Romeo e Giulietta

ROMEO AND JULIET

ITALIA, GRAN BRETAGNA - 1968
Romeo e Giulietta
A Verona le due famiglie dei Montecchi e dei Capuleti, in continua discordia fra di loro, hanno diviso la città in due irriducibili fazioni. La figlia di Capuleti, Giulietta, s'innamora del figlio di Montecchi, Romeo. Non sapendo come superare le difficoltà che ovviamente i loro genitori opporrebbero al matrimonio, i due giovani si sposano in segreto ma Romeo, in seguito a un duello durante il quale uccide involontariamente il cugino di Giulietta, viene bandito da Verona. Frattanto i Capuleti vogliono dare marito a Giulietta. Per risolvere la situazione, il frate che celebrò il matrimonio segreto consiglia Giulietta di bere una pozione dall'effetto di morte apparente, poi penserà lui ad avvertire Romeo. Ma questi, poiché il frate non è riuscito a parlargli, venuto a conoscenza della morte di Giulietta corre al suo sepolcro, dove la compostezza, la serenità, la verginale bellezza della diletta sposa lo colpiscono intensamente. In questo momento di estremo sconforto, mentre il suo cuore ribolle d'amore sincero, si dà la morte. Quando Giulietta si ridesta, trova il cadavere del suo Romeo e, disperata, si uccide a sua volta. Infine le due nobili famiglie abbandonano le armi di fronte ai due cadaveri, riunendo il loro amore nel comune dolore.
  • Durata: 132'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: OMONIMO LAVORO TEATRALE DI WILLIAM SHAKESPEARE
  • Produzione: VERONA PROD., DINO DE LAURENTIIS CIN.CA (ROMA), B.H.E., F. ZEFFIRELLI PROD. (LONDRA)
  • Distribuzione: PARAMOUNT - CIC VIDEO
  • Riedizione 1978

NOTE

- OSCAR PER LA FOTOGRAFIA A PASQUALINO DE SANTIS, PER I COSTUMI A DANILO DONATI - NOMINATION A FRANCO ZEFFIRELLI PER LA REGIA E PER MIGLIOR FILM.
- BRITISH FILM ACADEMY AWARD A DANILO DONATI PER I COSTUMI.
- NASTRO D'ARGENTO PER MIGLIOR FILM, REGIA, FOTOGRAFIA, MUSICA, SCENOGRAFIA E COSTUMI.
- DAVID DI DONATELLO 1969 PER MIGLIORE REGIA, TARGA D'ORO A OLIVIA HUSSEY E LAURENCE WHITIN.

CRITICA

"La più celebre storia d'amore di tutti i tempi trova in Zeffirelli un traduttore raffinato e fedelissimo al testo di Shakespeare, a partire dall'età dei protagonisti, quattordici anni lei, diciassette lui. Un melodramma agile, movimentato, brillante, e commovente solo quando strettamente necessario, arricchito da scenografie e costumi (Oscar con la fotografia) strepitosi. Bravini e soprattutto belli, come richiesto, i due ragazzini." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 febbraio 2001)
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