Romeo & Juliet

ITALIA, USA, GRAN BRETAGNA - 2013
2,5/5
Romeo & Juliet
La città di Verona è divisa in due irriducibili fazioni a causa dell'imperante rivalità tra le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti. Tuttavia, questo non basta a fermare l'amore tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi che, pur di superare le eventuali difficoltà opposte al matrimonio dai loro familiari, troveranno una drastica soluzione dal drammatico epilogo.
  • Altri titoli:
    Romeo e Giulietta
    Romeo and Juliet
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA STUDIO, ARRIRAW (2.8K)/(2K), 35 MM/D-CINEMA (1: 2.35)
  • Tratto da: tragedia omonima di William Shakespeare
  • Produzione: AMBER ENTERTAINMENT UK, SWAROVSKY ENTERTAINMENT, ECHO LAKE ENTERTAINMENT, INDIANA PRODUCTION ITALIA, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: GOOD FILMS
  • Data uscita 12 Febbraio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
E' un Romeo & Juliet che non ammette cinismo quello di Carlo Carlei. Per carità, nessuno vuol trasformare la liason più celebre nel nostro mondo occidentale in qualcosa di diverso da una grande storia d'amore. Eppure il cinema dimostra come si possano sempre intraprendere vie nuove - vedi la geniale versione "gangsta" realizzata da Baz Luhrmann 17 anni fa - senza peccare per forza di lesa maestà.
Invece il Romeo & Juliet di Carlei (più noto come regista del televisivo Padre Pio che per i lavori su grande schermo) sceglie di non essere: né filologico (diverse le libertà che si prende lo script di Julian Fellowes) né sorprendente. E' una versione ad uso e consumo delle nuove generazioni, una sorta di fantasy in costume, con il sospetto che, se si fosse potuto, avrebbero persino messo i canini da vampiro ai due giovani protagonisti. Douglas Booth (Romeo) ed Hailee Steinfeld sono belli come il sole e illuminati come in uno spot Dior. Ripetono veloci le loro battute, senza aggiungere intensità. A rubare la scena sono i veterani come Damian Lewis (nel ruolo di un iracondo Lord Capuleti) e Paul Giamatti (in quello di frate Lorenzo), due che dimostrano di amare Shakespeare più di ogni altro lì in mezzo. Completamente sacrificati dalla sceneggiatura i signori Montecchi, con Laura Morante (la signora Montecchi) che si becca appena due pose.
Le scene clou - il balcone, il duello, l'avvelenamento, la pugnalata - ci sono tutte e godono di smisurata enfasi. Le dimore dei rispettivi clan non sono mai state tanto sfarzose, i costumi più luccicanti (realizzato da Carlo Piggioli con la supervisione di Milena Canonero). Il piano e gli archi di Abel Korzeniowski si danno un gran da fare per tutto il film, ricamando armoniosi fraseggi a ogni battito di ciglia, delicate melodie sui primi piani, esplosioni a cascata nelle scene madri. Molto rumore per nulla verrebbe da dire, se il frastuono non aggiungesse un'ulteriore nota kitsch a questo gigantesco effetto flou che è diventata la tragedia del bardo.
Romeo & Juliet di Carlei sacrifica il cuore sull'altare del mostruoso romanticismo di oggi. Con i tempi che corrono è già tanto se non ne faranno una saga.

NOTE

- CO-PRODUTTRICE: MILENA CANONERO.

CRITICA

"Le versioni della vicenda degli amanti di Verona non si contano (...) dalle più tradizionali (Zeffirelli) , alle più rielaborate e, per alcuni, trasgressive (Luhrmann ). Ora, non pare sia stata una buona idea quella di far modificare, dal pur bravo sceneggiatore Julian Fellowes ('Downton Abbey'), il testo tagliandone parti e semplificando-ammodernando quanto scritto dal Bardo. È probabile che la maggioranza degli spettatori abbia visto la storia più volte e l'adattamento di Carlo Carlei rischia di diventare solo uno di più in un lungo elenco. Il regista italiano (...) dirige un film bello per location e costumi, ma un po' esangue, povero di energia; anche nelle interpretazioni dei giovanissimi Douglas Booth e Hailee Steinfeld (...). Fa eccezione Paul Giamatti (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica' 12 febbraio 2015)

"Piacerà a chi ha l'età dei protagonisti. Che poi è il vero pubblico pagante. Carlei ha tirato manifestamente agli spettatori under 21 e questa è l'unica ragione possibile per un remake della vicenda che in passato tentò mitici directors (Cukor, Zeffirelli, Castellani). Tra le evidenti ruffianate: i ritratti degli 'adulti'. Dispotici o imbecilli. O tutt'e due." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 febbraio 2015)

"Che strazio. Va bene l'idea di avvicinare il pubblico giovanile a Shakespeare, mantenendo una certa fedeltà al famoso testo, ma non c'era nessuno meglio di questi due cui affidare il ruolo principale dei tragici amanti? (...) Impegnati entrambi, per tutto il film, in una gara a chi recita peggio. Vince lei, per distacco." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 12 febbraio 2015)
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