Rossini! Rossini!

ITALIA - 1990
Rossini! Rossini!
Nel 1797 durante la campagna d'Italia, le truppe francesi raggiungono Pesaro: qui il banditore pubblico, Giuseppe Rossini, detto Vivazza, annuncia con entusiasmo la liberazione della città, mentre suo figlio. il piccolo Gioacchino, suonando la grancassa, riceve dal generale francese una moneta d'oro, il suo primo compenso di musicista. E' Rossini, ormai anziano, che ricorda agli ospiti questo aneddoto lontano, nella sua villa di Passy, presso Parigi, dove vive con la seconda moglie, Olimpia PellIssier. Egli racconta poi tutta la sua vita. Il primo successo del giovanissimo compositore è "La cambiale di matrimonio", a Venezia, dove egli incontra la celebre cantante Maria Marcolini, con la quale allaccia un rapporto sia amoroso che professionale. Dopo il trionfo alla Scala con "La pietra di paragone" Rossini riceve dall'abilissimo impresario Domenico Barbaja un'offerta di contratto per il San Carlo di Napoli, dove Barbaja ha già la sua grande primadonna, Isabella Colbran. Gioacchino, che vuole mantenere i suoi impegni con Maria e con altri teatri, lascia passare tre anni prima di raggiungere Napoli, mentre la Marcolini trionfa a Venezia nel "Tancredi". Il giovane autore va ad abitare a Napoli in casa dell'impresario, dove vive anche la Colbran, della quale si innamora follemente, prima di sapere che è la compagna di Barbaja. Per evitare di tradire l'amico, Rossini raggiunge Roma, dove avviene la burrascosissima prima del "Barbiere di Siviglia", trasformatasi subito in colossale trionfo. Gioacchino torna a Napoli, dove finalmente lui ed Isabella si dichiarano il loro amore, e, durante un viaggio, poco dopo si sposano, ottenendo anche il perdono di Barbaja. Ma l'accordo con Isabella, autoritaria e spendacciona, dura poco, e presto la donna, che ha perduto la voce, va a vivere a Bologna col padre del marito. L'ultimo grande trionfo teatrale di Rossini è il "Guglielmo Tell", dopo il quale non scrive più opere. A soli trentasei anni diventa allora un ipocondriaco afflitto da mille malattie. Conosciuta la cortigiana Olimpia Pellissier, nota amica e ispiratrice di illustri artisti, e assai più giovane di lui, si lega a lei con un'affettuosa amicizia, e, dopo la morte di Isabella, la sposa. Olimpia è per Rossini una paziente infermiera, e un'ottima padrona di casa verso i suoi molti ospiti. Una sera Rossini non vuol unirsi agli invitati, e ascolta da una stanza appartata un brano del "BarbIere di Siviglia": ricordandone la famosa prima, egli spira, sorridendo serenamente.
  • Durata: 151'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: CARTHAGO FILMS, ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO, RAIUNO, TAURUS FILM
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO (1991)

NOTE

- ROBERT ALTMAN ERA STATO CHIAMATO ALLA REGIA MA IL PROGETTO SUBI' MOLTE TRAVERSIE.

- DAVID DI DONATELLO 1992 PER I COSTUMI.

CRITICA

"Ci sono tre cose belle in "Rossini! Rossini!" di Mario Monicelli. Una è il racconto del fiasco de "Il barbiere di Siviglia", un'altra è la fine, e la terza cosa bella è Giorgio Gaber, sorprendente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')

"Philippe Noiret, Sergio Castellitto e Giorgio Gaber sono molto bravi, uguagliati e forse superati dalle splendide interpreti femminili Jacqueline Bisset, Sabime Azéma e Assumpta Serna." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale')

"Il film, che narra la vita di Gioacchino Rossini, non trova rappresentato con la incisività necessaria il grande personaggio del protagonista. Infatti, non risulta convincente né la parte che riguarda la giovinezza dell'artista, con i suoi trionfi di compositore e le sue vicende amorose con celebri cantanti, né viene approfondito il dramma della maturità e della vecchiaia precoce di Rossini (ritiratosi a trentasei anni dal teatro), genio sopravvissuto a se stesso, e ridotto a vivere, amorosamente assistito dalla moglie, fra una quantità di malattie vere ed immaginarie, mentre si sente troppo lontano dalla musica moderna. Cosicché lo spettacolo, pur dignitoso e molto curato nelle scenografie e nell'ambientazione, risulta piatto, dispersivo, e a volte piuttosto noioso. Neppure l'interpretazione è soddisfacente: Noiret appare sprecato e superficiale, mentre Castellitto è del tutto inadeguato a reggere il suo ruolo." ('Segnalazioni cinematografiche', vol.12, 1991)
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