Run All Night - Una notte per sopravvivere

Run All Night

USA - 2015
2,5/5
Run All Night - Una notte per sopravvivere
Jimmy Conlon è un killer professionista, un tempo conosciuto come Il Becchino e amico fedele del boss mafioso Shawn Maguire, che vive ossessionato dai crimini commessi in passato e dal Detective Harding, un ispettore di polizia che da trent'anni instancabilmente gli dà la caccia. Quando suo figlio Mike, che non vede da anni, assistendo a un omicidio entra nel mirino del boss, Jimmy, nel giro di una notte, sarà costretto a una difficile scelta.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX 435 ES/PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2, (2K)/PANAVISION, D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: VERTIGO ENTERTAINMENT, ENERGY ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 30 Aprile 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Jimmy Conlon, gangster e cecchino a Brooklyn, ha vissuto giorni migliori. Amico di vecchia data del boss Shawn Maguire, a 55 anni è tormentato dagli errori commessi in passato, mentre il detective Harding lo bracca in continuazione. Alcune sfortunate circostanze portano all'inopinata uccisione violenta del figlio di Shawn. Il quale promette immediata vendetta e ordina ai suoi gangster di seguire e d eliminate Mike, il figlio che Jimmy non vede da anni. Conlon ha una notte per decidere di dichiararsi colpevole dell'omicidio e così salvare Mike e la sua famiglia.
Nato a Barcellona nel 1974, Collet Serra si è trasferito a Los Angeles all'inizio degli anni '90 e si è affermato con video musicali e pubblicità. Nel 2011 dirige per la prima volta Liam Neeson in Unknown - Senza identità e nel 2014 sono ancora insieme con Non stop. Questo di ora è dunque il terzo incontro, basato su un copione di taglio decisamente tradizionale. C'è il rapporto incrinato tra due uomini maturi che sono come fratelli, e quello di un padre che vuole ricostruire il legame interrotto con il figlio, cercando di farsi perdonare le colpe del passato.
Le convenzioni del 'genere' gangster/azione/dramma familiare sono rispettate senza risparmio, con un buon dosaggio dei picchi decisivi sotto il profilo sentimentale-affettivo. I due amici fraterni, i due figli, la voglia di mettere fine alla catena dei delitti in modo quasi shakespeariano, i bambini impauriti che 'devono' restare estranei: Collet Serra fa muovere questa materia magmatica all'interno di una New York notturna, livida di luci e di violenza, sempre vigorosa e minacciosa.
Il regista muove con dovizia carrelli e campi lunghi, con un compiacimento che appare forse eccessivo. La tensione comunque resta aperta, e, se non scattano particolari novità, il racconto si fa tuttavia seguire nel segno di un'azione incalzante e adrenalinica.
Neeson indossa dall'inizio alla fine la maschera dolente e contrita di Conlon, giusta eppure non priva di qualche maniera. Meglio di lui Ed Harris, uno Shawn scavato nel rancore e nel dolore.

CRITICA

"Attore per Spielberg, Scorsese e Allen, dal 2008 Liam Neeson ha deciso di raccogliere l'eredità di Charles Bronson interpretando film-fotocopia sempre nella stessa parte: quella dell'uomo con un passato, giunto a un punto di non ritorno e in cerca di riscatto. (...) Niente di nuovo nel soggetto, niente di nuovo nel modo di metterlo in scena: che, tuttavia, risulta abbastanza efficace. Un'antologia di bang-bang e inseguimenti, per chi ama sempre le stesse storie." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 30 aprile 2015)

"Se in pochi s'interessano alle teorie sul concetto di tempo cinematografico, il congegno narrativo riassumibile nella dicitura «tutto in una notte» gode invece di un'ottima tradizione presso lo sterminato popolo del thriller. Ed è proprio quello a cui ricorre lo spagnolo Collet-Serra, tanto sicuro di sé da ottenere per il miglior esito di 'Run All Night' un cast di autentici dominatori della sequenza: Liam Neeson, ormai definitivamente traslocato dal salotto del cinema impegnato all'arena dell'azione dura e impura, nonché giunto alla terza collaborazione con il regista straniero opzionato da Hollywood; Ed Harris, scavato e febbrile, boss più minaccioso di quelli immortalati dai fotografi di cronaca nera; Vincent D'Onofrio, detective che giammai molla la presa; lo scolpito svedese Joel Kinnaman, non a caso già protagonista del remake di 'RoboCop'; Nick Nolte, per il curioso cammeo del fratello del protagonista invecchiato, ingrassato e barbuto come un novello Falstaff. Più il bonus di New York, che ogni volta daresti per decotta nel ruolo di sfondo e ogni volta ti fa credere che in nessun'altra parte del mondo si sarebbe potuta svolgere anche questa storia. Le ore disperate dell'ex killer Conlon (...) non rappresentano ovviamente una novità (a parte gli effetti modello Google Maps delle vertiginose variazioni dei punti di vista sulla carta topografica); eppure, oltre al ritmo particolarmente veemente comprensivo d'incontri, scontri e agguati girati e recitati, alla faccia dei maniaci degli effetti speciali, come il buon vecchio artigianato popolare comanda, esse garantiscono sia la salda tenuta dell'impianto che una certa credibilità psicologica (in prodotti analoghi qualità attualmente date spesso per sconosciute o disperse). Peccato che proprio sul più bello, quando cioè s'avvicina a colpi di montaggio sempre più frenetico lo showdown finale, ispirato chiaramente ai sempreverdi americani del noir e del western, le smargiassate sanguinarie attribuite come per obbligo sindacale al taurino divo irlandese stancano lo spettatore e appesantiscono la forza sia pure evasiva dell'ordito romanzesco. Detto questo va anche aggiunto che la nient'affatto scontata scommessa registica di trovare la giusta alchimia tra le squassanti scariche d'adrenalina e il superomismo pulp peculiari dello stile postmoderno e la violenza compressa, psicotica e ambigua di quello in auge nei thriller anni Settanta potrà considerarsi al riaccendersi delle luci all'ottanta per cento vinta." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 30 aprile 2015)

