Rimini

GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA - 2021
Rimini
Due fratelli: uno è un cantante pop che conduce i turisti in autobus nella bassa stagione a Rimini; l'altro ha perso il lavoro e la fidanzata in Romania e cerca di diventare un insegnante di judo. A lungo separati i due si ritroveranno, dopo la morte della madre, per fare i conti con il proprio passato.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ULRICH SEIDL PER ULRICH SEIDL FILMPRODUKTION, PHILIPPE BOBER, MICHEL MERKT, ESSENTIAL FILMPRODUKTION, PARISIENNE DE PRODUCTION
  • Distribuzione: WANTED CINEMA (2022)
  • Data uscita 25 Agosto 2022

NOTE

- IN CONCORSO AL 72. FESTIVAL DI BERLINO (2022).

- IN ANTEPRIMA ITALIANA AL 16. BIOGRAFILM 2022.

CRITICA

"(...) Seidl si impegna a rendere sontuosamente visibile quanto è normalmente coperto da tabù sociali, pubbliche decenze e profonde paure: le pulsioni che le esibizioni di Richie Bravo scatenano nelle pensionate che svernano in riviera sono fondamentalmente le stesse che coinvolgono le ragazzine innamorate dei cantanti delle boy band, ugualmente sproporzionate e ridicole e ugualmente comprensibili e umanissime. A fare la differenza è la prossimità della morte, il tabù per eccellenza, che in 'Rimini'i si presenta già nell'incipit quando Richie raggiunge la città natale per i funerali della madre, e continua a punteggiare il racconto con brevi segmenti dedicati al padre (...). Anche se è difficile riconoscere in questa esibizione un intento liberatorio, non si può negare che il film sia molto divertente e per nulla morboso: attraverso la vitalità cialtronesca di Richie e il suo discutibile carisma (...) Seidl mette a nudo una modalità del maschile ridicola ma perfettamente complementare al patetico femminile. E, come sempre, il suo sguardo è pietoso: la morte è paziente ma implacabile: assolvere è un dovere, in attesa che emergenze nuove arrivino a travolgere la vita ed equilibri morali faticosamente raggiunti. (...) 'Rimini' conferma il pessimismo e la lucidità di Seidl oltre che la coerenza del suo progetto registico (...)." (Luca Mosso, 'Il Manifesto', 12 febbraio 2022)
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