Rize - Alzati e balla

Rize

USA, GRAN BRETAGNA - 2005
Rize - Alzati e balla
A South Central, il più pericoloso ghetto nero di Los Angeles, il problema principale è quello di tenersi fuori dai guai. Nel 1992 Tommy the Clown inventa un metodo innovativo per animare le feste dei bambini, basato sul ballo hip hop, volto a farli divertire, ma anche a diventare un importante punto di riferimento per attrarre i ragazzi e tenerli al di fuori dell'ambiente delle gang giovanili. Nasce così il Krump, che diventa pian piano popolare. Una danza a metà tra hip hop e i balli tribali, che porta i ballerini a dimenticare tutto ciò che li circonda e a lasciarsi andare alle pulsioni più incontrollate. La guerra tra bande diventa così una sfida tra ballerini, che si muovono a velocità vertiginose e sprigionano tutta la loro energia.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, DIGITAL VIDEO
  • Produzione: LIONZ DEN, HSI PRODUCTIONS, DARKFIBRE ENTERTAINMENT LTD., GOT FILMS, DAVID LACHAPELLE STUDIOS
  • Distribuzione: OFFICINE UBU
  • Data uscita 5 Ottobre 2006

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
A South Central, quartiere di Los Angeles passato alla ribalta delle cronache almeno in due grandi occasioni (le rivolte del popolo nero nel 1965 e, più recente, nel 1992 all'indomani dell'uccisione di Rodney King), i ragazzini hanno davvero poca scelta: o diventano membri di qualche gang o diventano ballerini. Ed è proprio su questi ultimi che il noto fotografo David LaChapelle - scoperto giovanissimo niente meno che da Andy Warhol - ha deciso di girare il suo primo documentario di lungometraggio, Rize, travolgente e ipercinetica "istantanea" ("Le immagini in questo film non sono state accelerate", recita un quanto mai esaustivo cartello introduttivo) su un fenomeno che da qualche anno caratterizza i ghetti della città degli angeli, e non solo: il "krump". Forma di ballo che non nasce da ballerini professionisti, ma vera e propria estensione della personalità e della sensibilità di chi la interpreta, il krump prende le mosse dalla commistione di sonorità hip-hop e tradizionali danze tribali, vedendo "ufficialmente" la luce grazie all'impegno di un personaggio che lo stesso LaChapelle considera uno dei più importanti "eroi" dell'era contemporanea, quel Tommy the Clown che da qualcosa come quindici anni va in giro per le strade dei ghetti a reclutare nuovi ballerini, concedendo loro una possibilità in più rispetto a quel destino di delinquenza che li attende. Rize racconta la genesi e gli sviluppi di questa nuova forma d'arte, dando voce a tutti i suoi magnifici e giovanissimi interpreti (che nel corso degli anni hanno formato diversi gruppi che poi, annualmente, si "scontrano" nell'ormai tradizionale Battle Zone) e mostrando quei corpi capaci di raggiungere, col movimento, impensabili vette di fisicità mista a lirismo.

CRITICA

"Il fotografo David LaChapelle, lanciato da Warhol, scende per le strade di South Central, il pericoloso ghetto nero di Los Angeles a fotografare la realtà in fieri e scopre che la nuova forma di protesta dei giovani si divide in due forme di danza: il clowning, per i piccoli, e il krumping, nato dopo un episodio di rivolta razziale, che va alle origini della tradizione africana con un atletismo e una velocità assurdi. Con inserti della Riefensthal, momenti dinamici, interviste, il film ricrea la condizione somatica e coreografica dei ribelli non più senza causa di oggi. Ideale per un target giovane, istruttivo come un libro di Lèvi Strauss, etnologia hip hop applicata." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 ottobre 2006)
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