"E' nato in Catalogna il quarantenne Jaume Collet-Serra, ma il suo è un cinema di ispirazione hollywoodiana: vedi questo thriller cupo dove si annidano melodramma familiare e riflessioni morali. (...) Ben sceneggiato da Brian Inglesby, il film si snoda senza mai perdere di tensione come una frenetica corsa contro il tempo nei meandri di una New York efficacemente reinventata fra Bronx, Brooklyn e Queens. Il cast è ottimo, Harris superlativo e Neeson - eroe insieme spietato e umano, freddo e dolente - si conferma interprete carismatico e insostituibile." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 30 aprile 2015)

"Regia tamarra ma non troppo del catalano-hollywoodiano Jaume Collet-Serra, 'Run All Night' è un action-thriller senza infamia né lode: gli attori sono bravi, ovvero visibilmente sprecati (il passo a due di Neeson e Harris meriterebbe ben altra residenza), la sceneggiatura è da lab di scrittura per principianti, il montaggio che collega con carrellate digitali i quartieri di NY fastidioso assai. Ma non tutto è da buttare: anche gli assassini tengono famiglia, e pure un cuore, ci dice Mr. Neeson." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 30 aprile 2015)

"Thrillerone di paternità, amicizia e autodistruzione, è scritto per combinare l'azione criminale metropolitana noir (pioggia e notte) a emozioni viscerali dei legami di famiglia (le colpe dei padri che ricadono sui figli), ed è girato per la fotogenia afflitta dell'eroe di 'Schlinder's List'. Con lo stesso regista il sempre più 'cane bastonato' Neeson ha girato 'Unknown' e 'Non stop'. Sintonia tra loro, ma tutto già visto." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 30 aprile 2015)

"Piacerà ai fan del cinema d'azione che inopinatamente hanno da otto anni (cioè da 'Io vi troverò') eletto Neeson a loro idolo. 'Run All Night' è probabilmente il migliore degli action movies di Liam. Anche perché butta sul tavolo un'ulteriore carta vincente (Ed Harris come amico-nemico)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 30 aprile 2015)

"Non ci si annoia in questo frenetico poliziesco, certo avvincente nelle assordanti scene d'azione. Purché ci si tappi le orecchie quando il frastuono lascia spazio ai ridicoli dialoghi (...). A sessantadue anni Neeson mena e, tanto per gradire, strangola, come un ventenne." (Maurizio Bertarelli, 'Il Giornale', 30 aprile 2015)

"E' un film d'azione ricco di spessore umano quello diretto dal catalano-hollywoodiano Collet-Serra (...). Sia perché la sceneggiatura è brillante (...), sia perché Neeson-Harris-Kinnaman formano un trio delle meraviglie. Due veterani e un giovane di grande talento." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 7 maggio 2015)

"Ci sarebbero abbastanza stereotipi per affogare un film, eppure Jaume Collet-Serra riesce a tenere il thriller «Run All Night - Una notte per sopravvivere» su livelli discreti. Merito di un bel cast, con Liam Neeson su tutti nel ruolo del protagonista, di una regia che ha ritmo e regala alcune situazioni avvincenti e della sceneggiatura di Brad Ingelsby («Il fuoco della vendetta») che, nonostante alcune soluzioni poco verosimili e alcuni meccanismi narrativi prevedibili, offre spunti non banali. L'amicizia di lunga durata tra due uomini adulti e il senso di protezione verso i figli sono gli elementi cardine. (...) Come dice il titolo, è un adrenalinico «tutto in una notte», quella di Natale, in una New York di metà anni '90 senza telefoni cellulari. Belle alcune sequenze: il pestaggio e la fuga in metropolitana, o il dileguarsi dentro il Madison Square Garden mentre il pubblico sta uscendo, o nell'immenso palazzo che diventa un labirinto." (Nicola Falcinella, 'L'Eco di Bergamo', 7 maggio 2015)
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