Roma città aperta

ITALIA - 1945
Durante i nove mesi dell'occupazione nazista di Roma, la polizia tedesca è sulle tracce dell'ingegner Manfredi che è a capo di una branca della Resistenza. L'uomo, sfuggito in tempo alla perquisizione nel suo appartamento, trova rifugio a casa di don Pietro, un parroco di periferia attivo nella lotta contro l'oppressore. In seguito alla delazione di un'attricetta che ha avuto una relazione con Manfredi, l'ingegnere e il parroco vengono arrestati. Sottoposti a torture per costringerli a rivelare i nomi dei loro compagni, i due resistono eroicamente e, mentre il giovane perde la vita sotto tortura, il prete, contro il quale si sfoga inutilmente l'ira bestiale dei poliziotti, viene condannato alla fucilazione.

CAST

NOTE

- PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1946.

- NASTRO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE (ANNA MAGNANI) E IL MIGLIOR FILM.

- NOMINATION AGLI OSCAR PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

- È CONSIDERATO IL FILM CAPOLAVORO E SIMBOLO DEL NEOREALISMO. LA SCENA DELLA MORTE DI PINA (ANNA MAGNANI) FUCILATA MENTRE CORRE DIETRO AL CAMION DEI TEDESCHI CHE STA PORTANDO VIA IL SUO UOMO È ENTRATA A PIENO TITOLO NELLA STORIA DEL CINEMA.

- RESTAURATO NEL 2013 DA: FONDAZIONE CINETECA DI BOLOGNA, CSC - CINETECA NAZIONALE, COPRODUCTION OFFICE E ISTITUTO LUCE CINECITTÀ AL LABORATORIO L'IMMAGINE RITROVATA.

CRITICA

"Un prete e un comunista lottano per la stessa causa. Dietro di loro si muove un quartiere popolare di Roma, coi suoi casoni squallidi, I cortili in cui la storia di ognuno è la storia di tutti e dove la sofferenza e le speranze sono comuni. La forza di 'Roma città aperta' è in questa molteplicità di elementi umani coagulati da un'unità superiore." (Carlo Lizzani, "Il Cinema Italiano", Parenti, 1961)
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