Robin Hood principe dei ladri

Robin Hood: Prince of Thieves

USA - 1991
Robin Hood principe dei ladri
Ritornato in Gran Bretagna con il nero saraceno Azeem, dopo una rocambolesca fuga dalla prigione nella quale era stato rinchiuso a seguito della sua cattura avvenuta durante una sfortunata crociata contro gli infedeli, il nobile Robin di Locksley scopre che il Paese, in assenza di re Riccardo, è costretto a subire le angherie dei Normanni, tra i quali si distingue per ferocia il perfido e superstizioso sceriffo di Nottingham. Disperato per la morte del padre assassinato da questi, Robin, dopo aver incontrato Lady Marian, cugina del re e sua amica d'infanzia, per manifestarle la sua intenzione di difendere gli oppressi, trasferitosi nella foresta di Sherwood e assunto il nome di Robin Hood, addestra alla guerriglia una comunità di derelitti per combattere i Normanni con l'aiuto di Azeem, del sagace Will Scarlett e del rude Little John. Eliminati i ribaldi con astuzia e temerità, Robin impedisce lo stupro di Marian da parte dello sceriffo di Nottingham, che intendeva sposare la giovane per assicurarsi i favori del re, uccidendolo in un duello mentre Azeem elimina la perfida Mortianna, strega consigliera del malvagio. Liberato il paese e alla presenza del redivivo re Riccardo finalmente Robin può sposare l'amata lady Marian.
  • Durata: 143'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: JOHN WATSON, PEN DENSHAM E RICHARD B. LEWIS PER MORGAN CREEK PRODUCTION, WARNER BROS.
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI INTERNATIONAL - VIVIVIDEO, DE AGOSTINI, PANARECORD

CRITICA

"Costato 50 milioni di dollari, diretto da Kervin Reynold e interpretato da Kevin Koster, il film è stato accolto piuttosto male." (Giuseppe Ballaris, 'La Stampa')

"Divertente, romantica e spettacolare riedizione delle avventure del leggendario arciere di Sherwood. Kevin Reynolds privilegia i colori cupi e le musiche chiassose ma non dimentica l'ironia, mentre l'altro Kevin, Costner, trafigge con le frecce i cattivi e con lo sguardo ammaliatore le spettatrici d'ogni età. Il compassato Sean Connery appare di sfuggita nella scena conclusiva, giusto per intascare una paccata di miliardi". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 8 ottobre 2000)
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