artista afroamericano, decidono di mettere in vendita il loro appartamento di Brooklyn, a New York, dove hanno vissuto per quarant'anni. La loro decisione, però, coinciderà con una serie di eventi che getteranno la città nel caos e che, in un lungo fine settimana, gli faranno rivivere i ricordi degli anni passati nella loro casa...
  • Altri titoli:
    Five Flights Up
    Ruth & Alex
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, SXS PRO, ARRIRAW (2.8K)/(2K)/PRORES 4:4:4 (2K)
  • Tratto da: romanzo "Heroic Measures" di Jill Ciment
  • Produzione: CHARLIE PETERS, LORI MCCREARY, CURTIS BURCH, TRACY MERCER PER REVELATIONS ENTERTAINMENT, LATITUDE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: VIDEA (2015)
  • Data uscita 25 Giugno 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Da giovani Alex, pittore, e Ruth, insegnante, si sono innamorati, sposati e hanno comprato un piccolo appartamento a Brooklyn al quarto piano di un palazzo senza ascensore. Sono passati quaranta anni, i due sono ancora legati da grande affetto, il quartiere intorno è molto cambiato e, incoraggiati da notizie di mercato, incaricano l'agente immobiliare Lily, nipote di Ruth, di mettere in vendita la casa per capire meglio cosa se ne può ricavare. Da quel momento comincia per i due una vita diversa, fatta di visite, prezzi, valutazioni, conti, affari. Giornate che diventano difficili da gestire, aggravate dalla malattia del loro anziano cagnolino, e dalle notizie legate ad un episodio violento, forse opera di un terrorista…

Punto di partenza è il romanzo Heroic Meaures di Jill Ciment. Va notato che i personaggi di Ruth e Alex (descritti nel romanzo come una coppia di ebrei anziani che vivono nel Lower East Side di Manhattan) si basano sull'autrice stessa Jill Ciment e su suo marito, il noto pittore Arnold Mesches. Alla bella realtà del loro lungo matrimonio si affianca una colorita e gustosa descrizione del momento in cui, dopo l'11 settembre, ci fu davvero la corsa a comprare immobili in quella zona, approfittando del calo del mercato. Ci sono cronaca e storia dunque nel romanzo, che, però, faticano a passare nelle pieghe del copione. Dove l'interrogativo sul perché la coppia decida di vendere una casa cui sono così legati resta sospeso fino alla conclusione che riporta tutto all'inizio.

Dotati di grande saggezza, innamorati, amanti della cultura, degli animali e di una politica aperta, Ruth e Alex hanno tutto per essere la coppia ideale, composta, tra l'altro, da un lui di colore e da una lei bianca ("ci siamo sposati quando questo era ancora proibito in 30 stati americani"), legati a ricordi e memoria senza esserne schiavi. In coda  però ad ogni accenno di lite  cancellato da un bacio dolcissimo, un qualcosa di 'telefonato' appare e toglie grinta e incisività alla rappresentazione. Tutto resta impeccabile, pulito, inattaccabile come la recitazione di Morgan Freeman (Alex) e di Diane Keaton (Ruth), due autentici Premi Oscar.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE MORGAN FREEMAN.

CRITICA

"Una commedia immobiliare dove il regista Richard Loncraine fa il verso a Woody Allen non solo perché usa una delle sue muse, Diane Keaton ma anche perché glossa la geografia di New York raccontando di due coniugi che vogliono cambiar casa dopo 40 anni. (...) la sit com ce lo racconta con piacevole prevedibilità e le smorfie ordinate alla Keaton e a Freeman, arrivano a destinazione sentimentale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 giugno 2015)

"Ispirato al romanzo 'Heroic Measures' di Jill Ciment e diretto dal britannico Loncraine (quello del 'Riccardo III' con McKellen,1995) trova la sua principale forza nel riunire per la prima volta i due premi Oscar (e mostri sacri) Diane Keaton e Morgan Freeman. Lo 'sposalizio' recitativo brilla di luce propria e vale tutto il film." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 25 giugno 2015)

"Tratto dal romanzo della canadese Jill Ciment (...) non è certo un gran film; ma Richard Loncraine lo dirige con grazia e gli interpreti conferiscono ai due protagonisti un'accattivante dimensione umana. Alle soglie dei settanta - con le sue rughe tranquillamente esibite, la sua eleganza casualmente chic, il suo anticonformismo - Diane Keaton, che mai è convolata a nozze, è diventata nella finzione cinematografica ideale moglie della terza età: sempre intonata che si trovi alle prese con Jack Nicholson o Robert De Niro o Michael Douglas, qui lavora per la prima volta in coppia con l'autorevole Morgan Freeman che impersona con la consueta credibilità il marito pittore, uomo integro e artista alieno alle logiche del mercato. (...) Nel romanzo si cita spesso Cechov, di cui Ruth è appassionata estimatrice; e, guardando a quel modello, nel film spira un'aria di minimalismo quotidiano in bilico fra malinconia e ironia, dove nulla accade e sono le sfumature e i moti dell'anima a determinare le svolte esistenziali." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 25 giugno 2015)

"Riscritto da Charlie Peters ('Blame It on Rio', 'Saluti dal caro destino') sulla base di un romanzo di Jill Ciment, poi realizzato come regista da Richard Loncraine ('Flame', 'Rapina al computer', 'Riccardo III', 'Wimbledon'). A tratti fa riflettere sulla vecchiaia (...). Grazie ad alcuni flashback ci informa dei problemi di Ruth al momento di sposare Alex perché afroamericano, in altri, mostrando un Alex giovanissimo, con la scapigliatura tipica dei neri, per raccontarci l'inizio della storia dei due (lei modella, lui pittore). Però servono poco a snellire una storia che ad ogni passo si impiglia tra quelle continue case da vendere e da comprare, al massimo suscitandovi in mezzo una galleria colorata di tipi strani che dovrebbe interessare o comunque far sorridere. Il vero merito del film perciò consiste nella interpretazione di Morgan Freeman e di Diane Keaton nei panni della coppia. Uno silenzioso, pacato, pronto a riflettere anche sulla propria vecchiaia, l'altra con il solo difetto che il suo personaggio altrettanto anziano ricorda sempre quello di 'Io e Annie' interpretato nel '77 per Woody Allen." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 25 giugno 2015)

"(...) il film diretto da Richard Loncraine è un frenetico giro su 'montagne russe emotive' tra isterici agenti immobiliari, odiosi acquirenti, frustranti visite, sfiancanti trattative. (...) Ormai le romantiche commedie d'amore che hanno per protagonisti gli anziani costituiscono quasi un sottogenere, per quanto rischioso e temuto, a Hollywood. Questa volta la coppia, interrazziale, è costituita da due premi Oscar per la prima volta insieme, Diane Keaton e Morgan Freeman, a proprio agio come a casa loro, capaci di dare vita a perfette e tenere schermaglie nel bel mezzo della baraonda destinata a frullarli per tre giorni. Sullo sfondo l'amarezza per un mondo impazzito e la dolcezza che riporta alla memoria con brevi flashback ambientati nei primi anni Settanta, i momenti della giovinezza vissuti insieme." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 26 giugno 2015)

"Quante smorfiette accattivanti, quante apoteosi (tardo) coniugali, quanti sarcasmi nei confronti dei giorni nostri così volgari: 'Ruth & Alex' è un film che ce la mette tutta per allisciare il pelo al pubblico estenuato dalle promesse non mantenute del cinema d'essai. (...) Peccato che l'esile commedia passatista covi la sproporzionata ambizione di convocare sullo schermo tutti i temi a portata di cinepresa, dalla nostalgia canaglia alla cagnolina ammalata, dai paradossi del mercato immobiliare alla «fobia» dei terroristi a ogni angolo di strada. La Keaton e Freeman costituiscono l'unico valore di un film non spiacevole che ha lo stesso peso filmico di un appuntamento tra amici per una partita di burraco." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 luglio 2015)

"Con tanti film dai protagonisti vecchi o vecchissimi - è la nuova frontiera dello star system - eccone uno che non fa della terza età un'isola, ma la mette in rapporto col resto del mondo. Il soggetto è così universale e ricco di spunti che se ne possono immaginare versioni diverse in ogni metropoli del globo, a partire da Roma naturalmente. Ma qui siamo a New York, anzi a Brooklyn. I protagonisti sono il pittore fuori moda Morgan Freeman (sempre meraviglioso) e la sua ex-modella e compagna da quarant'anni Diane Keaton (a tratti leziosa). Così all'orgoglio generazionale si somma quello della coppia interrazziale, fiera del proprio passato e delle difficoltà superate (curiosità: nel romanzo originario di Jill Ciment, Newton Compton, i protagonisti sono ebrei, la svolta interrazziale è nata dal casting e dalla versione americana del manuale Cencelli, attenta a tutte le minoranze). Ma l'inglese Loncraine, già regista vent'anni fa di un memorabile 'Riccardo III' paranazi con Ian McKellen, ha la mano lieve e il tema razziale resta sottotraccia. L'uguaglianza è ormai un dato acquisito, almeno a New York. Quelle che non sono affatto sparite, al contrario, sono le differenze di cultura e mentalità, che saranno decisive - non anticipiamo troppo - nelle scelte finali della coppia. Ed è qui che il film si fa interessante, malgrado l'insistenza della voce narrante e i flashback a tratti melensi (con le immancabili sottolineature di trucco e costumi a scandire le epoche, vedi il periodo James Brown del futuro Freeman). (...) Esaltato da un paio di trovate felici, come l'incontrare sempre uno stesso nucleo di persone casa per casa. O quel ponte bloccato da un camion guidato da un potenziale terrorista, che favorendo un allarme alimentato dai media fa anche cadere maschere e ipocrisie. Aggiungendo a questa commedia di pura confezione un guizzo che fa la differenza (anche se i quadri di Freeman sono davvero troppo brutti perché si prenda sul serio la sua pittura 'impegnata')." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 luglio 2015)
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